Lavoro

TLC: incontro al MiSE sulla definizione di politiche industriali per la digitalizzazione del Paese

Lo scorso 24 maggio 2022 si è svolto presso il MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) un incontro sul settore delle TLC alla presenza dei Ministri, Vittorio Colao e Giancarlo Giorgetti, della Sottosegretaria del MISE, Anna Ascani, le Segreterie Nazionali di Slc Cgil – Fistel Cisl – Uilcom Uil, Asstel, AGCM, AGCOM, varie associazioni datoriali, e gli AD di alcune Telco e della filiera delle TLC.

L’incontro aveva lo scopo di definire le politiche industriali del settore, per accelerare l’infrastrutturazione digitale del Paese, anche alla luce delle sollecitazioni dovute alla crisi del comparto.

Il ministro Colao, in particolare, ha voluto ringraziare le aziende per la partecipazione ai bandi di gara, ha posto il tema del ritorno degli investimenti e ha dichiarato la volontà rilanciare il settore TLC in Europa.

Asstel, invece, ha presentato la propria piattaforma relativa agli interventi ritenuti più urgenti e necessari per accelerare il processo di implementazione infrastrutturale e per sostenere la digitalizzazione e la sostenibilità della filiera soggetta a “ipercompetizione”, con la relativa contrazione di ricavi e margini.

Nello specifico, si è fatto riferimento alle norme per definire i limiti elettromagnetici, semplificare la permessistica, intervenire sul costo dell’energia, riconoscere l’inflazione sulle tariffe e l’adeguamento dell’IVA al 5%, la rateizzazione del costo delle frequenze e l’avvio di politiche attive del lavoro, in modo da supportare la trasformazione digitale e favorire l’acquisizione di nuove competenze.

Le OO.SS. Confederali, dopo aver sottolineato i ritardi nella convocazione del tavolo, hanno considerato quest’ultimo “particolarmente affollato” per poter arrivare ad una sintesi sulle politiche di settore.

Slc Cgil – Fistel Cisl – Uilcom Uil, durante il tavolo TLC, hanno chiesto interventi per garantire la connettività come diritto universale dei cittadini, assicurando inclusione sociale in tutte le aree del Paese, oltre a sollecitare il finanziamento per l’avvio del fondo di settore, la definizione della certificazione per il rilancio dei CRM/BPO, il contrasto alle delocalizzazioni e il rispetto delle clausole sociali e delle tabelle ministeriali, soprattutto da parte delle aziende partecipate dello Stato.

Il sindacato confederale, poi, ha denunciato “il silenzio” sulla vertenza dell’appalto ITA e la necessità di riconvocare il tavolo per trovare una soluzione e garantire tutti i livelli occupazionali. Oltre a ciò, è stata sollecitata al Governo la richiesta di convocare il tavolo per Tim alla Presidenza del Consiglio, ritenendo sbagliato il piano dello “spezzatino” aziendale.

Le Segreterie Nazionali hanno altresì chiesto al Governo di assumersi le responsabilità sulla vicenda Tim nei confronti dei lavoratori e del Paese.

TLC

Di seguito le parole di Giorgetti al termine del tavolo sulle telecomunicazioni:

Dobbiamo trovare un punto di equilibrio tra gli interessi delle aziende, dei lavoratori e dei consumatori. Al tempo stesso bisogna avere ben chiaro che l’obiettivo è sviluppare una politica industriale del settore delle telecomunicazioni che possa beneficiare degli investimenti previsti dal PNRR per accelerare l’infrastrutturazione digitale del paese.

Dobbiamo tornare a fare politica industriale riscrivendo le condizioni dell’offerta per favorire da una parte l’investimento privato e dall’altro la sana concorrenza.

Giorgetti, inoltre, ha annunciato che “il confronto proseguirà su tavoli separati”, in favore di una soluzione condivisa in tempi brevi.

Per quanto riguarda gli interventi illustrati nel corso del tavolo TLC, il Ministro ha evidenziato come alcuni di essi abbiano un “costo politico” (come la riduzione dei limiti dell’inquinamento elettromagnetico e alcune semplificazioni normative) mentre altri un “costo economico da valutare con il MEF”.

Una volta concluso il tavolo TLC, le Segreterie Nazionali di Slc – Fistel – Uilcom hanno deciso di proclamare lo sciopero dei lavoratori del Gruppo Tim contro il piano industriale portato avanti dal nuovo management.

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