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IT-alert: oggi 19 Novembre 2025 nuovo test in Umbria per simulare incidente industriale

Continuano ancora i test per il sistema di allarme pubblico IT-alert, che oggi 19 Novembre 2025 verrà testato nuovamente su uno scenario di incidente industriale, questa volta nella regione Umbria.

Il nuovo test, che si terrà alle ore 16:40, è stato annunciato dal Dipartimento della Protezione Civile il giorno 14 Novembre 2025, attraverso un’informativa dedicata.

Questa volta, sarà coinvolto dalla simulazione lo stabilimento Acciai Speciali Terni S.p.A. situato appunto a Terni e soggetto alla direttiva Seveso.

Il messaggio di test per incidente industriale

Con questo nuovo test previsto oggi, 19 Novembre 2025, il messaggio di prova sarà inviato in un’area di circa 2 km attorno allo stabilimento, con il seguente testo:

TEST TEST Messaggio di prova IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE di un incidente in un impianto industriale nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST

Il messaggio rimanda sempre alla homepage del sito di IT-alert, dove è possibile accedere a una pagina di approfondimento che consente di visionare il testo della notifica che i cittadini riceverebbero in caso di pericolo reale.

In questa pagina, è possibile raggiungere anche l’apposito questionario che la Protezione Civile invita a compilare per contribuire a migliorare il servizio, anche qualora non si dovesse ricevere alcuna notifica.

In ogni caso, la notifica sarà accompagnata da un suono di allarme ad alto volume, seguita in alcuni casi anche da una sintesi vocale che ripete quanto scritto, sia in italiano che in inglese.

Si ricorda che, per ricevere i messaggi del sistema di allarme IT-alert, anche quelli di test, non è necessario compiere alcuna azione o scaricare alcuna app. In caso di attivazione dei sistemi di protezione civile regionali per allerte meteo-idro o emergenze, la data del test potrebbe subire variazioni.

Come funziona IT-alert

Il servizio IT-alert, si ricorda, funziona grazie alla tecnologia cell broadcast, letteralmente “trasmissione tramite celle”, che consente di inviare messaggi a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, capaci di delimitare un’area il più possibile corrispondente a quella interessata.

Con questo sistema, le notifiche arrivano anche in casi di campo limitato o in casi di saturazione della banda telefonica, senza alcuna ripercussione sui livelli di privacy impostati.

Inoltre, questa tecnologia consente di mandare messaggi in modo unidirezionale, senza la possibilità per gli operatori telefonici di ricevere risposte e sapere con certezza i cellulari che sono stati effettivamente raggiunti: chi invia l’informazione non detiene alcun dato in merito ai dispositivi, neanche il numero di telefono.

Il servizio è basato sul cosiddetto “accampamento” dei telefoni nel raggio di copertura delle antenne che vengono attivate: al momento dell’invio della notifica, tutti i dispositivi accesi e con connessione telefonica agganciati alle antenne selezionate riceveranno il messaggio.

I messaggi arriveranno ugualmente anche nel caso in cui la voce IT-alert (presente nei vari dispositivi nella sezione avvisi di emergenza) dovesse essere disattivata sui dispositivi, poiché viene utilizzato il livello massimo di azione per l’invio. Se sono spenti o privi di campo, ovviamente, i dispositivi non riceveranno i messaggi del sistema, mentre se la suoneria è impostata in modalità silenziosa potrebbero non suonare.

Si precisa che la notifica del messaggio dipende anche dal modello di cellulare o smartphone, dal sistema operativo e della versione installata. In alcuni casi, infatti, l’utilizzo di una vecchia versione del sistema operativo può comportare problemi nella ricezione dei messaggi. Con dei test precedenti, comunque, è stato rilevato che anche i telefoni di vecchia generazione e non smartphone ricevono la notifica.

Servizio operativo dal 2024

Si ricorda che il sistema di allarme pubblico IT-alert è entrato ufficialmente in funzione dal 13 Febbraio 2024, divenendo operativo per quattro tipologie di rischio: collasso di una grande diga, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali, incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, e attività vulcanica nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell’Isola di Vulcano.

Come spiega la Protezione Civile, che si occupa di gestire il servizio, è comunque fondamentale testare il sistema periodicamente, in modo da garantire che, in caso di un’emergenza reale, i messaggi di allerta vengano trasmessi correttamente dalle celle telefoniche e ricevuti sui dispositivi nelle zone a rischio.

Invece, per i restanti scenari previsti dalla Direttiva del 7 Febbraio 2023 del Ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, ossia maremoto generato da un sisma, attività vulcanica dello Stromboli e precipitazioni intense, l’8 Febbraio 2024 era stata stabilita la proroga del periodo di sperimentazione (tutt’ora attiva).

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