Programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G: ecco i progetti ammessi a finanziamento


Ufficialmente approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico, in data Venerdì 10 Gennaio 2020, la graduatoria definitiva delle idee progettuali presentate nell’ambito dell’Asse ll del Programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G. Sono 6 i progetti ammessi a finanziamento.

In seguito al raggiungimento della convenzione che dà il via alla “Casa delle Tecnologie emergenti” di Matera, viene effettuato dunque un ulteriore significativo passo rivolto al sostegno delle nuove tecnologie.

La pubblicazione della graduatoria finale dei vari progetti di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico presentati nell’ambito dei programmi su 5G, IoT, Intelligenza Artificiale e Blockchain, ne è la prova.

Ne è convinto l’attuale Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, che scommette parecchio sui progetti oggetto di finanziamento:

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nel percorso di sperimentazione delle tecnologie emergenti avviato dal MiSE che vede il nostro Paese in prima linea a livello europeo. Puntiamo molto sui progetti presentati dai Comuni e dagli Enti di ricerca ammessi al finanziamento come volano per la creazione di nuovi servizi in settori strategici per l’economia del nostro Paese e per il benessere dei cittadini”.

Nello specifico, saranno sottoposti ad un finanziamento di importo complessivo superiore a 4 milioni di euro, i primi 6 progetti classificati inerenti la valorizzazione di attività e beni culturali, oltre che dei servizi innovativi per la cittadinanza, la gestione dei beni pubblici e la sperimentazione di nuovi servizi di mobilità.

I progetti vincitori, dei quali segue una breve descrizione, sono stati proposti da 3 diversi enti universitari, dal Comune di Catanzaro, dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) e dalla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE).

Con un punteggio finale di 27, si posiziona in vetta alla graduatoria il progetto finalizzato alla tutela e gestione del diritto d’autore tramite l’utilizzo delle tecnologie, denominato “Gestione dei diritti d’autore su reti 5G con Blockchain” avanzato dalla SIAE. L’idea è quella di realizzare un registro (basato su tecnologia blockchain) degli aventi diritto, che permetta l’identificazione univoca dei titolari dei diritti d’autore e la futura implementazione di una gestione automatica e diretta delle transazioni finanziarie (regolate da protocolli informatici sviluppati su rete 5G) tra utilizzatori e aventi diritto, in grado di valorizzare e tutelare i contenuti anche fuori dai confini italiani.

A tal riguardo, Gaetano Blandini, Direttore Generale della Società Italiana degli Autori ed Editori, si è espresso come segue:

L’obiettivo di SIAE è quello di favorire il passaggio verso un modello che ha veramente il potenziale di far tornare i creatori al centro. Il progetto rappresenta quindi un primo passo verso la creazione di una rete che tuteli veramente il diritto d’autore e i contenuti creativi”.

Hanno collaborato al progetto anche l’Università “La Sapienza” di Roma, Blockchain Core e l’operatore telefonico congiunto Wind Tre. Proprio quest’ultimo fornirà le risorse di rete necessarie per la realizzazione dei meccanismi di transazione automatizzati.

Per Enrico Barsotti, CEO Office Director di Wind Tre, il gestore telefonico deve proporsi anche sotto una veste differente:

Wind Tre mette a disposizione la propria tecnologia e le proprie competenze per arricchire la fruizione di contenuti multimediali, con qualità e modalità del tutto nuove, ma anche per favorire la tutela del diritto d’autore. Nell’era degli ecosistemi 5G, il ruolo dell’operatore di tlc, infatti, non è più solo quello di fornire connettività, ma anche, e soprattutto, quello di proporsi come abilitatore di servizi innovativi”.

Si classifica al secondo posto, ma con lo stesso punteggio di 27 punti, “Smart Urban Mobility Management“, l’idea progettuale (proposta dall’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale) che ha come obiettivo la realizzazione di un modello di smart mobility caratterizzato dalla connessione di infrastrutture, oggetti e persone.

Un sistema integrato di mobilità innovativa capace di ottimizzare e rendere più efficienti i processi logistici dei flussi umani e merceologici, basato su una piattaforma telematica per l’analisi della mobilità e sull’utilizzo di tecnologie digitali come l’Internet of Things (IoT), la Blockchain, l’intelligenza artificiale (IA) e la rete di quinta generazione (5G).

Al terzo posto, con 26,95 punti, si colloca invece il progetto dell’Università di Cagliari denominato “Monitoraggio distribuito sicuro, affidabile ed intelligente su tecnologie 5G: applicazione alla mobilità ed al servizio idrico“. Questo vuole sperimentare l’immissione di sistemi di sensing distribuito nel settore della green economy.

Si parte da due differenti casi studio implementati presso dei siti pilota situati nell’area urbana ed extraurbana di Cagliari e nei comuni di Guspini ed Iglesias. Anche in questo caso alla base della realizzazione del progetto ci stanno tecnologie come l’IoT, la Blockchain, l’IA e l’architettura di rete di ultima generazione 5G.

Il primo, basato sulla mobilità sostenibile, si pone lo scopo di estrarre informazioni utili per la pianificazione e gestione del trasporto pubblico da parte della pubblica amministrazione, oltre che per il monitoraggio dell’affluenza di persone in determinate situazioni. Il secondo, relativo alla gestione del servizio idrico in ambito urbano, vuole permettere il semplice monitoraggio di consumi e qualità dell’acqua, sia al gestore che al cittadino.

L’idea progettuale appena descritta vuole anche proporsi come esempio per spingere la pubblica amministrazione e le aziende private a sviluppare altri progetti in settori differenti, in modo tale da contenere e ridurre i consumi energetici (sopratutto) e di migliorare i servizi relativi alla gestione dei flussi di persone.

Con un punteggio finale di 26, “Smart Ivrea Project” di Agid si classifica al 5 posto e rientra cosi tra i progetti ammessi a finanziamento. L’idea è quella di sfruttare la città di Ivrea come territorio pilota per realizzarvi una piattaforma per la gestione delle “comunità intelligenti“, da replicare poi in altri luoghi.

Nel dettaglio, si vuole concretizzare un modello cosiddetto “Scaas“, ovvero Smart cities-as a service, indirizzato all’ottimizzazione della fornitura dei servizi pubblici mediante l’introduzione di certi capisaldi dell’economia comportamentale (che incentivino l’assunzione di comportamenti virtuosi dei cittadini)  e governance partecipata (eVoting e crowdfunding). In questo modo si vuole coinvolgere più attivamente il cittadino nei confronti della vita culturale, politica e sociale della comunità; giungendo, se possibile, all’avvio di un’ecosistema di moneta virtuale (in ambito progettuale denominata  “Ivrea-Coin“) che permetta di comprare i servizi erogati dalla pubblica amministrazione e dalle piccole e medie imprese.

Il progetto dovrebbe partire nel corso del primo trimestre di questo 2020 e si protrarrà per 24 mesi. Ovviamente anche in questo caso, si prevede il pieno sfruttamento della rete 5G e l’utilizzo di tecnologie come Blockchain, IA e IoT.

A guidare la progettazione e l’implementazione di tale piattaforma nazionale per la gestione delle comunità intelligenti, sarà proprio l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), che sarà comunque coadiuvata dal partenariato Tim – Olivetti – Trust Technologies (per la fornitura di competenze ICT), dal Politecnico di Torino (per quanto concerne sopratutto le competenze su IA e IoT) e dal duo Comune di Ivrea – Confindustria Canavese, che offrirà le conoscenze relative al tessuto socio-economico-industriale del territorio.

A seguire si è posizionata l’idea, avanzata dal Politecnico di Bari, dal nome “Blockchain and Artificial Intelligence for Ubiquitous computing via 5G“. Questa si focalizza sulla designazione di innovative soluzioni hardware e software per la gestione efficiente degli impianti di illuminazione pubblica, la tracciabilità della filiera produttiva, la logistica dell’ultimo miglio e l’analisi e la certificazione dei dati di mobilità.

Per fare ciò è prevista la realizzazione di tecnologie, servizi e infrastrutture finalizzate all’ottimizzazione di gestione e monitoraggio delle informazioni raccolte. Verranno creati database basati sulla blockchain. Come rifermento sarà presa in considerazione l’infrastruttura di rete 5G, in grado di avvalersi dell’uso di tecnologie emergenti come IoT, blockchain e IA.

L’ultimo progetto risultato assegnatario di finanziamento è “Catanzaro 4.0“. Presentato dall’omonimo comune, si applica al settore turistico e ha l’obiettivo di garantire una nuova accessibilità alle risorse culturali, ambientali ed ai servizi del Comune calabrese.

Nello specifico, mira a promuovere il cd “Turismo 4.0” attraverso lo sviluppo di percorsi di scoperta ambientali e turistico-culturali, itinerari immersivi, guide virtuali, tool di realtà aumentata, servizi di infomobilità e supporto in tempo reale agli utenti, sfruttando app guida multilingua, app mobile di realtà aumentata e virtuale e dispositivi IoT.

Inoltre, l’iniziativa vuole appoggiare lo sviluppo imprenditoriale locale per PMI e start up mediante la creazione di laboratori sperimentali utili a trasferire le conoscenze a chi vuole investire nel progetto ed attrarre investitori privati che basano il loro business sulle tecnologie innovative.

Il Programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G è stato approvato, attraverso un Decreto Ministeriale di Marzo 2019, dal Ministero dello Sviluppo Economico. Si pone l’obiettivo di dar vita a progetti di sperimentazione, trasferimento tecnologico e ricerca applicata, incentrati sullo sfruttamento delle tecnologie emergenti, quali 5G, Intelligenza Artificiale, Internet delle cose e Blockchain.

Trattasi di un Piano, finanziato da risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 per la diffusione della banda larga, che si articola in due Assi differenti, ma combinati operativamente parlando: l’Asse l prevede la realizzazione, nei comuni oggetto di sperimentazione di reti e servizi 5G (Torino, Roma, Catania, Cagliari, Genova, Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera), delle cosiddette Casa delle Tecnologie emergenti. Dei veri e propri centri di trasferimento tecnologico orientati al supporto di interessanti progetti di ricerca e sperimentazione, oltre che a incentivare la creazione di startup.

Dal canto loro invece, i 6 progetti sottoposti a finanziamento oggetto di questo approfondimento, rientrano nell’ambito dell’ Asse ll. Questo ha offerto ad Enti pubblici, Agenzie, Università, Enti di ricerca e Pubbliche amministrazioni, la possibilità di candidarsi per la creazione di progetti (sostenibili e replicabili sul territorio nazionale) di sperimentazione e ricerca volti all’uso delle tecnologie emergenti prima citate, attuabili anche mediante collaborazione con gli operatori titolari di frequenze per il 5G.

 

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