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Telefonia, blocco alle portabilità e migrazioni: la Spagna ci ripensa, modificato il regio decreto

Come riportato, l’Italia non è il solo Paese ad aver pensato di introdurre le controverse misure di stop a portabilità e migrazioni nella telefonia per limitare i contagi da Coronavirus. Anche la Spagna aveva infatti inserito un articolo in merito nel suo Decreto, ma adesso è giunto il dietrofront.

Per ridurre al minimo i movimenti degli utenti, infatti, l’articolo 20 del regio decreto legge 8/2020 includeva la sospensione delle campagne commerciali straordinarie degli operatori spagnoli che implicassero la portabilità del numero.

In generale, erano state sospese tutte le portabilità del numero, eccezion fatta per casi eccezionali, con effetto immediato e per l’intera durata dell’emergenza nazionale.

Tuttavia, con una modifica alle disposizioni generali entrata in vigore nella giornata di ieri, il Governo ha deciso di fare marcia indietro, ammettendo che non tutte le operazioni di portabilità del numero richiedono un viaggio fisico verso i centri di assistenza clienti o, per i tecnici, verso le abitazioni degli utenti.

Per questa ragione, il Decreto Regio è stato modificato nell’articolo 20 per stabilire la sospensione delle portabilità solo per le operazioni che necessitano della contestuale presenza dei tecnici e dell’utente (ndr chiaramente, nel mondo della telefonia mobile le dinamiche di portabilità non prevedono alcun intervento tecnico specializzato). Anche in questo caso saranno comunque previste delle eccezioni in determinati casi.

Resta valida la misura secondo cui gli operatori non potranno applicare prezzi più elevati ai contratti in essere nel periodo di tempo in cui i clienti, per via della sospensione, non potranno richiedere alla società la portabilità del numero.

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portabilità migrazione

Con le modifiche di ieri, dunque, la Spagna ha voluto distinguere le operazioni di portabilità e migrazione che necessitano della presenza dei tecnici al domicilio dei clienti da quelle più classiche e più comuni che possono essere finalizzate senza l’incontro fisico tra le due parti.

Il concetto era stato espresso pochi giorni fa, per il caso italiano, anche da Fastweb e dall’AIIP, che evidenziavano appunto come fosse inefficace bloccare le portabilità e le migrazioni per ragioni di tutela del personale e dei clienti, quando la maggior parte di queste, salvo rari casi, possono avvenire senza alcun contatto fisico.

Per queste ragioni, Fastweb aveva auspicato che ad occuparsi del caso fosse, eventualmente, l’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Il rischio, sostengono gli operatori e diverse associazioni, è che l’emendamento proposto in Italia da Lega e M5S possa ottenere come unico effetto quello di ridurre la concorrenza nel settore, impedendo ai cittadini di accedere ai servizi migliori proprio in un momento di emergenza nazionale.

I due emendamenti al Decreto Cura Italia relativi al blocco delle portabilità saranno discussi in senato l’8 Aprile 2020.

Intanto, in Italia numerosi negozi di diversi operatori si stanno attrezzando per essere in grado di accogliere i clienti tramite delle lastre in plexiglass, così da limitare i contagi e continuare la loro attività in queste giorni di emergenza nazionale.

 

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