SPID, migrazione Registry sul cloud: possibili disservizi fino al 18 Gennaio 2026

A partire da oggi, 16 Gennaio 2026, chi utilizza il sistema di identità digitale SPID potrebbe subire dei disservizi o dei rallentamenti momentanei, a causa di interventi di manutenzione straordinaria.
Si ricorda che lo SPID (Sistema Pubblico di identità Digitale) consente a cittadini e imprese di accedere con un’unica password a tutti i servizi online delle Pubbliche Amministrazioni e imprese aderenti. Tuttavia, per usufruire del servizio è necessario registrarsi tramite uno degli identity provider abilitati.
Come annunciato nei giorni scorsi dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), nel weekend dal 16 al 18 Gennaio 2026 verranno effettuati degli interventi di manutenzione straordinaria per l’aggiornamento e il miglioramento dell’infrastruttura, in vista della migrazione sul cloud del Registry SPID, l’infrastruttura informatica che coordina e gestisce l’elenco dei soggetti accreditati all’interno del sistema SPID.
Come spiega AgID, si tratta del nodo centrale che permette di stabilire una connessione sicura tra gli Identity Provider, che rilasciano le credenziali ai cittadini, e i Service Provider, ovvero le pubbliche amministrazioni e i privati che offrono servizi online.
Dunque, in questi giorni, a causa delle attività di manutenzione, gli utenti SPID potrebbero subire dei disservizi o dei rallentamenti momentanei sull’erogazione dei servizi online.
Secondo quanto comunicato da AgID, le attività saranno comunque svolte cercando di ridurre al minimo l’impatto sugli utenti e nello stretto tempo necessario per ripristinare la piena operatività.
L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) afferma che il passaggio del Registry SPID ad un’architettura cloud definita “ad alta affidabilità” garantisce un miglioramento delle prestazioni e della gestione dei carichi di lavoro, in modo da evitare che l’aumento simultaneo delle richieste di accesso provochi rallentamenti o il blocco dei server.
Inoltre, con il passaggio al cloud, a detta di AgID vengono adottati protocolli di sicurezza più avanzati e sistemi di ridondanza che minimizzano i rischi di guasti, facilitando l’adeguamento ai futuri standard per l’interoperabilità delle identità digitali e riducendo i costi di manutenzione delle infrastrutture fisiche obsolete.
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