ZTE entra a far parte del Consiglio Europeo Fibra FTTH e sarà main sponsor dell’FTTH Conference 2019


ZTE è entrato a far parte del Consiglio Europeo del Fibre to the Home (FTTH), un’organizzazione nata con lo scopo di accelerare lo sviluppo delle connessioni ad alta velocità all’interno dell’Unione Europea, a vantaggio di cittadini e imprese.

Il colosso cinese parteciperà dunque alla creazione di quello che l’organizzazione definisce un futuro sostenibile per la società, i suoi cittadini e la salute economica delle comunità e delle Nazioni europee.

Il comunicato ufficiale di ZTE sottolinea come l’operatore abbia avviato una lunga  serie di investimenti negli ultimi cinque anni, con particolare riferimento all’Italia, considerato l’hub europeo della società, alla Spagna e alla Germania.

Tra gli eventi più recenti, si ricorda il Wireless User Congress and 5G Summit, che si è svolto per la prima volta in Italia, a L’Aquila, nel Novembre del 2018.

   

In quel contesto, ZTE ha presentato, insieme ad altri attori, i progressi effettuati sul campo del 5G, presentando diverse tecnologie sperimentali con dimostrazioni che hanno coinvolto droni, UAV e sistemi VR.

Sempre in termini di investimenti, ZTE fa riferimento alle sue partnership con Open Fiber per lo sviluppo della fibra ottica, considerata il futuro della connettività.

Con questa notizia, dunque, ZTE riacquista una nuova visibilità in Europa, collocandosi all’interno di un Consiglio Europeo che riunisce oltre 150 membri per la promozione della fibra e della connettività veloce. L’azienda cinese sarà anche main sponsor della FTTH Conference 2019, che si terrà ad Amsterdam il 12, 13 e 14 Marzo 2019.

Il tutto, a pochi mesi di distanza dall’effettiva interruzione del Denial Order americano, che ha evidentemente compromesso l’operatività dell’azienda nel mondo.

ZTE FTTH

Si ricorda, infatti, che gli Stati Uniti di Donald Trump avevano imposto un divieto, per tutte le aziende americane, di vendere forniture tecnologiche a ZTE per sette anni; era stata inoltre inviata una multa da 890 milioni di dollari al colosso cinese, accompagnata da una richiesta di licenziamento di alcuni manager. Il  tutto come risposta al fatto che ZTE aveva infranto un embargo che vietava la commercializzazione di tecnologia statunitense in Iran e Corea del Nord.

Per queste ragioni, come accennato, l’operatività dell’azienda era stata evidentemente ridotta e Wind Tre, importante partner tecnologico di ZTE, aveva dovuto scegliere Ericsson per lo sviluppo  della sua rete.

Tuttavia, dopo la revoca del ban, l’operatore italiano ha reso noto che la partnership con ZTE sarebbe proseguita, lasciando dunque in campo ben due partner tecnologici di alto rilievo internazionale.

La tempesta sembra dunque definitivamente superata per ZTE, che torna a costruire la sua immagine in Europa puntando sullo sviluppo della tecnologia FTTH. Tuttavia, alcune recenti indiscrezioni hanno fatto pensare a un nuovo attacco da parte della Casa Bianca, proprio nei confronti delle tecnologie router dell’azienda, che potrebbe venire ufficializzato già in questi primi mesi del 2019.

 

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