Cala il sipario sul 2018 della telefonia tra attese, sorprese, trasformazioni e conti in sospeso


Doveva essere l’anno delle sorprese e dei grandi cambiamenti e così è stato. Lo spettacolo della telefonia sul palcoscenico del 2018 conclude l’esibizione con una trama che, sebbene preannunciata per alcuni aspetti, non ha mancato di essere ugualmente travolgente.

Gli attori e le vicende che si sono sovrapposti nell’arco di questi ultimi dodici mesi hanno senz’altro contribuito a trasformare, come poche volte prima, il mercato della telefonia insieme agli atteggiamenti dei consumatori e delle stesse compagnie.

Lo stesso 2018 aveva preso il posto del suo predecessore (il 2017) salutandolo insieme ai suoi disturbi di identità causati dalla pratica della fatturazione a 28 giorni e dalla conseguente “tredicesima del consumatore”. Una questione che ha adirato parecchio i consumatori, i quali hanno dovuto sopportarla fino ai mesi di Marzo o di Aprile (a seconda della data stabilita da ciascun operatore), e subire i postumi delle rimodulazioni per l’adeguamento dei costo complessivo annuale alla ripartizione su dodici mesi.

Del resto, il cambiamento ha permesso ad Iliad, il nuovo operatore di rete mobile in arrivo dalla Francia, di presentarsi come una novità in termini di trasparenza.

   

Nei primi mesi del 2018, la fervida attesa dal lato dei consumatori trovava come corrispondente un rigido riserbo sulla data di lancio, in merito alla quale sono nati molti interpretazioni e dubbi. Ad anno da poco cominciato, tuttavia, il 16 Gennaio la società presentava il suo amministratore delegato: Benedetto Levi, 29enne di Torino, fino a quel momento sconosciuto al pubblico. Da lì a qualche settimana Iliad avrebbe stipulato un accordo con Auchan per l’installazione delle SimBox, che al momento del suo lancio sarebbero diventate uno dei simboli della ventata rivoluzionaria, che Iliad si era impegnata a mettere in atto soprattutto sul versante tariffe.

Un SimBox Iiad, che permette agevolmente di ottenere la propria SIM nel giro di pochi minuti.

La trasformazione è un processo che ha colpito anche Tim, specialmente al suo interno. Il 6 Marzo 2018, l’amministratore delegato Amosh Genish presentava al Consiglio di Amministrazione il piano industriale 2018-20 Digitim per la digitalizzazione e lo snellimento dell’organizzazione aziendale, ricevendo altresì il mandato di avviare il progetto di separazione volontaria della rete dell’ex monopolista, un’iniziativa appoggiata dal governo per rendere l’infrastruttura digitale in Italia più aperta, più sicura e maggiormente garantita dal punto di vista degli investimenti.

Una svolta ancora più drastica sarebbe stata istigata dal rastrellamento di azioni fatto per mano esterna da Elliott, il fondo statunitense che in Italia decide anche sul destino del Milan. Al termine dell’assemblea dei soci del 4 Maggio la società di Paul Singer ha ottenuto la maggioranza dei voti aggiudicandosi la maggioranza dei posti in Consiglio di Amministrazione, facendo decadere quella apparentemente incontrastabile di Vivendi, il socio di maggioranza dell’ex monopolista. La composizione del nuovo CdA, con Fulvio Conti presidente, non ha rimosso inizialmente Amos Genish dall’incarico di amministratore delegato della società, mostrando così agli azionisti l’intenzione di dare continuità al progetto promosso dal consigliere di Vivendi.

Paul Singer

Nel mese di Maggio si è parlato anche del gruppo Vodafone e di ZTE. Al vertice di uno dei maggiori leader nelle telecomunicazioni al mondo, Vittorio Colao ha lasciato l’incarico di CEO della società dopo dieci anni in favore del Group Chief Financial Officer Nick Reed, messosi all’opera a partire dal 1 Novembre 2018.

Vittorio Colao, ex CEO Vodafone Group

Per ZTE invece sono state settimane delicate. Dopo il Denial Order emanato dalle autorità americane per sanzionare gli scambi commerciali con Iran e Nord Corea verso dei quali gli USA hanno posto un embargo, la società cinese ha minacciato di sospendere le attività a causa dei gravi pregiudizi che il provvedimento avrebbe causato vietando a ZTE di ricevere componenti hardware e software dalle aziende americane per sette anni. I possibili rischi per entrambe le economie avrebbero richiesto successivamente l’apertura di un dialogo tra Washington e Pechino, giungendo in conclusione alle condizioni in parte meno onerose che ZTE ha accettato e ad agevolazioni commerciali da parte della Cina.

C’è da ricordare anche che gli effetti della controversia non hanno lasciato indenne neanche l’attività di ZTE in Italia. Alcune importanti commesse, attinenti anche lo sviluppo della rete unificata di Wind Tre lungo lo stivale, sono state assegnate a Ericsson, sebbene in seguito le due società abbiano confermato la loro partnership.

La data che però tutti si aspettavano ha coinciso con il 29 Maggio. Dopo tutte le informazioni a disposizione, le indiscrezioni, gli indizi e le anteprime (tra cui quelle dell’ultim’ora sul numero dell’assistenza clienti e sul primo store a Milano), Iliad si è presentata al pubblico con una conferenza stampa, svelando la sua offerta di lancio con cui l’operatore avrebbe raggiunto in poco più di un mese e mezzo 1 milione di clienti.

Se la segretezza sul debutto di Iliad non è mancata, non si può certo dire il contrario circa la controffensiva di Vodafone, ossia il secondo brand low cost che la società aveva annunciato da più di un anno. Il 22 Giugno la società ha svelato le carte lanciando Ho. attraverso la società Vei srl. Il nuovo operatore ha imitato l’offerta lanciata poco prima da Iliad, rendendosi presente sul territorio con la propria rete di vendita e servendosi della rete di proprietà di Vodafone.

ho mobile

Non sono mancate novità anche per Wind Tre. La joint venture, creata a fine 2016, è stata totalmente acquisita dal socio cinese della CK Hutchison, che ha riscattato l’altra metà della società pagando 2,45 miliardi di euro. Per il nuovo operatore, che alla sua nascita vantava la maggiore quota di mercato in Italia, si è trattato di un maggior consolidamento interno che ha cercato di trasmettere anche verso l’esterno una maggiore stabilità della compagnia, minacciata già nel primo semestre dalle forti contrazioni in termini di ricavi e base clienti. Le maggiori perdite sono imputabili alla base clienti nel mobile, che si è ridotta di 2,7 milioni in 18 mesi di vita della società.

Wind Tre

Ad Agosto l’Agcom ha definitivamente approvato il regolamento per consentire ai consumatori la libera scelta del proprio modem. L’atto ha sancito il divieto per gli operatori di rifiutare il collegamento di un apparecchio scelto dal consumatore alla rete telefonica nel caso in cui esso rispetti i requisiti tecnici e normativi, imponendo inoltre altri obblighi di informazione. I termini stabiliti dall’Agcom, prorogati subito dopo, hanno fissato al 30 Novembre 2018 la data entro cui gli operatori avrebbero dovuto adeguare le condizioni contrattuali per i nuovi clienti e al 31 Dicembre 2018 quella invece entro cui l’applicazione delle nuove regole sarebbe entrata in vigore anche per i contratti già in essere in cui la scelta del modem è obbligata.

modem

Durante l’estate alcuni operatori virtuali hanno annunciato per l’autunno importanti aggiornamenti per i propri servizi in campo tecnologico. Kena Mobile, che nel frattempo nel mese di Luglio annunciava di aver raggiunto i 500.000 clienti, ha confermato l’imminente possibilità per i propri clienti, eccezioni a parte, di accedere gratuitamente alla rete 4G di Tim. La stessa novità avrebbe riguardato anche 1Mobile e Optima Mobile che invece si servono della rete Vodafone. La stessa strada accomunerà questi due brand a Noitel, che ha comunicato ufficialmente il passaggio dalla rete 3G di Tim alla rete 4G di Vodafone dalla primavera del 2019 (MondoMobileWeb ha intervistato Antonio Cortina, amministratore delegato di 1Mobile, e il suo omologo di Noitel Andrea Perocchi).

La questione centrale dei mesi di Settembre e Ottobre è stata senza dubbio quella dell’asta per l’assegnazione delle frequenze 5G. Dopo la pubblicazione del bando nel mese di Luglio, decorso il termine per la presentazione delle candidature e dopo 14 giornate di miglioramenti competitivi, gli introiti hanno superato di 4 miliardi di euro il minimo fissato dalla Legge di Bilancio. L’asta ha così definito la ripartizione delle frequenze con i quali gli operatori agiranno in Italia per determinare il funzionamento delle attività dell’ecosistema 5G nell’esperienza umana.

Una vera è propria emergenza sembra essere sbucata da Sa Illetta, dove l’accordo di fine Luglio con cui Tiscali avrebbe ceduto a Fastweb la licenza per 40 Mhz di frequenze valide per lo standard 5G nella banda 3.5 Ghz e il ramo di azienda FWA (Fixed Wireless Access) ha richiamato sollevato l’agitazione tra i dipendenti e le segreterie sindacali, che hanno interpretato tale decisione come un altro segno di incertezza amplificato dalla impellente situazione debitoria della società.  L’offerta proposta da Fastweb, successivamente rilanciata ad un prezzo superiore, dovrebbe aiutare Tiscali ad adempiere agli impegni finanziari con i creditori, sebbene l’esito della contesa sarà rinviato nel lungo periodo. Intanto per i clienti il primo semestre del 2019 potrebbe riservare l’arrivo del 4G su rete Tim.

A proposito di Fastweb, la società è stata oggetto di indiscrezioni circa la possibilità di una modifica della sua proprietà da parte di Swisscom. La questione non ha ricevuto conferme, così come è accaduto anche ad Hutchison per la presunta modifica dell’assetto proprietario di parte del complesso di torri.

Gli ultimi due mesi dell’anno hanno tuttavia determinato alcune uscite di scena. Così è stato per la decisione con cui il CdA ha revocato l’incarico ad Amos Genish come CEO di Tim, dopo il clima di permanente scontro fra i due soci principali e il colpo di grazia inflitto dai conti del terzo trimestre.

La stessa sorte è capitata ad Erg Mobile, che ha comunicato ad inizio Dicembre a tutti i suoi clienti la cessione dell’erogazione dei propri servizi a partire dal 30 Marzo 2019. Non dissimile anche il destino di Ringo Mobile, che ha invece avvertito i suoi clienti della possibile chiusura dei rubinetti a partire dal 31 Dicembre 2018 invitandoli a passare ad altro operatore.

Per Tim si prospetta un nuovo corso. Dopo la nomina ad amministratore delegato, Luigi Gubitosi vuole proseguire con il progetto auspicato dal Governo di societarizzazione della rete di Tim, per il quale, insieme alla procedura di aggregazione forzata intrapresa dall’Agcom, il Parlamento ha già predisposto la fattispecie tecnico-giuridica. Se questo fosse il primo passo per la creazione di un unico soggetto gestore della rete digitale in Italia, il progetto coinvolgerebbe Open Fiber e, almeno teoricamente altri player, come Irideos, che detiene la terza infrastruttura in banda larga nel Paese.

Tornando a Tim, l’insoddisfazione e i malumori all’interno del CdA non si sono placati. Il trend drammatico del 2018 da questo punto di vista è stato riconfermato anche a fine anno. Vivendi ha ottenuto l’apertura dell’istruttoria sulla richiesta di convocazione di un’assemblea straordinaria per la revoca dell’incarico a cinque dei dieci consiglieri espressi da Elliott nel Consiglio, puntando a rimpossessarsi del suo controllo. Sarà questa la prima grana su cui l’organo collegiale si riunirà nel 2019.

Tim

L’anno che ci si appresta ad inaugurare comincerà la sua marcia con le vicende che il 2018 non è riuscito ad archiviare definitivamente. Si tratta innanzitutto di Plintron, il nuovo operatore virtuale che potrebbe già dall’inizio apportare novità al mercato della telefonia. Il 2019 sarà chiamato ad esprimersi anche su un altro capitolo dell’infinita saga sulla tariffazione a 28 giorni. Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi degli operatori di telefonia sulla sospensione dell’obbligo di rimborsare entro il 31 Dicembre 2018 gli introiti ottenuti grazie al pagamento della tariffa ogni 28 giorni, anziché ogni mese. Sono i conti in sospeso che il 2019 dovrà sobbarcarsi.

Al di là di tutto quello che siamo riusciti a raccontare, seguire, monitorare e interpretare costantemente le novità, i cambiamenti e i possibili risvolti della telefonia non è stato sempre agevole. L’impegno necessario per realizzarlo risponde a una passione e a un dovere.

Con la speranza di averlo fatto esaustivamente e con la consapevolezza di cogliere i margini di miglioramento che l’anno venturo offrirà, Giuseppe ZioTel, Deborah, Davide, Alessandro, Alberto, Samuele, Simone, Stefano, Gabriella, Giacomo, Adriana, Gianluca e Mirko augurano ai lettori e ai visitatori di MondoMobileWeb un sereno ed intenso 2019!

 

Per ricevere tante notizie e consigli utili specialmente sul mondo della telefonia è possibile iscriversi gratis al canale Telegram di MondoMobileWeb. Se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo sui vostri social e seguite MondoMobileWeb su Facebook e Twitter. Non esitate a condividere le vostre opinioni e/o esperienze commentando i nostri articoli.