Modem libero: procedimento archiviato e nessuna sanzione per i ritardi di Vodafone


Dopo la delibera sul caso di Fastweb, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deciso di archiviare anche il procedimento sanzionatorio nei confronti di Vodafone per il mancato adeguamento, nei tempi previsti, al Regolamento sul Modem Libero.

modem libero vodafone station

La delibera che disciplina la libera scelta per i clienti di rete fissa dell’apparecchio più adatto alle loro esigenze è entrata in vigore il 1° Dicembre 2018, e da quel momento gli operatori avrebbero dovuto permette ai clienti di utilizzare un modem alternativo rispetto a quello fornito. Tuttavia, sono stati riscontrati alcuni ritardi per diverse cause.

Nel caso specifico, Vodafone aveva sin da subito affermato che avrebbe consentito ai clienti di poter utilizzare terminali diversi dalla Vodafone Station, purché compatibili con i parametri forniti. Tuttavia, il documento tecnico di Vodafone segnalava che, in caso di terminale alternativo, il cliente non avrebbe potuto usufruire del servizio VoIP.

   

In quell’occasione, l’AGCOM aveva ricordato che la libertà di scelta per l’utente riguarda anche la fruizione di servizi aggiuntivi forniti su rete IP, come appunto il VoIP. Inoltre, secondo l’Autorità non vi erano dei seri motivi tecnici tali da autorizzare delle restrizioni di tal genere.

In seguito, Vodafone aveva quindi comunicato che stava approfondendo la questione per consentire anche l’utilizzo del servizio VoIP con terminali diversi. Tale comunicazione venne anche resa nota ai clienti, con la seguente nota ufficiale dell’operatore:

“Vodafone sta provvedendo ad adeguare la propria infrastruttura di rete al fine di consentire l’accesso ad internet con modem scelti dal cliente e compatibili con la rete di Vodafone. Non appena completate le attività, Vodafone provvederà a darne adeguata informativa in tale sezione e comunque ad inizio 2019. Qualora il cliente volesse migrare verso altro operatore, Vodafone non addebiterà alcun costo in caso di mancata restituzione della Vodafone Station.”

Alla fine, l’accesso a internet con un modem alternativo era stato reso disponibile ai clienti a partire dal mese di Febbraio 2019, mentre per il servizio VoIP l’operatore doveva ancora completare alcune analisi.

L’AGCOM aveva dunque riscontrato un ritardo di Vodafone nella pubblicazione delle credenziali per configurare un modem alternativo, pari a circa tre mesi (a Febbraio 2019 invece del 30 Novembre 2018), a cui si aggiungeva l’impossibilità di utilizzare il servizio VoIP in caso di utilizzo di un modem alternativo anche fino al mese di Aprile 2019.

Su questa doppia circostanza si basava il procedimento sanzionatorio avviato dall’AGCOM, che minacciava sanzioni fino a 2.500.000 euro.

vodafone station

Nelle sue memorie difensive, Vodafone ha sempre sottolineato la buona fede della propria condotta, richiamando la necessità di dover riprogettare le logiche di funzionamento dell’offerta revisionata in seguito alla delibera sul modem libero, anche per permettere al cliente di godere dei medesimi livelli qualitativi ottenuti con la Vodafone Station.

Vodafone sosteneva inoltre che le caratteristiche tecniche della Vodafone Station, oltre agli ingenti investimenti sostenuti, avrebbero dovuto giustificare una deroga rispetto all’adeguamento prospettato dalla delibera sul modem libero.

A ciò si aggiungeva, sottolineava Vodafone, la consapevolezza dell’Autorità in merito alle criticità sull’implementazione dei requisiti previsti dalla delibera, che l’avevano spinta ad avviare alcune interazioni con gli operatori per approfondire le richieste di restrizioni all’utilizzo di terminali terzi.

Per finire, con riferimento all’accesso al servizio VoIP tramite modem alternativo, Vodafone ha informato l’Autorità sul completamento delle attività nella fine del mese di Maggio 2019, dopo una serie di confronti e interazioni. Per queste ragioni, Vodafone concludeva che l’Autorità avrebbe dovuto considerare il comportamento collaborativo della società, così come la sua buona fede. A ciò si aggiungeva la considerazione del fatto che Vodafone ha contattato tutti i clienti interessati con un’informativa in merito all’utilizzo di modem alternativi alla Vodafone Station.

L’Autorità ha deciso dunque di archiviare anche il procedimento nei confronti di Vodafone, in quanto ha ritenuto che l’azienda si sia prontamente attivata per adeguarsi al disposto regolamentare, nonostante le tempistiche si siano estese per via delle novità delle condizioni tecniche e amministrative introdotte dal Regolamento sul modem libero.

 

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