Iliad sulla cybersecurity: ok all’intervento del Governo, ma occorre seguire gli standard europei


In questi giorni, si stanno tenendo le audizioni alla Commissione Trasporti della Camera per discutere sul disegno di legge recante “Disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”. Anche il nuovo operatore di telefonia mobile Iliad ha partecipato con un’audizione, rappresentata da Pinar Serdengecti, la Direttrice Affari Regolamentari e Concorrenza dell’azienda in Italia.

Il Decreto del 21 Settembre 2019, numero 105, contiene misure urgenti in materia di sicurezza cibernetica nazionale e nuove disposizioni in termini di poteri speciali e Golden Power (con stretto riferimento alla nuova rete 5G).

Nel tardo pomeriggio del 7 Ottobre 2019, durante l’audizione, Pinar Serdengecti ha espresso la posizione di Iliad sul tema del disegno di legge e sulle misure attuative, fornendo anche dei suggerimenti per la corretta implementazione della strategia di sicurezza nazionale.

La Direttrice Affari Regolamentari e Concorrenza di Iliad Italia, Pinar Serdengecti, ha una laurea e un Master all’Università Bocconi e un secondo Master al King’s College di Londra. Terminati gli studi, ha iniziato a lavorare come Regulatory Affairs Specialist per TIM, dal 2004 al 2008. Successivamente, è passata a Vodafone Italia, dove ha lavorato complessivamente per oltre 9 anni nei ruoli di Senior Regulatory Specialist e Regulation Expert. Nell’Ottobre del 2017 è definitivamente entrata nel team di Iliad.

   

iliad store

Secondo Iliad, il tema della sicurezza diventa particolarmente delicato quando si affronta all’interno di un mercato caratterizzato da una competizione, anche internazionale, molto intensa. Iliad ricorda di aver partecipato alla gara per le frequenze 5G dopo appena tre mesi dal lancio commerciale, con lo scopo di assicurarsi porzioni di spettro in ogni banda messa all’asta, impegnandosi dunque a investire entro il 2022 una somma pari a circa 1,2 miliardi di euro.

L’idea di Iliad, che ha spinto l’azienda all’acquisto delle frequenze, è che il 5G costituisca “un cambio di paradigma nel modo di concepire le telecomunicazioni”, oltre che “un requisito imprescindibile di credibilità” per l’azienda rispetto ai suoi clienti.

Lo scopo dell’operatore, ripetuto in più circostanze, è quello di costruire la sua rete proprietaria per ridurre la dipendenza da Wind Tre e offrire servizi sempre migliori ai suoi clienti. Nel fare ciò, Serdengecti ricorda che Iliad ha sempre riservato grande attenzione al tema della sicurezza.

In meno di due anni, afferma Pinar Serdengecti, l’azienda ha completato la sua rete core, attualmente attiva e funzionante, mentre per quanto concerne l’infrastruttura radiomobile, Iliad ha investito diverse centinaia di milioni di euro e ha stretto accordi strategici con partner internazionali come Cellnex. Il tutto, nel rispetto dei requisiti e delle regolamentazioni vigenti.

Pinar Serdengecti di Iliad.

Entrando nel cuore della discussione, Iliad concorda con il Governo “nell’esigenza di definire una struttura operativa della sicurezza cibernetica nazionale, applicando le misure a tutela degli assets strategici nazionali come il Golden Power”. L’azienda guarda inoltre con favore all’identificazione di un ente responsabile di tale valutazione tecnica, ovvero il Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale del MiSE, attualmente ancora in fase di implementazione.

Nel condividere il progetto del Governo, Iliad auspica però che l’operato sia improntato a criteri di imparzialità e indipendenza. Rispetto alle singole disposizioni, infatti, l’azienda osserva che il primo articolo del decreto definisce la base della nuova governance della cybersecurity, rimandando però ai decreti attuativi la sua realizzazione.

Per questa ragione, Iliad suggerisce una prima indicazione operativa che ritiene indispensabile per il settore: garantire tempi certi e sostenibili soprattutto per quanto concerne la valutazione degli apparati, così da evitare che l’attuazione del piano gravi eccessivamente sulle aziende coinvolte.

In altri termini, Iliad chiede alle istituzioni di essere accompagnata nella definizione del nuovo perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, affinché sia garantita la massima trasparenza e partecipazione di tutte le realtà coinvolte, anche tramite la convocazione periodica di tavoli di lavoro in sedi istituzionali.

Inoltre, nella definizione delle specifiche tecniche occorrerebbe tenere a mente le pecurialità delle tecnologie applicate, mantenendo un approccio mirato a scongiurare eventuali rischi per la sicurezza nazionale, ma allo stesso tempo identificando gli apparati effettivamente strategici che dovrebbero essere oggetto di un maggiore controllo.

Per finire, Iliad si sofferma sulla sua scelta strategica internazionale. Pilar Serdengecti  fa notare che, a livello di Gruppo, Iliad ha sempre puntato su “una tecnologia europea”. Si tratta di una decisione che si inserisce nella strategia di Iliad per lo sviluppo della sua rete (non solo 5G) nei settori in cui opera. Tale scelta strategica rende necessario evitare discrepanze tra le diverse normative a livello nazionale e internazionale.

In tal senso, Iliad ricorda gli sforzi comunitari degli ultimi mesi:

“Bruxelles si è già attivato ponendo i pilastri di un ecosistema normativo per la cybersecurity; si ricorda la Raccomandazione 534 del 2019 e il cybersecurity act. Molto verrà ancora fatto, come anticipato dalla neopresidente della commissione europea nel suo programma per i prossimi 5 anni. La sfida è dunque garantire armonizzazione tra la normativa italiana e quella europea”.

Accogliere la sfida di Iliad sull’armonizzazione delle normative significa essenzialmente non intervenire con nuovi standard o modelli diversi da quelli oggetto di adozione a livello europeo e internazionale, così da evitare che l’eccessiva frammentazione rappresenti un limite per l’operabilità delle reti.

Solo in questo modo, conclude la Direttrice Affari Regolamentari e Concorrenza di Iliad Italia, sarà possibile dare sviluppo organico al mercato unico digitale, senza mettere in difficoltà il settore delle telecomunicazioni.

 

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