Lavoro

TLC, incontro al MIMIT fra Ministro Urso e Sindacati: “settore vicino a punto di non ritorno”

Ieri, 4 Luglio 2023, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) si è svolto un incontro sul settore delle telecomunicazioni, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, della Sottosegretaria Fausta Bergamotto e dei Rappresentanti dei Sindacati Nazionali del settore delle TLC.

Al tavolo di confronto, che segue quello avuto lo scorso 27 Giugno 2023 con i rappresentanti del settore delle installazioni di impianti per le telecomunicazioni, le Organizzazioni Sindacali hanno portato al centro del dibattito l’assenza di politiche industriali per il comparto che, per i Sindacati, si registra da oltre un ventennio, mettendo a rischio la tenuta occupazionale e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.

Lo hanno annunciato oggi, 5 Luglio 2023, le Segreterie Nazionali di SLC CGIL e FISTel CISL con un comunicato, ribadendo come, dal loro punto di vista, il settore delle telecomunicazioni sia ormai vicino a un punto di non ritorno.

Quello delle politiche industriali è una necessità condivisa anche dallo stesso Ministro Urso che, d’altro canto, secondo quanto riportato dal Ministero in una nota stampa, ha definito “positivo” l’incontro con i Sindacati di settore, ribadendo il bisogno di interventi per il comparto telco, non solo a livello nazionale ma anche europeo.

In questo contesto, Il Ministro ha evidenziato l’importanza della collaborazione con le parti sociali, in particolar modo con le Organizzazioni Sindacali, con una politica nazionale di filiera come obiettivo condiviso.

Di seguito, le parole di Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, che ha dichiarato:

Nel settore delle TLC sono stati fatti molti errori negli ultimi anni, sia in sede europea che nazionale, ma purtroppo non possiamo riavvolgere il nastro della storia ma solo cercare una soluzione concreta, praticabile per rilanciare un settore strategico nazionale.

Per questo motivo abbiamo fin da subito riattivato il tavolo di confronto con i principali attori del settore delle TLC per definire anche i prossimi provvedimenti legislativi.

In Italia e in Europa subiamo uno squilibrio insostenibile rispetto per esempio al mercato che si è configurato negli Stati Uniti, particolarmente penalizzante in Italia dove non si vi sono le condizioni per sostenere gli investimenti necessari.

Per questo motivo auspichiamo una revisione della politica europea nel settore e nel contempo siano in campo per colmare i ritardi in Italia con una soluzione di sistema che consenta di sviluppare appieno la rete nazionale.

Questa, invece, la dichiarazione di Fausta Bergamotto, Sottosegretaria del MIMIT, che sottolineando l’importanza di incontri come questi, per il raggiungimento di una soluzione comune, ha affermato:

È fondamentale per noi un confronto continuativo con tutti gli attori della filiera per poter finalmente realizzare un piano industriale nazionale che permetta il rilancio di uno dei principali asset strategici del nostro Paese.

Tra gli altri argomenti trattati all’incontro al MIMIT, si è passati alla vicenda Rete Unica TIM, proseguendo poi per la sostenibilità degli altri gestori, anch’essi interessati a processi di riorganizzazione, fino a discutere delle filiere degli appalti telefonici e dei call center.

Sul caso TIM, nello specifico, i Sindacati TLC hanno rinnovato la richiesta al Governo, come già fatto in passato ad altri Esecutivi, di prendere posizione sulla vicenda, ritenendo sbagliato il piano di quello che SLC CGIL e FISTel CISL definiscono “spezzatino dell’azienda”.

Relativamente alla vicenda, le Organizzazioni Sindacali hanno manifestato la propria preoccupazione per i numerosi lavoratori che potrebbero confluire nel mondo dei servizi, in seguito allo scorporo della rete di TIM.

Per i Sindacati, inoltre, oltre al posto di lavoro di quelle che si stimano essere migliaia di persone, il piano dell’operatore metterebbe a rischio anche la rilevanza dell’Italia sul piano europeo.

D’altra parte, i Rappresentanti Governativi, comunque rispettosi delle scelte che opererà il mercato, hanno ribadito come resta in capo all’Esecutivo la cosiddetta Golden Power, cioè la possibilità di bloccare l’operazione nel caso in cui il piano industriale di TIM non rispondesse a criteri di difesa occupazionale e infrastrutturali, nel senso di una rete di comunicazione a controllo pubblico.

Di seguito, si riporta il resto del comunicato di SLC CGIL e FISTel CISL, in merito all’incontro del 4 Luglio 2023 con il Ministro Adolfo Urso:

[…]

Come OO.SS. pur ringraziando il Governo per l’incontro non possiamo dirci soddisfatti anche perché non abbiamo colto una visione industriale sul futuro delle TLC.

Ma anche e soprattutto per aver registrato nei fatti una decisione già assunta che va nella direzione della separazione della rete dai servizi con una netta inversione del modello economico e industriale del settore sul quale già si è avviata WindTre.

Continueremo sino all’ultimo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per evitare al Paese un errore irreparabile come già avvenuto con la privatizzazione e difendere la qualità e i perimetri dell’occupazione dell’intera filiera delle TLC.

Alla fine dell’incontro, secondo quanto riportato dalle Segreterie Nazionali di SLC CGIL e FISTel CISL, il Governo ha confermato la disponibilità a condividere un percorso con i Sindacati, in grado di accompagnare le decisioni, che matureranno nel tempo, sui temi discussi al tavolo, a partire dalla tutela dell’occupazione.

Il Ministro Urso, inoltre, ha anche annunciato delle prossime decisioni legislative che, per i Sindacati TLC, potrebbero portare dei benefici a un settore come quello delle telecomunicazioni, definito da SLC CGIL e FISTel CISL “su una strada distruttiva e non più sostenibile”.

Editing Mattia Castro

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