ZTE risponde all’attivazione dell’ordinanza di divieto del Dipartimento del Commercio del Governo degli Stati Uniti


ZTE, azienda cinese con sede a Shenzhen che progetta e produce dispositivi e sistemi di telecomunicazione, potrebbe vedere revocata la licenza Android, a causa di violazioni nel mercato statunitense.

La violazione, secondo il sito Instanews, consiste nell’aver commercializzato, lo scorso anno, tecnologia statunitense in Iran e Corea del Nord, nonostante l’embargo vigente e, successivamente, il mancato rispetto alle misure imposte.

Il Dipartimento del Commercio americano, alla luce di ciò, ha deciso di punire severamente l’azienda cinese, con il divieto per le aziende americane di vendere componenti hardware e software a ZTE per un totale di sette anni.

   

Questo potrebbe causare parecchi problemi nell’uso di Android a ZTE, che verrebbe praticamente “amputato” dei quasi essenziali pacchetti app di Google, come il Play Store. Una soluzione per l’azienda cinese potrebbe essere quella di virare su Mediatek e sullo sviluppo di un pacchetto del sistema operativo che non necessiti delle app di Mountain View.

Tutto ciò, secondo l’agenzia di stampa Reuters, starebbe fomentando una specie di guerra commerciale tra USA e Cina, che potrebbe danneggiare le catene di approvvigionamento globali così come i piani di investimento delle imprese. Infatti, secondo le nuove regole imposte da dalla Federal Communications Commission (FCC), che dovrebbero essere finalizzate nel corso del 2018, gli Stati Uniti vorrebbero impedire a ZTE e Huawei di conquistare un ruolo significativo nel mercato americano, considerandole un rischio per la sicurezza nazionale degli USA, per l’integrità delle reti di comunicazione o le loro catene di approvvigionamento.

Il presidente dell’FCC Ajit Pai infatti, in una lettera al Congresso del mese scorso, ha dichiarato di condividere le preoccupazioni dei legislatori statunitensi sulle minacce di spionaggio da parte di Huawei. In quanto sostiene che “le backdoor” nascoste “alle nostre reti in router, switch e altre apparecchiature di rete possono consentire a potenze straniere ostili di iniettare virus e altri malware, rubare i dati privati degli americani, spiare le aziende statunitensi e altro ancora”.

ZTE ha voluto rilasciare un comunicato stampa sulle dichiarazioni in merito all’attivazione dell’ordinanza di divieto del Dipartimento del Commercio del Governo degli Stati Uniti:

Dall’Aprile 2016, ZTE Corporation (di seguito “ZTE”) ha continuato a riflettere sulle lezioni della sua esperienza passata relative al controllo di conformità delle esportazioni e vi ha attribuito grande importanza. All’interno di ZTE, la conformità è considerata come fondamento e presupposto dell’operatività della società.

ZTE ha istituito un comitato di conformità guidato direttamente dal suo CEO; ha selezionato un gruppo globale di esperti di controllo di conformità dell’esportazione; impegnato diversi consulenti di livello mondiale per fornire una guida professionale al fine di stabilire e ottimizzare struttura, sistema e procedura di controllo delle esportazioni di ZTE; introdotto e implementato il sistema SAP Global Trade System (GTS); organizzato formazione in tema per oltre 65.000 impiegati; ha collaborato in modo pieno con il supervisore indipendente designato dal governo degli Stati Uniti per garantire il monitoraggio in tempo reale e trasparente dell’attuazione da parte di ZTE dei rilevanti accordi con il governo degli Stati Uniti e l’applicazione dei requisiti di controllo di conformità delle esportazioni e ha fornito oltre 132.000 pagine di documenti. Solo nel 2017, ZTE ha investito più di 50 milioni di dollari nel suo programma di controllo di conformità delle esportazioni e sta progettando di investire ancor più risorse nel 2018.

Tuttavia, l’Ufficio dell’Industria e della Sicurezza (di seguito “bis”) ha attivato l’ordine di sospensione delle negoziazioni il 16 aprile 2018, in ragione del fatto che ZTE non ha ridotto tempestivamente i bonus ed inviato lettere di biasimo a determinati dipendenti coinvolti nella passata violazione del controllo delle esportazioni ed ha rilasciato false dichiarazioni al governo degli Stati Uniti.

ZTE ha lavorato diligentemente sul programma di controllo di conformità delle esportazioni, ha investito enormi risorse e ha compiuto progressi significativi dal 2016. È inaccettabile che il Bis insista nell’infliggere ingiustamente la pena massima a ZTE, anche prima del completamento degli accertamenti sui fatti, ignorando il continuo e diligente lavoro di ZTE e i progressi compiuti in materia di conformità delle esportazioni e trascurando il fatto che (1) ZTE ha individuato autonomamente i problemi di conformità ed ha effettuato immediatamente un’auto-segnalazione; (2) la società ha adottato misure nei confronti dei dipendenti che avrebbero potuto essere responsabili di questo incidente; (3) sono state adottate immediatamente misure correttive; e (4) un prestigioso studio legale degli Stati Uniti è stato impegnato a condurre indagini indipendenti.

L’ordine di divieto non solo avrà un impatto grave sulla sopravvivenza e sullo sviluppo di ZTE, ma causerà anche danni a tutti i partner di ZTE, tra cui un gran numero di aziende statunitensi.

In ogni caso, ZTE non rinuncia ai suoi sforzi mirati a risolvere la questione attraverso la comunicazione, ed è determinata, se necessario, ad intraprendere azioni legali per proteggere diritti ed interessi dell’azienda, dei dipendenti e degli azionisti, e per soddisfare obblighi e assumersi le responsabilità della clientela globale, utenti finali, partner e fornitori.

Come società globale di origine Cinese, ZTE riunirà tutti i suoi dipendenti confidando pienamente nel lavoro di gruppo per facilitare una soluzione definitiva della controversia.

 

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