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WINDTRE aumenta costo dismissione linea fissa con novità per attivazioni dal 3 Gennaio 2024

Di recente, WINDTRE ha deciso di aumentare, per i suoi clienti di rete fissa, il costo previsto in caso di disattivazione della linea o di passaggio ad altro operatore, nel frattempo adeguandosi alla normativa che ne prevede l’addebito solo in caso di recesso nei primi 24 mesi per chi ha sottoscritto un’offerta dal 3 Gennaio 2024.

Si ricorda che, come già raccontato nell’approfondimento di MondoMobileWeb, i costi di disattivazione per la rete fissa devono essere sostenuti quando si richiede il passaggio ad altro operatore o la dismissione definitiva della linea.

In questo senso, la delibera AGCOM 487/18/CONS pubblicata ad Ottobre 2018 aveva sancito, tra le altre cose, una regolamentazione delle spese previste in caso di disattivazione o dismissione della linea, con l’obiettivo di tutelare i clienti e impedire che vengano applicati dei costi immotivati da parte dell’operatore di telefonia fissa.

La delibera stabilisce infatti che le spese di recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi realmente sostenuti per la dismissione della linea o per il trasferimento del servizio. Nello specifico, la delibera AGCOM prevede che venga addebitato quantomeno il costo più basso fra una mensilità di canone e i reali costi sostenuti dall’operatore.

I cosiddetti costi di disattivazione o dismissione della linea sono da sostenere oltre alle eventuali penali o costi di recesso previsti dal proprio contratto e variano a seconda dell’operatore.

La mancata ottemperanza da parte di WINDTRE e la sanzione dell’AGCOM

Nel caso di WINDTREda Febbraio 2019 l’operatore rispettava la delibera 487/18/CONS dell’AGCOM, e infatti nella tabella dei costi di disattivazione presente sul suo sito specificava di essere ottemperante alla normativa. In questo modo, considerando che generalmente i costi mensili delle offerte di rete fissa WINDTRE erano più bassi dei costi sostenuti dall’operatore per cessare la linea o migrarla, nella maggior parte dei casi i clienti di rete fissa dell’operatore dovevano sostenere un costo pari al canone mensile dell’offerta.

Tuttaviaper i nuovi clienti acquisiti dal 21 Novembre 2022, poiché venivano richiesti direttamente i costi realmente sostenuti dall’operatore (in base alla tecnologia e al tipo di disattivazione) e non il costo di una mensilità di canone della propria offerta (se più bassa dei suddetti costi), l’operatore non rispettava più la delibera, mentre continuava ad applicarla per tutti i già clienti precedenti.

In seguito, invece, dal 10 Febbraio 2023 e fino ad Agosto 2023, la normativa che prevedeva l’applicazione di un costo pari a una mensilità di canone della propria offerta non veniva più rispettata nemmeno per i già clienti che avevano sottoscritto una linea fissa WINDTRE fino al 20 Novembre 2022.

In particolare, l’operatore aveva pubblicato una nuova tabella dei costi di disattivazione per le linee di rete fissa, con cui era stato uniformato il meccanismo per tutti i clienti dell’operatore.

Infatti, per tutte le richieste di disattivazione (anche con passaggio ad altro operatore) di una linea fissa WINDTRE, indipendentemente dalla data di attivazione dell’offerta e dalla tecnologia, veniva addebitato un onere di cessazione di 35 euro più IVA (42,70 euro IVA inclusa), pari al minore dei costi realmente sostenuti dall’operatore per dismettere la linea o trasferire il servizio, fra quelli riportati nell’apposita tabella.

Questa modifica era stata effettuata, con l’intento di attenuare gli effetti della condotta contestata, in seguito all’avvio da parte dell’AGCOM di un procedimento sanzionatorio nei confronti di WINDTRE, proprio in merito ai costi di disattivazione della linea fissa, che si è concluso con la delibera 183/23/CONS pubblicata il 1° Agosto 2023, con cui l’Autorità ha sanzionato WINDTRE con una multa di 464mila euro.

L’Autorità aveva infatti accertato che WINDTRE ha applicato, sia per i contratti stipulati prima della entrata in vigore delle Linee guida approvate con la delibera 487/18/CONS, sia per alcuni contratti stipulati successivamente alla loro entrata in vigore, costi di recesso e trasferimento delle utenze non in linea con la citata delibera e ritenuti non giustificati.

In seguito a questa sanzione, come già raccontato da MondoMobileWeb, a partire dall’11 Agosto 2023 WINDTRE aveva aggiornato nuovamente la tabella dei costi di disattivazione per le linee di rete fissa, indicando che in caso di recesso anticipato avrebbe applicato un costo pari a 22 euro invece del maggior costo realmente sostenuto dall’operatore.

Tuttavia, l’operatore specificava che l’applicazione di questo nuovo costo si doveva considerare provvisorio per rispettare le indicazioni di AGCOM in materia e senza fare acquiescenza. Inoltre, WINDTRE si riservava il diritto di applicare il costo effettivamente sostenuto “in caso di esito favorevole della impugnativa delle suddette indicazioni AGCOM o di modifica normativa in tal senso”.

A questo proposito, nel 2023 WINDTRE aveva fatto ricorso al TAR del Lazio per chiedere l’annullamento della delibera 183/23/CONS con la sanzione dell’AGCOM, ma con sentenza pubblicata il 21 Febbraio 2025 il TAR ha respinto il ricorso, confermando così la sanzione nei confronti dell’operatore e le normative in materia.

Come è cambiato il costo di dismissione da Febbraio 2026

Adesso, a quasi un anno di distanza dalla sentenza del TAR, non appellata dall’operatore, a partire dal mese di Febbraio 2026 è cambiato nuovamente il costo addebitato in caso di disattivazione o di passaggio ad altro operatore della linea fissa WINDTRE.

Nello specifico, di recente è stata aggiornata la tabella dei costi di disattivazione per le linee di rete fissa (ecco il documento completo) presente sul sito WINDTRE, e adesso viene indicato quanto segue:

“In caso di recesso dal contratto fisso sarà previsto l’addebito di un costo pari a 35 euro IVA inclusa invece del maggior costo medio realmente sostenuto da Wind Tre come attualmente previsto dalle condizioni generali di contratto.

Per le offerte attivate a partire dal 3 gennaio 2024, questo costo viene applicato in caso di recesso entro i primi 24 mesi”.

In questo modo, a partire da Febbraio 2026, ai clienti WINDTRE, in caso di dismissione della linea fissa o di passaggio ad altro operatore, indipendentemente dalla tecnologia, sarà addebitato un costo di 35 euro (IVA inclusa), anziché il costo medio realmente sostenuto da WINDTRE per dismettere la linea o trasferire il servizio, ossia i valori IVA esclusa riportati nella tabella presente nel documento dedicato.

Oltre a questo importo, verranno comunque addebitate anche le rate residue del modem (e dell’eventuale antenna 5G in caso di FWA) in vendita abbinata per 48 mesi e le rate residue dell’eventuale costo di attivazione rateizzato, se previsto dalla propria offerta.

Rispetto a prima non viene più fatto riferimento alla provvisorietà del costo applicato, e nemmeno all’impugnazione della sanzione e della normativa AGCOM.

Dunque, WINDTRE ha sostanzialmente aumentato il costo richiesto in caso di disattivazione della linea fissa, passando da 22 euro a 35 euro, non applicando ancora il costo di una mensilità dell’offerta ma un importo unico valido per tutte le linee, per cui l’operatore sembrerebbe nuovamente non rispettare pienamente la normativa.

Si ricorda comunque che, con la delibera 243/25/CONS pubblicata lo scorso 6 Novembre 2025, l’AGCOM ha avviato un procedimento e una consultazione pubblica con cui intende aggiornare e rivedere le linee guida che gli operatori di telefonia fissa devono seguire per applicare i costi di dismissione e trasferimento dell’utenza, anche per integrare le modifiche normative intervenute dal 2018 ad oggi.

Nella delibera, l’Autorità citava la richiesta di un operatore, che chiedeva di superare il limite del canone medio previsto nelle Linee guida, in modo da poter applicare al cliente i costi realmente sostenuti per la dismissione e il trasferimento dell’utenza.

Pertanto, non è escluso che in seguito a questo procedimento l’AGCOM possa cambiare la normativa relativa ai costi di dismissione della linea fissa.

WINDTRE si adegua al recesso gratuito dopo 24 mesi per clienti attivati dal 3 Gennaio 2024

Il nuovo costo di 35 euro viene applicato a tutti i clienti, ad eccezione delle linee fisse WINDTRE sottoscritte dal 3 Gennaio 2024 in poi e attive da almeno 24 mesi: in questo caso, infatti, il costo di dismissione sarà addebitato solo in caso di recesso nei primi 24 mesi, mentre se la disattivazione della linea fissa avverrà dopo i primi 24 mesi non verrà addebitato alcun costo.

Invece, per le linee fisse WINDTRE attivate fino al 2 Gennaio 2024, il costo di dismissione di 35 euro viene applicato sempre, a prescindere dall’anzianità contrattuale.

Con questo aggiornamento, dunque, WINDTRE si è adeguata anche alla delibera AGCOM 307/23/CONS, pubblicata proprio il 3 Gennaio 2024, ossia il nuovo regolamento che disciplina i contratti tra gli operatori di telefonia e i clienti finali.

Per quanto riguarda i costi di disattivazionela delibera prevede infatti che per tutte le tipologie di contratto e a partire dalla pubblicazione del Regolamento, l’utente finale, dopo il ventiquattresimo mese dalla stipula, ha il diritto di recedere in qualsiasi momento con un preavviso di massimo un mese e senza incorrere in alcuna penale né costi di disattivazione, eccetto quelli addebitati per la ricezione del servizio durante il periodo di preavviso e gli eventuali costi da recuperare per l’apparecchiatura terminale.

Infine, si ricorda che questi costi non si applicano nel caso di passaggio ad altro operatore o dismissione della linea in seguito a rimodulazione o modifiche unilaterali del contratto. In questo caso, inviando disdetta e specificando la non accettazione delle nuove condizioni, i costi di disattivazione non saranno addebitati.

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