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Registro delle Opposizioni: Consiglio dei Ministri approva riforma contro telemarketing selvaggio

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E’ stata approvata oggi 21 gennaio 2022 dal Consiglio dei Ministri la riforma del registro pubblico delle opposizioni al telemarketing selvaggio.

Si tratta di un servizio pubblico e gratuito per tutti i cittadini che una volta iscritti negli elenchi del registro non potranno più essere contattati dall’operatore di telemarketing, a meno che quest’ultimo non abbia ottenuto specifico consenso all’utilizzo dei dati successivamente alla data di iscrizione oppure nell’ambito di un contratto in essere o cessato da non più di trenta giorni.

Il provvedimento, che ha recepito nel corso del suo iter normativo i pareri e le osservazioni espressi da tutte le istituzioni e amministrazioni coinvolte, diventerà operativo con decreto del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

In seguito il Ministero dello Sviluppo economico avvierà anche una campagna informativa rivolta a tutti i cittadini per far conoscere le procedure di attivazione dello strumento.

Questa nuova riforma estende l’applicazione anche ai cellulari oltre che ai numeri telefonici fissi e alla posta cartacea.

Il Ministro Giorgetti ha dichiarato: “Sono soddisfatto perché abbiamo approvato un’altra riforma importante molto attesa dai cittadini che hanno il diritto veder tutelata la loro privacy da attività promozionali invasive. Con questo strumento si punta finalmente a regolamentare un fenomeno che è diventato inaccettabile“.

Anna Ascani, Sottosegretaria al Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), ha commentato così l’approvazione in Consiglio dei Ministri, del nuovo regolamento del Registro Pubblico delle Opposizioni:

“Il via libera all’aggiornamento del Registro delle Opposizioni è un’ottima notizia per cittadini e consumatori che non vogliono ricevere chiamate indesiderate dai call center sul proprio numero telefonico fisso o mobile; come Mise abbiamo dato un contribuito decisivo a sbloccare l’impasse generato delle norme di legge che disciplinano il Registro oggetto di un conflitto interpretativo tra Agcom e Garante della Privacy: con gli emendamenti entrati in vigore a dicembre, e il passaggio in cdm di oggi, finalmente il percorso è completato e i cittadini saranno più difesi dal telemarketing selvaggio e dagli usi impropri di i dati personali e numeri telefonici

La riforma del Registro pubblico delle opposizioni era attesa da milioni di consumatori e dalle loro associazioni; mi sono impegnata affinchè il nuovo schema di regolamento estendesse il Registro Pubblico delle Opposizioni a tutte le numerazioni nazionali e anche ai numeri dei cellulari, e tutelasse il cittadino dalle chiamate indesiderate che avvengono sia con “operatore umano” che con sistemi automatizzati. Il nuovo regolamento definisce, inoltre, il funzionamento del Registro pubblico riguardo all’utilizzo dei dati personali presenti negli elenchi telefonici”.

Dopo il parere favorevole dei giorni scorsi del Garante della Privacy, anche il Movimento Consumatori si era espresso in merito allo schema di regolamento che intende riformare il Registro delle Opposizioni (RPO) contro il telemarketing aggressivo.

Il Registro delle Opposizioni è un servizio gratuito, fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) a partire dal 2010, che offre ai consumatori presenti nei vecchi elenchi telefonici pubblici (titolari di utenze telefoniche fisse) la possibilità di impedire agli operatori di telemarketing l’uso del proprio numero, dopo 15 giorni dall’iscrizione volontaria al registro.

Con l’approvazione della legge di riforma numero 5 del gennaio 2018, nei prossimi giorni, anche gli intestatari di una SIM per dispositivi mobili (circa 78 milioni di consumatori) potranno iscriversi al Registro e inibire le chiamate promozionali effettuate sia da operatori umani che da software appositamente programmati, azzerando, così, il consenso prestato in precedenza.

Di seguito, le parole di Paolo Fiorio e Corrado Pinna del Servizio legale Movimento Consumatori, in merito alla questione:

Sicuramente si tratta di una riforma che potenzia uno strumento di tutela dei servizi di telefonia come il Registro Pubblico delle Opposizioni, ma che lascia l’amaro in bocca per la tardività del provvedimento che, se emanato prima avrebbe probabilmente risparmiato a migliaia di utenti gli effetti dannosi di una pratica commerciale scorretta, invasiva e intollerabile, soprattutto per i soggetti più vulnerabili.

Secondo l’Associazione Movimento Consumatori il nuovo regolamento suscita ancora molti dubbi per il mantenimento del duplice sistema di raccolta del consenso (opt-in – autorizzazione esplicita acquisita prima della chiamata, per le telefonate generate da un software; opt-out – solo dopo la chiamata, l’utente può dire di non voler essere disturbato – per le telefonate dell’operatore umano).

L’associazione ha espresso la volontà di vigilare sulla corretta applicazione del nuovo regolamento, anche attraverso i feedback dei consumatori, nutre dei dubbi in merito al mantenimento del duplice sistema di raccolta del consenso, ritenendo più efficace estendere l’opt-in non solo alle telefonate generate da software, ma anche a quelle tradizionali.

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