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Nick Read: la qualità della rete Vodafone in Italia contrasta Iliad. Presentazione dei risultati del Gruppo

È iniziata alle 10 in punto di oggi, 25 Gennaio 2019, la conferenza di Vodafone Group con cui l’azienda ha presentato i suoi risultati nei vari mercati in cui è attiva. Non è mancato spazio per parlare della qualità della rete, di Iliad e del secondo brand in Italia.

Nick Read, CEO, e Margherita Della Valle, CFO di Vodafone Group, si sono alternati nel descrivere lo stato finanziario dell’azienda, che ha visto dei miglioramenti nel mercato italiano e, in lieve misura, in quello spagnolo.

Nick Read ha preso la parola analizzando i principali risultati dell’azienda: I ricavi di gruppo sono pari a 11 miliardi di euro e la crescita rispetto al periodo precedente è comune a tutti i mercati, eccezion fatta per il Sud Africa. La costante attenzione alla trasformazione digitale porterà inoltre a un risparmio netto di 400 milioni di euro.

Nel segmento business, che costituisce il 30% dei ricavi totali del Gruppo, il mobile ha subito una lieve contrazione, mentre  i servizi IoT e il fisso sono incrementati. Una partnership strategica con IBM nel Cloud ha permesso di sviluppare congiuntamente nuovi servizi e godere delle offerte del colosso statunitense.

Nick Read, attuale CEO di Vodafone Group.

Nick Read si concentra anche sullo sviluppo del 5G. L’accordo con Telefonica permetterà di condividere un’area ampia oltre 14.000 chilometri quadrati. Così facendo, il rollout del 5G sarà più rapido e meno costoso, si manterrà la differenziazione grazie a un partner di elevata qualità e si potrà esplorare una possibile monetizzazione delle torri al termine dell’accordo.

La presentazione dei risultati finanziari è condotta da Margherita Della Valle, che mostra i principali valori registrati e ricorda l’introduzione  dello standard contabile IFRS 15, adottato nell’Aprile del 2018. Iniziando con l’Italia, come già comunicato le portabilità si sono stabilizzate, mostrando una riduzione del 50% rispetto al picco del Q2. L’operatore ho. dispone adesso di quasi 1 milione di utenti e l’ARPU è sceso del 3,3%. I ricavi da servizi hanno visto una contrazione del 4,6%, rispetto al -6,3% del periodo precedente. Le performances risultano dunque incoraggianti, grazie anche ai risultati nel fisso: Vodafone Italia ha raggiunto infatti 78.000 nuovi utenti broadband.

In Spagna i ricavi da servizi sono invece  scesi del 7,4%, ancor peggio rispetto al Q2 (-7,2%). Tuttavia, anche in questo mercato l’intensità della concorrenza si sta leggermente ridimensionando, con un numero ben più ridotto di portabilità verso il nuovo operatore low-cost MasMovil.

Vodacom, nel mercato sudafricano, sta mostrando dati poco rassicuranti, ma il board resta ottimista. I ricavi da servizi sono scesi dello 0,9% e a risaltare è una grave riduzione della crescita dei ricavi da traffico dati, che ha raggiunto lo 0,4%, anche a causa della diversa strategia di prezzo applicata da Vodafone Group.

In Germania, la crescita nei ricavi per servizi è solida, ma è rallentata leggermente, fermandosi all’1,1% (contro l’1,7% del Q2). Sono stati raggiunti 165.000 clienti in più nel mobile e 73.000 nel fisso broadband.

Nel Regno Unito, la crescita dei ricavi da servizi è dello 0,9% e il trend positivo continua sia nel mobile che nel fisso a banda ultralarga. Vengono citate diverse iniziative commerciali di grande successo, come progetti di loyalty volti a mantenere fedele la base clienti attiva. L’ARPU nel mobile ha subito una lievissima contrazione, pari solo allo 0,3%, mentre i ricavi da servizi di rete fissa crescono del 2,5%.

Nel resto d’Europa, le performance sono generalmente di buon livello: i ricavi da  servizi continuano infatti a crescere del 2,2%. Tale mercato costituisce per Vodafone il 12% dei ricavi di Gruppo, ed è attualmente trainato da Portogallo, Irlanda e Grecia. In Romania, invece, la pressione è particolarmete elevata a causa delle recenti regolamentazioni e di alcune offerte illimitate.

Vodafone Iliad rete
Margherita Della Valle, CFO di Vodafone Group.

Terminato il report, si apre la fase del Q&A, in cui si fa nuovamente riferimento al 5G e alle sfide che gli operatori dovranno affrontare già nei prossimi mesi. In risposta a una domanda sul caso Huawei e sui limiti allo sviluppo del 5G che molti paesi europei starebbero ponendo al colosso cinese, Nick Read sottolinea che la discussione è ancora ferma a un livello politico e, nel confermare la collaborazione in alcuni contesti rilevanti per lo sviluppo della nuova rete, sottolinea l’indipendenza dell’operatore rosso da Huawei e da altri partner strategici. In quanto importante player del settore, Vodafone continuerà a essere in prima linea nella commercializzazione del 5G, come atteso.

Le domande più specifiche riguardano però le attività di Vodafone in Italia e in Spagna.

Iniziando con la Spagna, vengono richieste ulteriori informazioni sul trend di perdite e sulle prospettive future. Secondo Margherita Della Valle, l’impatto concorrenziale si potrà ravvisare anche nel prossimo trimestre, ma il trend negativo potrebbe rallentare. Tuttavia, incalzata da domande circa i termini quantitativi di tale rallentamento, la CFO di Vodafone Group sottolinea che è ancora presto per esprimere giudizi quantitativi di matrice tendenziale.

In Italia, invece, alla domanda sui dettagli del miglioramento osservato, sia Nick Read che Margherita Della Valle rispondono con un’osservazione comune. Il mercato italiano risulterebbe, secondo i numeri uno di Vodafone, segmentato in modo tale che una generosa fetta di utenti sia estremamente sensibile a variazioni di prezzo, oltre che ben disponibile a muoversi tra i diversi operatori. In questo senso, dunque, un’offerta particolarmente competitiva in termini di prezzo riesce a smuovere particolarmente il mercato, innescando numerose portabilità tra gli operatori per un intervallo temporale abbastanza ampio.

Tuttavia, le portabilità in uscita, come già accennato più volte, starebbero continuando a diminuire, cambiando tendenza. E ciò sarebbe garantito da una strategia del more for more che sta facendo raccogliere i primi frutti, garantendo un leggero miglioramento dell’ARPU.

Secondo Nick Read, infatti, un’altra rilevante percentuale di clienti risulta concentrata sulla qualità dei servizi offerti, e soprattutto della rete. Il CEO afferma che Iliad, con la sua offerta molto aggressiva, starebbe soffrendo per via di una rete che non soddisfa i clienti più esigenti e che avrebbe presentato anche una costante degradazione nel corso dei mesi.

I clienti meno sensibili alle offerte low-cost, dunque, starebbero adesso mostrando una maggiore fedeltà nei confronti dell’azienda proprio per via della certezza di trovare una rete di qualità superiore. E qui entra in gioco il secondo brand di Vodafone, ho. mobile, che ha quasi raggiunto un milione di utenti: nel momento in cui anche un utente interessato a tariffe più vantaggiose dovesse rendersi conto di apprezzare la qualità della rete Vodafone, potrebbe preferire il secondo brand del gruppo rispetto a Iliad, dopo aver valutato i vantaggi di una connessione più rapida.

A riguardo, in conclusione, Nick Read segnala anche che la strategia di prezzo tra Vodafone e ho. ha fatto in modo che non si verificasse alcuna dinamica di cannibalizzazione, che avrebbe finito per indebolire ulteriormente il brand principale. Al contrario, solo il 10% dei clienti di ho. mobile proviene da Vodafone Italia.

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