Poste Italiane su TIM: offerta pubblica da 10,8 miliardi di euro per acquisizione totale

Poste Italiane ha annunciato il 22 marzo 2026 la decisione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) volontaria totalitaria su TIM, con l’obiettivo dichiarato di acquisire l’intero capitale sociale della società Telecom Italia e procedere successivamente al delisting delle azioni da Euronext Milan.
Secondo quanto reso noto dal Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane, riunitosi nella stessa giornata sotto la presidenza di Silvia Maria Rovere, l’operazione punta a integrare due grandi realtà industriali italiane in un unico gruppo, attivo nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.
Dettagli dell’offerta pubblica di acquisto e scambio
L’operazione è promossa ai sensi degli articoli 102 e 106, comma 4, del TUF. Nel comunicato diffuso, Poste Italiane indica un corrispettivo composto da una parte in contanti e da una parte in azioni.
In particolare, per ogni azione TIM portata in adesione all’offerta, agli azionisti verrebbero riconosciuti 0,167 euro in denaro e 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane.
Sulla base di questi elementi, il valore complessivo riconosciuto per ciascuna azione TIM è stato indicato in 0,635 euro, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale del titolo TIM rilevato il 20 marzo 2026. Il controvalore totale dell’operazione viene stimato in circa 10,8 miliardi di euro.
Integrazione tra Poste Italiane e TIM
Poste Italiane ha spiegato che l’operazione rappresenterebbe, nelle sue intenzioni, una naturale evoluzione della propria strategia industriale di lungo periodo, rafforzando, secondo quanto indicato, la presenza del gruppo nella trasformazione digitale del Paese attraverso l’integrazione con una rete fissa e mobile di scala nazionale, infrastrutture cloud e data center, oltre ai servizi di connettività.
Nel documento diffuso oggi 22 marzo 2026, la società sottolinea che il nuovo gruppo combinato arriverebbe a circa 26,9 miliardi di euro di ricavi aggregati pro-forma e a circa 4,8 miliardi di euro di EBIT aggregato pro-forma, sulla base dei risultati finanziari 2025 e prima delle sinergie, con oltre 150 mila dipendenti complessivi.
Tra gli elementi evidenziati da Poste Italiane nel razionale industriale dell’operazione vi è il ruolo della propria piattaforma distributiva nazionale, che, in caso di completamento dell’offerta, verrebbe integrata con quella di TIM.
In particolare, il gruppo sottolinea la possibilità di combinare una rete fisica composta da circa 13.000 uffici postali, oltre 4.000 punti vendita TIM e più di 49.000 partner terzi, insieme a una base di oltre 19 milioni di clienti digitali attivi.
A questo si aggiunge l’App “P” di Poste Italiane, indicata come piattaforma digitale con oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri, che potrebbe essere utilizzata per l’integrazione di nuovi prodotti e servizi, inclusi quelli di telecomunicazione.
Nel comunicato viene inoltre evidenziato che, in questo contesto, TIM potrebbe assumere il ruolo di fornitore principale per lo sviluppo dei servizi di telecomunicazione all’interno del nuovo gruppo.
Poste Italiane indica infine che l’operazione, secondo le proprie valutazioni, contribuirebbe a rafforzare il posizionamento del gruppo come fornitore di servizi tecnologici, finanziari e logistici rivolti a cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni, anche grazie alle competenze nei settori cloud, gestione dei dati, intelligenza artificiale, Internet of Things e sicurezza informatica.
Nel documento viene inoltre richiamata la presenza internazionale di TIM, con particolare riferimento al mercato brasiliano, indicato come uno dei principali ambiti di generazione di valore per il gruppo.
Tra gli asset del gruppo rientrano, infatti, anche le attività in Brasile, tramite la controllata TIM Brasil.
Sinergie stimate e tempistiche
Dal punto di vista industriale, Poste Italiane stima sinergie complessive ante imposte per circa 0,7 miliardi di euro annui a regime, di cui circa 0,5 miliardi derivanti da sinergie di costo e oltre 0,2 miliardi da sinergie di ricavo.
Le sinergie di costo, secondo quanto indicato, potrebbero essere realizzate entro il secondo anno successivo al completamento dell’offerta, mentre quelle di ricavo in un orizzonte di tre anni.
Nel comunicato viene inoltre specificato che le iniziative legate alle sinergie di costo sarebbero attuate, secondo la società, senza impatti sull’impiego del personale degli Uffici Postali, della rete postale e pacchi e dei servizi di telecomunicazione.
Poste Italiane ricorda anche che il percorso di integrazione industriale e commerciale con TIM sarebbe già stato avviato negli ultimi mesi, a partire dall’acquisizione della prima partecipazione in TIM avvenuta a febbraio 2025.
La società cita, tra gli esempi, il contratto MVNO tra PosteMobile e la rete mobile TIM, la partnership nel settore energia con Tim Energia e nelle polizze assicurative di protezione, oltre ad altre iniziative in fase di sviluppo.
Possibili effetti su governance e assetto azionario
Nel comunicato, Poste Italiane evidenzia inoltre alcuni possibili effetti dell’operazione anche sul proprio assetto azionario e sulla governance del gruppo risultante.
In particolare, la società indica che, a seguito del completamento dell’offerta, le azioni Poste Italiane potrebbero beneficiare di un flottante più ampio e liquido, stimato in oltre 15 miliardi di euro, con una base azionaria composta sia da investitori istituzionali, italiani e internazionali, sia da una componente diffusa di investitori retail.
Sempre secondo quanto riportato, il gruppo combinato potrebbe contare su una governance definita stabile, anche grazie alla presenza dello Stato Italiano come azionista di maggioranza, con una partecipazione superiore al 50%, detenuta anche tramite Cassa Depositi e Prestiti.
Nel documento viene infine sottolineato che questo assetto, secondo le valutazioni della società, sarebbe orientato alla creazione di valore nel lungo periodo e al mantenimento di una performance sostenibile per gli azionisti.
L’operazione resta comunque subordinata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari e alle ulteriori condizioni che saranno precisate nel documento di offerta. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro la fine del 2026.
Il percorso di Poste Italiane nel capitale di TIM
Si ricorda che Poste Italiane aveva già rafforzato la propria presenza in TIM nel dicembre 2025, quando aveva acquisito la quota residuale detenuta da Vivendi, pari al 2,51% delle azioni ordinarie, per un controvalore di circa 187 milioni di euro.
A seguito di questa operazione, la partecipazione complessiva del gruppo era salita al 27,32% del capitale ordinario di TIM, rendendo Poste Italiane il principale azionista della società.
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