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Rete Fastweb 5G: accolto ricorso contro il Comune di Paternò per il divieto di installazione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha pronunciato la sua sentenza sul caso di un ricorso Fastweb contro il Comune di Paternò, nella Città metropolitana di Catania, e contro il suo sindaco per il divieto generalizzato all’installazione del 5G e di altri tipi di antenne di telefonia.

L’ordinanza del sindaco dell’8 Maggio 2020, avente ad oggetto “divieto di sperimentazione e/o installazione del 5G e di altri tipi di antenne di telefonia” era stata seguita da una diffida (datata 23 Agosto 2020 ma trasmessa solo il 23 Ottobre 2020) ad intraprendere qualunque attività di installazione.

Il TAR ha premesso che Fastweb, all’esito dell‘Asta 5G del 2018, ha visto l’assegnazione dei diritti d’uso di un lotto di frequenze a 26 GHz con conseguenti obblighi stringenti di copertura.

Inoltre, è stato ricordato che, anche in altre fattispecie analoghe, la giurisprudenza ha stabilito la mancanza di presupposti per l’adozione di provvedimenti urgenti sulla materia in questione, dal momento che le infrastrutture di rete rappresentano in sostanza opere primarie volte a garantire il funzionamento delle telecomunicazioni tramite la copertura capillare del Paese.

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A tal proposito, è stato citato anche il Decreto Semplificazioni, poi convertito in legge, che ha previsto l’impossibilità di adottare ordinanze “contingibili e urgenti” in materia di installazione delle stazioni radio base, e specificatamente sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, la cui competenza resta riservata allo Stato.

Nel caso specifico del comune di Paternò, nel Catanese, l’ordinanza del Sindaco era stata emessa in difetto di un accertato effettivo pericolo grave e attuale per l’incolumità pubblica, ma piuttosto per “anticipata applicazione del principio di precauzione”.

Per questa ragione, l’ordinanza è stata ritenuta dal TAR illegittima e dunque, di conseguenza, sono tali anche tutti gli altri atti consequenziali che non hanno permesso a Fastweb di avviare i lavori per l’installazione delle sue antenne insieme a Linkem, dopo la comunicazione inviata l’anno scorso al Comune di Paternò.

 

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