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AGCOM diffida TIM, Vodafone e Wind Tre sui nuovi costi di ricarica speciali nei tagli di 5 e 10 euro

L’AGCOM ha diffidato TIM, Vodafone e Wind Tre in relazione alle loro “ricariche speciali” che prevedono un ammontare di credito inferiore al loro costo.

La pubblicazione delle diffide e delle relative attività istruttorie è avvenuta oggi, 19 Dicembre 2019, per tutti e tre gli operatori.

Nell’ambito delle sue attività di vigilanza, l’AGCOM ha infatti ricevuto numerose segnalazioni di utenti e associazioni sulla modifica dei tagli di ricarica da 5 e 10 euro con l’introduzione del costo di 1 euro.

In particolare, molti clienti hanno lamentato di aver scoperto un importo effettivo decurtato a fronte dell’attivazione dei diversi servizi senza esserne stati informati in tempo.

Tim Ricarica

L’AGCOM ha richiesto ai tre operatori coinvolti informazioni sui tagli di ricarica commercializzati e sulle modalità di ricariche previste, oltre che sulle informazioni rese agli utenti, sul numero di reclami ricevuti, sulle modalità di disattivazione e sulle procedure per acquisire il consenso dei clienti.

Con le sue tabelle, TIM ha confermato la presenza del taglio da 5 euro solo come scratchcard e la presenza dei tagli Ricarica+ da 5 e 10 euro presso i rivenditori autorizzati come tabaccherie, bar ed edicole al posto dei tagli standard.

Rispetto al numero dei reclami ricevuti, TIM ha invece dichiarato che sui suoi sistemi CRM sono state registrate da Gennaio a Luglio 2019 un totale di 17.828 richieste con oggetto il servizio Ricarica+ (già presente da prima che l’operatore decidesse di rimuovere i tagli standard in alcuni canali).

Per rispondere alla procedura dell’AGCOM, in data 30 Ottobre 2019 TIM ha introdotto le sue ricariche standard da 4 e 6 euro, ponendo inoltre in essere diverse iniziative volte a scongiurare il rischio di confusione tra la ricarica standard e la Ricarica+, che offre minuti e Giga illimitati per 24 ore, oltre alla partecipazione al concorso Ricarica+ e Vinci e al voucher cinema 2×1, riscattabile in circa 900 sale italiane.

Vodafone ha invece confermato di offrire ai suoi clienti Giga Ricarica 5 e Giga Ricarica 10 invece dei tagli standard, che prevedono l’attivazione di una promozione che offre 3 Giga di traffico dati per un mese, con disattivazione automatica al termine. L’operatore ha poi introdotto anche una ricarica standard da 13 euro.

Infine, Wind Tre ha sostituito le ricariche standard con la Ricarica Special da 5 euro e 10 euro per il suo brand Wind, che offrono Giga e minuti illimitati per le 24 ore successive alla ricarica.

Vodafone ricarica ricariche

Sia TIM che Vodafone e Wind Tre hanno evidenziato che, prima dell’operazione di ricarica, viene rilasciato al cliente uno scontrino per il controllo dati che però, secondo l’Autorità, risulta “impostato per evidenziare, richiamando l’attenzione del lettore, il numero di utenza e l’importo che l’utente si appresta a spendere”, mentre il riferimento alle diverse ricariche è inserito in calce e spesso non mantiene uno stretto collegamento logico con la ricarica effettuata.

Inoltre, sottolinea l’AGCOM, l’informativa “è del tutto anonima” e non avverte sul fatto che il cliente sta attivando, a tutti gli effetti, un’offerta commerciale e non una semplice ricarica “magica”, come le ha definite Benedetto Levi, l’Amministratore Delegato di Iliad Italia.

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Wind Tre ricarica Special 2

L’AGCOM ha ricostruito il quadro legislativo vigente (citando anche il cosiddetto Decreto Bersani sulla trasparenza delle tariffe) attualmente in vigore, ritenendo infine che nella valutazione della fattispecie in esame sia particolarmente rilevante la pratica che consiste nel non offrire più i tagli di ricarica standard di importo pari a 5 e 10 euro, tramite determinati canali di vendita, se non sotto forma di offerta. Così facendo, l’utente che si rivolge a tali canali è adesso costretto a ricorrere alle ricariche speciali o a scegliere tagli diversi.

L’indisponibilità dei vari tagli standard introdurrebbe un elemento di discriminazione tra il segmento della clientela con la minore capacità di spesa e i segmenti che si orientano per tagli superiori. In altri termini, i segmenti a minore capacità di spesa sarebbero vincolati da un budget che limiterebbe a priori l’accesso ai tagli più elevati, gli unici adatti ad evitare l’attivazione delle offerte Ricarica+, Giga Ricarica e Ricarica Special.

Di seguito, il parere sulle ricariche di TIM, Vodafone e Wind Tre (utilizzate solo dal brand Wind) che riassume la posizione dell’Autorità:

“Neppure è possibile rinvenire ragioni di ordine commerciale che giustifichino l’offerta, in abbinamento alla ricarica, di servizi (quali il traffico voce e dati) che potrebbero essere acquistati, qualora fossero effettivamente d’interesse per l’utente, proprio con il credito ricaricato. Tale considerazione, dunque, sembra confermare che la manovra commerciale descritta sia sostanzialmente finalizzata a eludere il divieto di applicazione di costi fissi di ricarica, di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto Bersani, facendo leva sulla inconsapevolezza degli utenti, al momento di effettuare la ricarica, circa la reale consistenza dei tagli da 5 e 10 euro. Inconsapevolezza, peraltro, alimentata dall’utilizzo del termine “ricarica”, comunque utilizzato per individuare le offerte in questione”.

Secondo l’AGCOM, dunque, le ricariche degli operatori mirano a eludere il decreto Bersani e a tornare all’applicazione dei costi fissi di ricarica per i clienti inconsapevoli. Inoltre, la scelta dei tre operatori di utilizzare un costo fisso comune potrebbe riflettere un accordo collusivo tale da influenzare il prezzo effettivo del servizio per qualunque piano tariffario.

Per queste ragioni, la manovra commerciale di TIM, Vodafone e Wind Tre sembrerebbe confliggere con il quadro normativo anche con riferimento al principio di concorrenza.

Per tutte queste ragioni, l’AGCOM ha quindi diffidato TIM, Vodafone e Wind Tre al rispetto degli obblighi vigenti in materia di concorrenza, trasparenza, confrontabilità delle offerte e parità di trattamento degli utenti (oltre che al rispetto del divieto di imporre costi o contributi di ricarica aggiuntivi rispetto al traffico ricaricato) entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, in considerazione della natura meramente informatica degli adempimenti, che consisterebbero in un semplice ripristino della situazione precedente.

 

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