Tech 5G e IoT

I-Com e Join Group in collaborazione con WINDTRE: presentato report sul progetto Futur#Lab

Oggi, 25 Luglio 2022, l’Istituto per la Competitività (I-Com) e Join Group, società benefit di business advisory, hanno pubblicato un report dal titolo Le transizioni gemelle: digitale e sostenibilità alleati per cambiare l’Italia, realizzato nell’ambito di Futur#Lab, il progetto nato dalla collaborazione tra I-Com e WINDTRE.

L’obiettivo del progetto è contribuire agli scenari telco in Italia e al ruolo delle imprese del settore nell’accompagnare la transizione digitale del Paese, anche nella cornice del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

L’indagine è stata presentata a Roma nel corso della seconda tavola rotonda del progetto Futur#Lab, alla quale hanno partecipato, oltre al presidente di I-Com Stefano da Empoli e al direttore External Affairs and Sustainability di WINDTRE Roberto Basso, la presidente di Join Group Alessandra Bucci e il direttore dell’area digitale di I-Com Lorenzo Principali, che hanno illustrato la ricerca.

Hanno inoltre partecipato il presidente di Assobenefit Mauro Del Barba, il presidente di Fondazione per la sostenibilità digitale Stefano Epifani, il professore di Marketing, innovazione e sostenibilità dell’Università di Roma Tre Carlo Alberto Pratesi, l’Head of Networks & Managed Services Ericsson Italia e Sud Mediterraneo Massimo Basile, il direttore Finance & Corporate Affairs di Sogei Lucia Fioravanti, la direttrice Sustainability and Quality Certification WindTre Federica Manzoni, l’External Relations, Communication & Sustainability Director di Inwit Michelangelo Suigo, la deputata PD membro della Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni Enza Bruno Bossio, il deputato IV membro della Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni Marco Di Maio e il deputato della Lega membro della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici Tullio Patassini.

Nello specifico, alcuni dei temi principali che emergono dallo studio riguardano una serie di benefici, di breve e lungo periodo, registrati nelle aziende che investono nell’adozione di pratiche sostenibili nell’ambito del miglioramento del proprio impatto sull’ambiente e sulle persone.

Inoltre dal report risulta che le imprese, tra i fattori che avranno il maggior impatto in termini di sostenibilità ambientale e sociale, mettono al primo posto il cloud computing, le competenze digitali e la cybersecurity, oltre alla dematerializzazione, all’automazione e alla flessibilità dei processi.

Inwit Enel

Secondo lo studio, quindi, è fondamentale sostenere l’infrastrutturazione del 5G, per l’abilitazione di servizi in ambito IoT e dei vantaggi in termini di efficienza e sostenibilità che ne derivano, e anche incentivare la decarbonizzazione attraverso il digitale, tramite politiche che migliorino l’efficienza degli spostamenti, la dematerializzazione dei processi, la gestione delle operazioni e l’incremento delle attività di monitoraggio e valutazione degli impatti.

A questo proposito, una proposta centrale pare quella di finanziare voucher per l’acquisto di tecnologie performanti e sostenibili, sia da parte delle imprese finali che degli enti che fanno capo alla Pubblica Amministrazione.

A livello aziendale, invece, sempre secondo lo studio, potrebbe essere utile prevedere vantaggi fiscali per le reti private aziendali 5G, con anche tecnologie SD Wan, in particolare per l’automazione dei processi industriali in previsione alla transizione ad una Industria 4.0.

In questa direzione anche la proposta, rilevata da diverse aziende rispondenti, di lanciare una campagna di comunicazione istituzionale per promuovere la cultura digitale e diffondere una corretta informazione sul 5G.

Secondo il report, infatti, l’Italia risulta ancora indietro rispetto ai Paesi più avanzati in termini di copertura 5G standalone, raggiungendo a Maggio 2021 il 7,3% del territorio nazionale.

Per il 2026, però, sempre secondo l’indagine, le intenzioni di investimento degli operatori mostrano il raggiungimento di una copertura del 95% del territorio nazionale, anche senza intervento pubblico, con le regioni del Mezzogiorno che presenterebbero una copertura vicina al 100%.

Editing Mattia Castro

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