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Telefonia, Dl Semplificazioni è legge: stop ai divieti locali di installazione reti 5G

Con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Dl Semplificazioni è adesso legge, vigente al 31 Luglio 2020. Come noto, sono previste numerose misure anche per le reti di telecomunicazioni.

Anche il Ministero dello Sviluppo Economico ha riproposto le principali novità per la digitalizzazione, che partono dal consolidamento dei data center alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione a vantaggio di tutti i cittadini.

L’articolo della nuova legge esclusivamente dedicato alle telecomunicazioni è l’articolo 38, dal titolo “Misure di semplificazione per reti e servizi di comunicazioni elettroniche”, che rientra nelle semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

La principale novità, già anticipata, riguarda la modifica all’articolo 8 della legge 22 Febbraio 2001, n.36, comma 6, che viene sostituita con una nuova variante in cui vengono esplicitati dei limiti ai regolamenti comunali.

Con questa misura, dunque, viene limitata l’autonomia decisionale di numerosi sindaci che anche in questo periodo stanno continuando a vietare le installazioni delle antenne 5G agli operatori di telefonia mobile.

Il problema è stato segnalato dagli operatori, dalle associazioni e anche dall’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, che invitava le amministrazioni locali a rispettare le normative vigenti e le competenze amministrative per l’installazione capillare della rete nel territorio.

Di seguito il nuovo articolo 8 modificato:

“I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato ai sensi dell’articolo 4.”

Viene dunque stabilita l’impossibilità di inserire in regolamento limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio, per qualsiasi tipologia di installazioni di stazioni radio base.

Così facendo, l’oramai usuale ordinanza di divieto di installazioni in tutto il territorio comunale per il cosiddetto principio di precauzione risulta contraria alla normativa sui regolamenti comunali.

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La novità in questione non rappresenta però l’unica misura. Sempre nell’articolo 38, sono inserite numerose altre misure per tentare di semplificare e agevolare la copertura del territorio.

Ad esempio, l’articolo 87-ter del Decreto Legislativo 1° Agosto 2003, n. 259, si arricchisce al comma 1 con una novità riguardante le modifiche delle caratteristiche degli impianti. E’ stato infatti stabilito che nel caso di modifiche delle caratteristiche degli impianti già provvisti di titolo abilitativo, incluse le modifiche relative al profilo radioelettrico, gli organismi addetti alle autorizzazioni dovranno pronunciarsi entro trenta giorni dal ricevimento dell’autocertificazione.

Inoltre, sono stati regolamentati i cosiddetti impianti temporanei di telefonia mobile, necessari per potenziare le comunicazioni in situazioni di emergenza o per determinate esigenze come manifestazioni o eventi.

Tali impianti temporanei, che sono destinati a essere rimossi al cessare delle necessità entro e non oltre 120 giorni dalla loro collocazione, potranno essere installati previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale e saranno attivabili qualora, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta, non sia stato comunicato un provvedimento di diniego.

Un’altra modifica di rilievo riguarda infine la modifica dell’articolo 82 del Decreto Legge 17 Marzo 2020, in cui adesso è esplicitato che alle imprese fornitrici di reti e servizi di telecomunicazioni è consentito di effettuare interventi di scavo, installazione e manutenzione delle reti di comunicazione in fibra ottica tramite la presentazione di segnalazione certificata di inizio attività all’amministrazione locale competente e agli organismi competenti.

Tale segnalazione avrà così “valore di istanza unica effettuata per tutti i profili connessi alla realizzazione delle infrastrutture oggetto dell’istanza medesima”.

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Sempre per snellire i processi burocratici, qualora siano già presenti infrastrutture fisiche esistenti e tecnologie di scavo a basso impianto ambientale in presenza di sottoservizi, l’avvio dei lavori sarà subordinato esclusivamente alla trasmissione di comunicazione elettronica della documentazione cartografica prodotta dall’operatore stesso.

Allo stesso modo, per favorire lo sviluppo delle infrastrutture digitali e minimizzare l’impatto sul sedime stradale e autostradale, la posa delle infrastrutture a banda ultralarga potrà essere effettuata anche con la metodologia della microtrincea, vale a dire tramite l’esecuzione di uno scavo e contestuale riempimento di ridotte dimensioni in ambito urbano ed extraurbano, anche in prossimità del bordo stradale o sul marciapiede. La larghezza dello scavo deve essere compresa tra i 2 e i 4 centimetri, con profondità tra i 10 e i 35 centimetri.

 

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