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Vodafone e ITU Unesco: piano d’azione concordato per l’accesso universale da smartphone

Nel corso della giornata di ieri, 27 Settembre 2022, Vodafone Group ha annunciato la pubblicazione di un report intitolato “Strategies Towards Universal Smartphone Access” (Strategie per l’Accesso Universale agli Smartphone), da parte della Commissione ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni) / UNESCO.

A New York, la Commissione per la banda larga e lo sviluppo sostenibile ha quindi ratificato uno studio volto a creare gli strumenti necessari e le azioni da intraprendere che potrebbero permettere, a circa 3 miliardi di persone in più nel mondo, di accedere a Internet mediante uno smartphone entro il 2030.

Nick Read, CEO del Gruppo Vodafone, che ha co presieduto il gruppo di lavoro della Commissione, ha dichiarato:

“L’accesso a Internet e agli smartphone è un fattore critico per l’occupazione, l’istruzione, la sanità, i servizi finanziari e molto altro ancora.

Abbiamo bisogno di partnership mirate tra imprese, governo e società civile per promuovere l’adozione degli smartphone, attraverso le cinque azioni che abbiamo identificato, così da garantire i benefici trasformativi derivanti dall’adozione di Internet per miliardi di persone.”

Queste invece, le parole di Houlin Zhao, Segretario generale dell’ITU, che ha commentato:

“Grazie agli sforzi collaborativi di tutti i membri del gruppo di lavoro, questo rapporto porta avanti la conversazione fornendo studi di casi dettagliati su iniziative attuate a livello globale per affrontare le sfide nella fornitura di banda larga e smartphone a prezzi accessibili.

Questo report è solo il primo passo. Per la prossima fase, vorrei invitarvi a unirvi a noi per attuare le iniziative raccomandate e il piano d’azione in cinque punti per ridurre il divario di dispositivi per le comunità svantaggiate a livello globale, mentre ci muoviamo verso la costruzione di un mondo più inclusivo, equo e sostenibile.”

In aggiunta, la dichiarazione di Rabab Fatima, Alto rappresentante delle Nazioni Unite, che ha spiegato:

“Solo il 45% degli adulti nelle economie emergenti possiede attualmente uno smartphone, rispetto al 76% nelle economie avanzate.

Le donne sono inoltre molto meno propense degli uomini a possedere uno smartphone e utilizzare Internet mobile se vivono in paesi a medio e basso reddito.

Gli smartphone non sono solo beni di consumo: sono acceleratori di apprendimento, connessione e attività economica.

Ma con il costo di uno smartphone che supera il 70% del reddito medio mensile delle persone che vivono in paesi a basso e medio reddito, consentire l’accesso e l’utilizzo di Internet deve ora diventare una priorità politica per la comunità internazionale”.

Secondo i dati raccolti dall’ITU, infatti, pare che circa un terzo della popolazione mondiale non possa ancora accedere, o non acceda, a Internet.

Sembra inoltre che il divario di adozione dell’Internet mobile, che si verifica quando gli utenti non accedono a Internet anche quando esiste una copertura di rete mobile nell’area, sia ad oggi più di sette volte maggiore del gap di copertura a livello globale, interessando maggiormente le aree dell’Asia Meridionale, dell’Africa sub-Sahariana, del Medio Oriente e del Nord Africa.

Secondo il rapporto, stilato in un anno di ricerca e scrittura, i fattori che limitano le possibilità di accesso a internet sono riconducibili a una disponibilità limitata degli smartphone, anche in termini di accessibilità economica, a una scarsa fiducia dei consumatori, e a una generale mancanza di competenze digitali di base.

A questo proposito, il report individua tre aree di intervento su cui lavorare, per avere un impatto più immediato nell’adozione degli smartphone.

Queste comprendono: una maggiore adozione da parte degli operatori, di modelli di finanziamento flessibili per i dispositivi, la riduzione di tasse e dazi all’importazione e dei modelli di distribuzione migliorati, che rendano gli smartphone più accessibili anche alle comunità rurali.

Oltre a queste misure, lo studio raccomanda ulteriori indagini riguardo l’uso dei sussidi per i dispositivi e sul riutilizzo degli smartphone usati.

A fronte di ciò, la Commissione istituirà delle task force per il completamento di un piano d’azione suddiviso in cinque punti, elencati di seguito.

La Commissione prevede quindi di: avviare partnership win win con gli attori della catena del valore digitale; migliorare la normativa sul riciclo e sviluppare standard di qualità per gli smartphone usati; sviluppare strategie per il riciclo dei dispositivi di livello medio e basso; prendere in considerazione l’uso dei fondi per il servizio universale e di altri sussidi governativi; considerare i vantaggi economici derivanti dalla riduzione delle tasse e dei dazi d’importazione sugli smartphone.

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Le strategie per l’adozione degli smartphone si basano sulla Partner2Connect Digital Coalition, un’alleanza multi stakeholder lanciata all’inizio di quest’anno dall’ITU, con l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale a livello globale, soprattutto nelle comunità più difficili da connettere.

La coalizione ha ricevuto diversi impegni nel corso dei mesi, includendo Vodafone che, tramite la sua attività in Africa, Vodacom, ha intenzione di investire nei prossimi cinque anni 190 milioni di dollari, con lo scopo di aumentare la copertura 4G ad altre 80 milioni di persone in Africa.

Il gruppo di lavoro della Commissione è stato co presieduto da Nick Read, CEO del Gruppo Vodafone e Houlin Zhao, segretario generale dell’ITU, oltre che da Heidi Schroderus-Fox e Rabab Fatima, Alti Rappresentanti delle Nazioni Unite per i paesi meno sviluppati, paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare e piccoli stati insulari in via di sviluppo.

Inoltre, il gruppo comprendeva anche i rappresentanti dei governi del Benin e del Ghana, oltre che ad America Móvil, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, il GSMA, il Centro del Commercio Internazionale, Intelsat, il Centro Internazionale di Scienza, Tecnologia e Innovazione per la Cooperazione Sud-Sud (ITC), Millicom, Smart Africa, ZTE e la World Wide Web Foundation.

Il report, il cui autore principale è Christopher Yoo, che è il professore John H. Chestnut, professore di diritto, comunicazione e informatica e scienze dell’informazione presso l’Università della Pennsylvania, ha incluso le ricerche del GSMA, dell’ITU e 19 interviste strutturate, oltre a delle ricerche a tavolino e approfondimenti da focus group di imprenditori convocati dall’ITC.

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