Roaming UE, la Commissione propone estensione ai Paesi dei Balcani occidentali

La Commissione dell’Unione Europea ha reso noto di aver proposto di avviare negoziati con i Paesi dei Balcani occidentali, ossia Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, per integrarli nello schema del Roaming UE, ossia la regolamentazione “Roaming Like At Home”.
La Commissione UE lo ha annunciato nella giornata di oggi, 25 Febbraio 2026, affermando che questa proposta mira a sviluppare e migliorare gli attuali impegni volontari in materia di Roaming tra alcuni operatori di telefonia mobile nell’UE e nei Balcani occidentali.
Infatti, queste iniziative volontarie, attive dal 1° Ottobre 2023, consentono già ai viaggiatori di beneficiare di tariffe di Roaming ridotte quando si spostano tra le due regioni. Inoltre, i cittadini dei Balcani occidentali beneficiano di tariffe ridotte quando viaggiano all’interno della regione, nell’ambito dell’accordo di Roaming regionale per i Balcani occidentali.
Invece, grazie alla nuova proposta avanzata dalla Commissione UE, una volta conclusi gli accordi con ciascuno dei Paesi dei Balcani occidentali, e una volta che ciascuno di essi sarà pienamente allineato alle norme dell’UE in materia di Roaming, le persone che viaggiano tra l’UE e i Balcani occidentali potranno effettuare chiamate, inviare SMS e utilizzare i dati mobili senza sovrapprezzi di Roaming.
Ciò significa che, sia i cittadini e le imprese dei Balcani occidentali che visitano l’UE, ma anche i viaggiatori dell’UE nei Balcani occidentali, potranno usufruire dello schema Roaming Like at Home, con cui è possibile utilizzare tutti i minuti e gli SMS della propria offerta nazionale di rete mobile, oltre che una soglia di Giga mensili calcolati in base al costo del rinnovo.
La Commissione UE afferma che questa proposta rappresenta un esempio concreto dell’approccio dell’UE alla graduale integrazione prima dell’adesione all’UE, come indicato nel piano di crescita per i Balcani occidentali del 2023. Il piano di crescita porta avanti i vantaggi dell’adesione all’UE integrando progressivamente i partner dei Balcani occidentali nel mercato unico dell’UE.
Questo approccio graduale, a detta della Commissione, offre vantaggi ai cittadini e alle imprese già prima della piena adesione, pur rimanendo ancorato al processo di allargamento.
Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva della Commissione UE per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato:
“Oggi stiamo compiendo un passo significativo per il percorso dei partner dei Balcani occidentali verso l’adesione alla famiglia di roaming dell’UE. È una buona notizia sia per i cittadini che per le imprese”.
Marta Kos, Commissaria della Commissione Europea per l’Allargamento, ha dichiarato:
“Le tariffe di roaming sono un problema per le persone in tutti i Balcani occidentali. Colpiscono i lavoratori che attraversano le frontiere o le famiglie che vogliono semplicemente rimanere in contatto.
Le bollette a sorpresa o gli oneri più elevati quando si viaggia sono qualcosa che non conosciamo più all’interno dell’UE.
Oggi abbiamo proposto di estenderlo ai Balcani occidentali. Ciò significherebbe chiamate più facili e dati mobili che funzionano a prezzi domestici”.
Dunque, con la proposta di mandati negoziali adottata oggi, 25 Febbraio 2026, la Commissione Europea chiede al Consiglio UE l’autorizzazione ad avviare negoziati con i partner dei Balcani occidentali, che come detto sono Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.
Una volta adottata dal Consiglio, la Commissione UE negozierà accordi bilaterali con ciascuno dei suddetti Paesi dei Balcani occidentali.
Una volta conclusi con successo, questi accordi apriranno la strada affinché i Balcani occidentali entrino a far parte dell’area di Roaming UE.
In questo modo, questi 6 Paesi andrebbero ad aggiungersi agli attuali in cui è già valida la regolamentazione del Roaming Like At Home, che sono tutti quelli dell’Unione Europea, a cui si aggiungono i Paesi della Area Economica Europea (EEA) e dal 1° Gennaio 2026 anche Moldavia e Ucraina: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Guyana francese, La Reunion, Mayotte, Martinica), Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ucraina, Ungheria.
Si ricorda che il Regno Unito, in seguito al completamento della Brexit, dal 1° Gennaio 2021 non fa più ufficialmente parte dell’Unione Europea, e pertanto teoricamente non sarebbe più incluso nei Paesi in cui è possibile sfruttare il regolamento Roaming Like At Home. Fino a inizio 2025, tutti gli operatori (almeno in Italia) avevano mantenuto invariate le condizioni, mentre solo da metà 2025 alcuni operatori italiani hanno cominciato a rimuovere il Regno Unito dai Paesi inclusi.
In generale, comunque, il comportamento sul Roaming Like At Home in Regno Unito è a discrezione dei singoli operatori, in base ai propri accordi con i gestori britannici. Per questo motivo, come già successo negli ultimi mesi con alcuni operatori italiani, ogni singolo provider potrà decidere se continuare a includere o meno l’uso delle proprie offerte nazionali anche quando ci si trova nel Regno Unito.
Editing Simone Nicolosi
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