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Telefonia, stop a migrazioni e portabilità? I primi pareri degli operatori e delle associazioni

Sta facendo molto discutere la proposta di emendamento al Decreto Cura Italia con cui Lega e Movimento 5 Stelle intendono vietare, in questo momento di emergenza nazionale, le portabilità e migrazioni nella telefonia.

Nel dettaglio, sono stati proposti due emendamenti, uno a firma Matteo Salvini e un secondo a firma Mauro Coltorti.

Le richieste sono tendenzialmente le medesime: con lo scopo di limitare i contagi, si propone di sospendere le operazioni di portabilità di numeri fissi e mobili e, come si legge nell’emendamento di Coltorti, in generale “la generazione di nuovi numeri che non siano in corso”.

L’obiettivo sarebbe appunto quello di mitigare gli effetti derivanti dalla diffusione del contagio da nuovo Coronavirus, per l’intero periodo di emergenza nazionale. Evidentemente, i firmatari ritengono che le portabilità tra operatori possano accelerare i contagi, ma le aziende della filiera e diverse associazioni non sono assolutamente d’accordo.

Nella giornata di ieri 31 Marzo 2020, infatti Fastweb ha commentato pubblicamente l’emendamento proposto per la trattazione in Senato, definendo lo stop alla portabilità come una minaccia alla concorrenza nel settore, in quanto non garantirebbe ai clienti di scegliere la migliore connettività proprio in un periodo critico, caratterizzato da un massiccio impiego dei servizi di telecomunicazione per proseguire le attività lavorative e scolastiche, o semplicemente per svago.

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Portabilità Migrazione

Secondo Fastweb, infatti, la proposta di bloccare le procedure di migrazione e portabilità non contribuirebbe in alcun modo a salvaguardare i lavoratori e i clienti, in quanto la quasi totalità delle operazioni in questione avviene senza l’intervento di un tecnico a casa.

Per questa ragione, Fastweb aveva annunciato di aver già inviato una sua comunicazione all’AGCOM, auspicando che sia proprio l’Autorità competente ad eventualmente trattare il tema con gli operatori, ad esempio nel tavolo tecnico aperto la settimana scorsa per fronteggiare l’emergenza reti.

Secondo le informazioni raccolte, anche Iliad ha già inviato il suo parere all’AGCOM, chiaramente contrario all’emendamento sul blocco delle portabilità. Quanto agli altri operatori attivi nel fisso e nel mobile, per il momento nessuno ha pubblicamente espresso la sua posizione in merito.

In questa situazione certamente controversa, l’Associazione Italiana Internet Provider ha immediatamente preso le difese degli operatori, evidenziando come le limitazioni previste per le portabilità e le migrazioni possano infine limitare il diritto dei clienti finali, strumentalizzando la situazione di epidemia attuale per fini anticompetitivi.

Di seguito parte del commento ufficiale dell’AIIP:

“Per l’AIIP la proposta è paradossale perché mentre l’art. 82 del decreto Cura Italia vuole tutelare i clienti finali, l’emendamento è palesemente in danno dei medesimi: limitare la possibilità di cambiare fornitore significa impedire al cliente di poter scegliere un servizio qualitativamente superiore proprio ora che – in ragione delle misure di contenimento del virus quali smart working, etc. – ne ha particolare necessità, o impedire al cliente di valersi di un servizio analogo ma a condizioni economiche più vantaggiose, proprio ora che c’è una situazione di generalizzata contrazione delle disponibilità economiche sia per le famiglie che per le imprese”.

Anche l’Associazione evidenzia infatti che le migrazioni e larga parte delle portabilità non richiedono alcun intervento, dunque la presenza fisica del tecnico presso il domicilio del cliente risulta quasi sempre non richiesta.

E quando necessaria, secondo l’AIIP questa andrebbe consentita, per garantire al pubblico i servizi di comunicazione elettronica richiesti, pur nel rispetto delle misure previste per limitare la diffusione dei contagi.

Non solo associazioni degli operatori, ma anche dei consumatori: in tanti hanno infatti ribadito la necessità di rispettare i diritti dei clienti in un periodo tanto travagliato, per permettere a tutti, in ogni parte d’Italia, di accedere alla migliore connettività, sempre nel rispetto delle specifiche misure di prevenzione.

E’ il caso, ad esempio, di Codacons, che ritiene i due emendamenti pericolosi in quanto impedirebbero ai consumatori di cambiare agevolmente operatori, arrecando danni economici enormi nel contesto attuale. Della stessa idea anche il Movimento Difesa del Cittadino, che chiede di difendere il diritto dei consumatori a cambiare operatore.

Altre associazioni esprimono invece un’opinione più tiepida, come nel caso di Federconsumatori che reputa comprensibili le iniziative “tese a limitare nel tempo strettamente legato allo stato di emergenza, la migrazione delle utenze tra gli operatori”, che secondo l’Associazione dovrebbero invece dedicarsi al potenziamento delle infrastrutture in questo periodo critico. Dello stesso parere anche Adiconsum, che sostiene i due emendamenti proposti.

Per il momento, non è arrivata nessuna risposta ufficiale dall’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni attualmente impegnata nel gestire l’emergenza reti con tutti gli operatori.

Si segnala che mentre la proposta di emendamento dovrà essere trattata in Senato l’8 Aprile 2020, in Spagna con il Real Decreto-ley 8/2020 del 17 Marzo 2020 era stato già deciso, all’articolo 20, il blocco delle portabilità e delle migrazioni per numeri mobili e fissi, tranne in casi eccezionali.

Anche in questo caso, la decisione è stata giustificata con la necessità di limitare la diffusione del virus, per l’intera durata dello stato di allarme in Spagna. E’ stato comunque stabilito che il Segretario di Stato per le Telecomunicazioni possa impartire ulteriori istruzioni e misure per la corretta applicazione dell’articolo.

Di conseguenza, è stato anche stabilito nel medesimo decreto che gli operatori non potranno avviare aumenti dei prezzi dei loro servizi di rete fissa e mobile, proprio perché i clienti saranno impossibilitati ad effettuare portabilità.

Aggiornamento: Telefonia, blocco alle portabilità e migrazioni: la Spagna ci ripensa, modificato il regio decreto

 

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