Fastweb è il quinto operatore mobile italiano: dalla fusione di Wind Tre all’autorizzazione del MiSE


L’Autorizzazione del MiSE giunta quest’estate ha permesso a Fastweb di diventare a tutti gli effetti il quinto operatore mobile italiano, completando la lunga transizione da MVNO (operatore virtuale) a player mobile infrastrutturato, proprio in tempo per l’espansione del 5G in Italia.

L’ambizione di Fastweb nasce tre anni fa: si ricorda infatti che l’azienda, controllata dal Gruppo Swisscom, aveva tentato di prendere il posto liberatosi in seguito alla fusione tra Wind e Tre.

Proprio il mese scorso, in occasione della presentazione dei suoi risultati finanziari, il documento ufficiale di Iliad aveva segnalato che Fastweb aveva deciso di ritirare il ricorso al Tribunale dell’Unione Europea contro la decisione della Commissione che autorizzava la fusione.

Fastweb trasparenza

   

Fastweb si era in effetti interessata sin da subito ad acquisire gli assets della neonata Wind Tre, che dovevano essere parzialmente liberati a favore di un nuovo entrante per mantenere inalterata la concorrenza nel settore dopo una concentrazione caratterizzata da un impatto tanto rilevante (nonostante le perdite degli ultimi anni, Wind Tre è infatti ancora market leader considerando solo le SIM Human totali).

Come noto, però, a spuntarla fu Iliad: l’azienda francese concluse il suo accordo con Wind Tre e ottenne gli assets necessari ad avviare la sua attività in Italia come operatore infrastrutturato, per ristabilire la concorrenza nel settore.

L’intesa, nel dettaglio, prevedeva il trasferimento di frequenze per 450 milioni di euro e l’impegno ad acquisire diversi siti macro in aree ad alta densità, oltre a un accodo di roaming per 5 anni, rinnovabile su iniziativa di Iliad.

In risposta all’accordo firmato dal nuovo remedy taker, Fastweb aveva immediatamente chiesto che la proposta venisse sottoposta al market test.

L’operatore guidato da Alberto Calcagno ricordava infatti che il suo progetto era quello di coprire il cento per cento della Penisola con tecnologie 4G e 5G ready, grazie alla capillare diffusione della sua fibra.

Alla fine, comunque, Iliad era riuscita ad entrare nel mercato e oggi, a distanza di meno di un anno e mezzo dal lancio, conta oltre 4 milioni di utenze.

Fastweb

La sede di Fastweb a Milano.

L’operatore non si era però fermato: il 5 Dicembre 2016 Fastweb siglava infatti con Aria S.p.A. un accordo che prevedeva l’utilizzo dei diritti d’uso nelle frequenze in banda 3600 all’interno delle principali aree metropolitane del territorio nazionale. Si trattava di uno dei primi investimenti dell’azienda per avviare la realizzazione di un’infrastruttura 5G.

All’accordo in questione ha fatto seguito una nuova intesa tra Fastweb e Tiscali, nel Luglio del 2018, che ha permesso all’operatore di acquisire l’infrastruttura FWA di Tiscali e la piena titolarità dello spettro 3.5Ghz, offrendo in cambio pieno accesso alla sua rete in fibra.

Si è trattato di un passo fondamentale per Fastweb, che ha così ottenuto delle preziose frequenze da sommare a quelle acquistate nell’asta del MiSE.

La controversa acquisizione di questi nuovi assets (Iliad e Vodafone avevano sollevato delle critiche per il costo irrisorio rispetto ai valori dell’asta) ha infatti spinto Fastweb dritta verso lo sviluppo della sua rete di quinta generazione.

Negli scorsi mesi, l’operatore ha presentato in più circostanze i risultati delle sue sperimentazioni 5G a Bari e Matera, con circa 70 use cases attivi. Lo scopo di Fastweb è quello di guidare l’espansione infrastrutturale della sua rete proprietaria grazie all’implementazione del 5G FWA (Fixed Wireless Access).

Così facendo, Fastweb punta a raddoppiare gli immobili raggiunti dalle connessioni fino a 1 Gbps, grazie a un piano di investimenti per 3 miliardi di euro in 5 anni, finanziati interamente tramite le risorse proprie dell’azienda.

Per la sua nuova strategia basata sulla tecnologia FWA, Fastweb ha deciso di farsi affiancare da Samsung, con cui ha annunciato delle sperimentazioni nella città di Milano. Nello specifico, il colosso coreano sta fornendo delle soluzioni 5G FWA end-to-end che includono rete core e antenne 5G per le sperimentazioni.

Alla notizia delle sperimentazioni con la tecnologia FWA 5G, si è affiancato a breve distanza anche l’annuncio dell’accordo strategico per il 5G firmato con Wind Tre.

Similmente a come già fatto tra TIM e Vodafone, l’accordo in questione mira a condividere gli assets per realizzare un’infrastruttura 5G comune in tempi più brevi e con costi più bassi. La rete 5G condivisa, secondo quanto riportato in fase d’accordo, includerà sia macro siti che micro-celle, tutti connessi attraverso la fibra di Fastweb e che dovrebbero riuscire a coprire il 90% della popolazione italiana entro il 2026.

Alberto Calcagno operatore Fastweb

Alberto Calcagno, l’Amministratore Delegato di Fastweb che ha guidato il nuovo piano strategico.

La gestione della rete 5G sarà in capo a Wind Tre, mentre le due aziende rimarranno completamente indipendenti, sia per gli aspetti commerciali che operativi. Allo stesso tempo, Wind Tre fornirà servizi di roaming sulla propria rete, anche in 4G, a Fastweb, che si impegnerà a fornire l’accesso wholesale alla propria rete FTTH e FTTC.

L’Amministratore Delegato di Fastweb, Alberto Calcagno, aveva commentato l’accordo definendolo “un passaggio fondamentale nell’esecuzione della strategia di diventare il principale operatore convergente fisso mobile”.

E proprio in questo contesto, l’autorizzazione del MiSE segna “il passaggio conclusivo” attraverso cui Fastweb aggiunge l’ultimo tassello alla sua strategia convergente, per partecipare attivamente allo sviluppo della nuova rete 5G in Italia.

 

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