Parte il programma di supporto alle tecnologie emergenti del 5G: un fondo da 5 milioni di euro


È stata avviata, nella giornata di ieri, 5 Agosto 2019, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, una procedura di selezione di progetti di sperimentazione e ricerca da inserire nel Programma di supporto alle tecnologie emergenti del 5G.

I progetti da realizzare riguardano la ricerca applicata, la sperimentazione e il trasferimento tecnologico e si baseranno sull’utilizzo di tecnologie emergenti come IoT, Intelligenza Artificiale e Blockchain.

Lo scopo, chiaramente, è quello di guidare lo sviluppo del territorio, con particolare riferimento alle PMI e alle startup più innovative. Gli ambiti di applicazione dei progetti comprendono l’audiovisivo e l’intrattenimento, la green economy, la logistica e la valorizzazione del Made in Italy.

Il Ministro Luigi Di Maio ha commentato il bando per il finanziamento dei progetti, che prevede attualmente una dotazione finanziaria complessiva di 5 milioni di euro:

   

“L’Italia deve acquisire un ruolo trainante nello sviluppo delle tecnologie emergenti quali 5G, Intelligenza Artificiale, IOT, per rendere il nostro Paese protagonista del cambiamento, coinvolgendo tutti gli attori dell’ecosistema, dalle istituzioni, ai centri di ricerca, alle Università fino ad arrivare allo startup”.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate al MiSE entro il 4 Novembre 2019 e il finanziamento del Programma di supporto sarà concesso fino all’80% delle spese riconosciute ammissibili e per un ammontare comunque non superiore a un milione di euro per singolo progetto.

Progetti 5G

Il Programma di supporto nasce in attuazione della delibera del CIPE n. 61/2018, è finanziato da risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 – 2020 e comprende due “assi di intervento sinergici”.

In primo luogo, nei comuni oggetto di sperimentazione delle reti e dei servizi 5G, vale a dire Torino, Roma, Catania, Cagliari, Genova, Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera,  saranno realizzate le cosiddette Case delle tecnologie emergenti. Si tratta essenzialmente di centri di trasferimento tecnologico per supportare i progetti di ricerca e sperimentazione.

Il secondo asse coinvolge invece i progetti veri e propri, per i quali anche Università, agenzie, enti di ricerca e pubbliche amministrazioni potranno candidarsi. Condizione necessaria per lo sviluppo di tali progetti è che essi abbiano anche caratteristiche di sostenibilità e replicabilità sul territorio nazionale. I progetti saranno attuati anche grazie alla collaborazione con gli operatori titolari delle frequenze per il 5G.

 

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