Coronavirus, i dati della rete TIM: maggiori consumi su mobile e fisso, decollano i servizi VoIP


Tra le altre cose, ieri nel corso dell’Audizione alla Camera l’AD di TIM, Luigi Gubitosi, ha esposto i principali dati della rete di TIM durante questa emergenza, sia sul fisso che sul mobile.

La Commissione Trasporti della Camera ha adesso messo a disposizione le slides utilizzate da Gubitosi per supportare la sua trattazione.

Iniziando con il fisso, viene riportato che la rete di TIM si compone di circa 18,3 milioni di km in fibra ottica che collegano circa 116.000 cabinet stradali in tecnologia FTTC.

I Point of Presence sono invece 33, ubicati nelle principali città italiane, e in questo periodo di epidemia l’azienda ha ritenuto opportuno ampliare la capacità dei collegamenti a internet del 37% circa, per 2,6Tbps (nel caso della rete nazionale oltre 4Tbps).

Un grafico mostra l’andamento dei consumi giornalieri sulla rete fissa, in seguito alle principali misure adottate dal Governo per limitare la diffusione dell’epidemia di Coronavirus.

Come è possibile notare nella foto in basso, infatti, gli incrementi percentuali del traffico si sono attestati tra il 3% e il 23% tra fine Febbraio e inizio Marzo 2020, ma i veri picchi sono iniziati dopo la chiusura delle scuole e dopo l’estensione dell’area rossa a tutta la Nazione.

Infatti, già il 10 Marzo 2020 la rete mostrava incrementi di traffico del 54%, che hanno raggiunto più volte il 65/70% prima di tornare a stabilizzarsi, negli ultimi giorni, verso “una nuova normalità”.

In particolare, gran parte dei consumi si manifestano adesso nella fascia oraria tra le 9:30 e le 16:30, nella maggior parte del territorio italiano. Si tratta, faceva notare ieri Gubitosi, di un dato nuovo, in quanto solitamente la fascia in questione è quella della vita scolastica e lavorativa, adesso demandata appunto alle connessioni domestiche per continuare a operare da remoto.

Tra i servizi più utilizzati, la messaggistica istantanea ha adesso raggiunto il 2,4% del totale del traffico, moltiplicando i suoi consumi di quattro volte, mentre l’online gaming rappresenta il 2,1% e lo streaming il 51,1%. L’incremento principale è quello dei servizi VoIP, anche per lo smart working, che sono passati dallo 0,5% al 3% del totale.

Passando invece al mobile, la rete di TIM presenta circa 22.000 stazioni radio in tecnologia 2G, 3G e 4G, mentre per il 5G come noto il deployment è iniziato solo recentemente.

Il traffico dati viene gestito da 20 nodi di core network ubicati su 12 Point of Presence e TIM ha già avviato gli interventi per l’inserimento di 6 nodi aggiuntivi per un ulteriore rafforzamento capacitivo.

Anche per il mobile, Gubitosi ha presentato un grafico con l’andamento dei volumi, che mostrano aumenti indubbiamente inferiori al fisso, intorno al 33% in media, con alcuni picchi fino al 44%.

Similmente al fisso, anche in questo caso la fascia oraria con maggiore traffico è quella compresa tra le 9.30 e le 16.30.

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Per completare il tema dei consumi della rete, viene mostrato un incremento dei servizi utilizzati, sia sul mobile che sul fisso, per ragioni di smart working e smart school. Nel fisso, l’utilizzo di Skype è aumentato di 7 volte, quello di Teams di 13 volte, Hangouts di 68 volte e Zoom di 82 volte.

Nel mobile, Skype e Teams sono incrementati in termini di utilizzo rispettivamente di 3 e 15 volte, mentre Hangouts di 89 volte e Zoom di 56 volte, a indicare, secondo TIM, un maggiore impiego di alcuni servizi precedentemente poco utilizzati.

Nel capitolo conclusivo delle slides presentate (ecco il link diretto) TIM si è concentrata sul futuro del Paese e del settore al termine dell’epidemia.

Nel mobile, l’operatore sostiene sia necessario facilitare lo sviluppo della rete 5G tramite interventi mirati e potenziare la capacità del 4G per migliorare ulteriormente la connessione. Sul fisso invece è stata ribadita la necessità di un’accelerazione verso la rete unica per fornire connettività anche ai cittadini che vivono nelle aree bianche, riducendo il digital divide italiano.

Sul fronte dell’accelerazione digitale del tessuto industriale, TIM ha distinto tre diverse aree di innovazione: Data Center, Quantum Computing ed EDGE Computing.

Iniziando con i Data Center, come noto TIM sta sviluppando un’infrastruttura in partnership con Google per offrire al segmento business delle offerte di private, hybrid e public cloud. Per quanto concerne invece il Quantum Computing, l’operatore ha affermato di essere tra i primi in Europa ad aver deciso di impiegare su rete live degli algoritmi volti alla pianificazione delle reti mobili di nuova generazione.

Per quanto concerne invece l’EDGE Computing, Gubitosi ha confermato ieri che entro Luglio 2020 TIM porterà avanti la prima implementazione nella città di Torino, abilitando nuovi use cases commerciali tramite l’installazione dei necessari elementi di core networks.

Infine, similmente a quanto accennato da Vodafone, anche Gubitosi ha speso qualche parola sull’impiego dell’Intelligenza Artificiale per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus.

L’Amministratore Delegato di TIM ha infatti ricordato che sono possibili tre diversi livelli di utilizzo dei dati per contrastare l’epidemia. Si può partire dall’impiego dei dati aggregati per comprendere le abitudini di spostamento della popolazione, oppure controllare i movimenti storici sui database conservati a norma di legge, o ancora utilizzare il modello coreano per un monitoraggio costante.

Come affermato da Gubitosi, TIM svolge attività specifiche di raccolta e storicizzazione dei dati, rendendoli eventualmente disponibili su richiesta delle Autorità, ma la scelta del livello da impiegare per il monitoraggio epidemiologico resta demandata al Governo.

 

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