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Fastweb: niente multa per i ritardi nell’applicazione del Modem Libero

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, AGCOM, ha deciso di archiviare un procedimento sanzionatorio nei confronti di Fastweb, riguardante il mancato adeguamento, nei tempi previsti, al regolamento sul Modem Libero, che sancisce la libertà di scelta dell’apparecchio da parte del cliente.

Lo ha reso noto l’Autorità grazie alla pubblicazione della delibera n. 376/19/CONS avvenuta oggi, 24 Settembre 2019, la quale contiene proprio il documento con la conclusione del procedimento contro Fastweb, datato 23 Luglio 2019.

La delibera AGCOM n. 348/18/CONS sul modem libero, è entrata gradualmente in vigore a partire dal 1° Dicembre 2018, data entro la quale gli operatori di rete fissa dovevano cominciare a permettere ai propri clienti di poter utilizzare senza limitazioni tecniche un modem alternativo a quello fornito dall’operatore.

Fastweb è stato l’operatore che ha chiarito più in ritardo di tutti la sua posizione nei confronti di questo nuovo regolamento, dato che, come riportato anche da MondoMobileWeb, inizialmente si era limitato ad attivare una pagina con pochissime informazioni dedicate alle configurazioni per i modem alternativi, con l’assenza totale dei parametri per l’utilizzo della fonia in modalità VoIP.

La carenza di queste fondamentali indicazioni, nonostante l’entrata in vigore del nuovo regolamento, obbligava di fatto l’utente a dover ancora utilizzare il modem fornito da Fastweb.

Nel frattempo, il 28 Dicembre 2018 AGCOM aveva avviato il procedimento sanzionatorio n. 4/19/DTC proprio contro Fastweb.

Questo poiché lo stesso operatore, con una nota del 30 Ottobre 2018 che comunicava all’Autorità le proprie iniziative per rendere esecutiva la delibera sul modem libero (era infatti previsto che almeno 30 giorni prima dall’entrata in vigore della delibera gli operatori informassero AGCOM), relativamente al servizio di fonia VoIP dichiarava che:

[…] al fine di garantire l’integrità della rete e l’erogazione delle Prestazioni Obbligatorie (ad esempio per Pubblica Sicurezza), [il servizio VoIP, ndr] non potrà essere fornito da Fastweb su apparati terminali da accesso ad Internet non di propria fornitura.

AGCOM ha poi risposto a Fastweb, inviando una nota il 21 Novembre 2018, precisando che anche in caso di utilizzo del servizio VoIP la libertà di scelta dell’apparato deve essere salvaguardata, dichiarando inoltre che “non è possibile ammettere restrizioni all’utilizzo di un’apparecchiatura terminale (modem/router) procurata autonomamente dall’utente in caso di fruizione di servizi su reti con tecnologia FTTH”.

Fastweb, fra Novembre e Dicembre 2018, ha poi fornito ulteriori informazioni con alcune note e nell’audizione che si è tenuta il 19 Dicembre 2018, ribadendo, comunque, la propria posizione rispetto alla mancata fornitura del servizio di managed VoIP nel caso di utilizzo di un modem alternativo, in quanto sarebbero altrimenti scaturite “criticità in termini di integrità e sicurezza della rete, nonché di uso fraudolento”.

Nonostante le giustificazioni sulla sicurezza della rete da parte di Fastweb, AGCOM ha poi comunicato all’operatore, con la nota del 21 Dicembre 2018, che “con riferimento alla restrizione prospettata da codesta Società per la fruizione del servizio VoIP, dalla documentazione prodotta non si ravvisano elementi per autorizzare la restrizione proposta.

Inoltre, per quanto riguarda la tecnologia Fibra FTTH ed in particolare all’integrazione del modem fornito da Fastweb con il modulo ONT, l’Autorità ritenuto che “l’integrazione del modulo ONT non possa essere, di per sé, motivo di restrizione alla libertà di scelta dei terminali, ma che l’operatore debba indicare chiaramente il modello di ONT da utilizzare ed il relativo firmware e consentire la configurazione in rete dei serial number delle ONT procurate autonomamente dagli utenti. Resta onere dell’operatore garantire l’integrità e la sicurezza della rete e garantire la corretta fruizione dei servizi offerti all’utente finale”.

Sull’aspetto del modulo ONT, più di recente AGCOM ha chiarito che gli operatori possono si imporre il proprio modello, ma che questo non deve essere in alcun modo integrato con l’eventuale modem fornito dall’operatore.

Dopo che AGCOM aveva di fatto ribadito a Fastweb dell’impossibilità di concedere delle deroghe in merito alla fonia VoIP, nelle successive interlocuzioni l’operatore aveva fatto sapere di essersi messo all’opera per adeguare la sua rete alla delibera.

In particolare, ad Aprile 2019 Fastweb aveva comunicato all’Autorità di aver individuato alcune soluzioni tecniche per implementare la possibilità di utilizzo di apparecchiature terminali non fornite da Fastweb per servizi fonia erogati in modalità VoIP ai clienti che ne facciano richiesta”. L’operatore preannunciava inoltre che questa soluzione sarebbe stata operativa “tra la fine del mese di Aprile e l’inizio del mese di Maggio 2019”.

Nel frattempo, AGCOM ha avuto modo di verificare il 18 Aprile 2019 che sul sito Fastweb, sulla pagina dedicata alle configurazioni dei modem alternativi, erano presenti delle carenze informative, soprattutto per quanto riguarda la fonia VoIP.

Questa mancanza di informazioni è stata poi colmata, come preannunciato dall’operatore, nei primi giorni di Maggio 2019, quando è stata aggiornata la pagina del sito Fastweb con tutte le informazioni necessarie al collegamento diretto di un modem alternativo, comprensive dei parametri per la fonia VoIP.

AGCOM ha quindi potuto accertare che fino alla fine del mese di Aprile 2019 Fastweb non ha consentito ai propri clienti di utilizzare il servizio VoIP nel caso di collegamento di un modem alternativo, con la conseguenza di non aver garantito la libertà di scelta di un terminale diverso da quello proposto dall’operatore.

Dal canto suo, Fastweb si è difesa dichiarando di essersi “prontamente adoperata” per attuare le disposizioni riportate dalla delibera sul Modem Libero, manifestando sin da subito la propria “disponibilità ad adottare soluzioni atte a garantire la fruizione dei servizi VoIP“, a condizione, però, che:

fossero concordate e assunte modalità idonee a tutelare sia Fastweb che gli utenti finali dai rischi connessi alla sicurezza per l’utilizzo di modem alternativi. Come più volte rappresentato all’Autorità, infatti, le criticità evidenziate possono comportare danni e ingenti costi non solo lato operatore, ma anche per l’utente, tenuto conto che, in caso di sottrazione e utilizzo fraudolento delle credenziali rilasciate al cliente, queste possono essere utilizzate da soggetti terzi per generare traffico necessariamente addebitato all’utente finale.

Fastweb ha poi aggiunto che, considerate le implicazioni in termini di sicurezza per l’utente e per la rete date dalle problematiche evidenziate, queste hanno comportato “la necessità di valutazioni più approfondite sia mediante interlocuzioni con l’Autorità sia lato tecnico e security”, richiedendo di conseguenza tempi di implementazione più lunghi rispetto a quelli stabiliti dalla delibera.

Facendo leva proprio su quest’ultimo punto, l’operatore ha quindi richiesto l’archiviazione del procedimento sanzionatorio.

AGCOM, nonostante Fastweb si sia adeguata in ritardo alle disposizioni della delibera 348/18/CONS, in particolare per la fonia VoIP, ha comunque ritenuto che, viste le problematiche sollevate da Fastweb sulla sicurezza della rete, “le tempistiche di adeguamento possono ritenersi compatibili con quanto sostenuto in ordine al fatto che la Società si sia prontamente attivata per adeguarsi al disposto regolamentare”.

Per questo motivo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ritenuto di non dover procedere alla irrogazione della sanzione per la condotta contestata, la quale risulta in ogni caso attualmente cessata.

Il procedimento sanzionatorio, che avrebbe potuto comportare l’applicazione di una multa da un minimo di 120.000 euro ad un massimo di 2.500.000 euro, è stato quindi dichiarato archiviato.

 

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