Enel, addio alla clausola sociale? Il 9 Gennaio 2026 sciopero e presidi in tutta Italia

Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno annunciato venerdì 9 Gennaio 2026 uno sciopero nazionale di tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nelle attività di customer care in appalto per Enel, Enel X ed E-Distribuzione. Per la stessa giornata sono previsti presidi e iniziative di protesta in diverse città italiane.
Alla base della mobilitazione, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, vi sarebbe il tentativo di eludere la clausola sociale nei cambi di appalto, prevista dalla Legge 11/2016 e rafforzata dalla regolamentazione del CCNL delle Telecomunicazioni, recentemente rinnovato.
Le sigle sindacali ricordano come tale impianto normativo abbia garantito negli ultimi dieci anni la continuità occupazionale a circa 40.000 addetti, in oltre 400 cambi di appalto nel settore dei call center.
Coinvolti circa 7.000 addetti in appalto
La protesta riguarda circa 7.000 lavoratrici e lavoratori, impiegati in regime di appalto presso una decina di aziende che gestiscono il servizio clienti di Enel, Enel X ed E-Distribuzione.
Le attività sono distribuite in numerose province italiane, tra cui Torino, Padova, La Spezia, Pistoia, Roma, L’Aquila, Cagliari, Napoli, Potenza, Matera, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo e Catania.
Secondo i sindacati, si tratta di migliaia di dipendenti che da anni rappresentano la principale interfaccia del Gruppo Enel nel rapporto con la clientela e che oggi rischierebbero la continuità occupazionale a causa di bandi di gara che, a loro avviso, non garantirebbero il rispetto del principio di territorialità né la piena applicazione del CCNL TLC.
Le criticità nei nuovi bandi di gara
Tra le principali criticità segnalate, secondo i Sindacati, figurano trasferimenti forzati di centinaia di chilometri, in alcuni casi anche al di fuori della regione di residenza, indicati come condizione per la prosecuzione del rapporto di lavoro.
Tali ipotesi riguarderebbero in particolare i cambi di appalto delle commesse di back-office e quality e sono considerate inaccettabili dalle organizzazioni sindacali.
Le segreterie nazionali evidenziano inoltre che, in assenza di un intervento delle istituzioni, più volte chiamate in causa, si rischierebbe un ritorno a una fase precedente all’introduzione della clausola sociale, caratterizzata, secondo quanto dichiarato, da gravi criticità occupazionali, licenziamenti e un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali.
Presidi davanti alle sedi Enel e iniziative a Roma
Per la giornata di venerdì 9 gennaio 2026, oltre allo sciopero, sono previste manifestazioni e presidi davanti alle sedi di Enel e presso le istituzioni nei territori coinvolti, secondo modalità che saranno definite dalle strutture territoriali.
Contestualmente, le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno annunciato un presidio unitario simbolico a Piazza Verdi, a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel.
Secondo quanto comunicato, queste iniziative rappresentano solo l’inizio di un percorso di mobilitazione che potrebbe proseguire qualora non vi fosse una revisione immediata delle previsioni contenute nei bandi di gara, in particolare per quanto riguarda il mantenimento della territorialità nei cambi di appalto.
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