Telecomunicazioni

Italia Digitale 2026: i 5 obiettivi del Governo tra cloud, cybersecurity e banda ultralarga

Il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, guidato dal Ministro Vittorio Colao, ha sintetizzato i suoi obiettivi chiave per la trasformazione digitale entro il 2026.

Gli obiettivi, già citati in passato anche dal Ministro stesso, sono connettività, servizi, competenze, cloud e cittadinanza digitale. Per tutti questi, si sfrutteranno anche le risorse del PNRR dedicate alla transizione digitale, che rappresentano il 27% delle risorse totali messe sul campo.

Il piano per il 2026 si sviluppa su due assi: il primo riguarda le infrastrutture digitali e la connettività a banda ultralarga, mentre il secondo si concentra sugli interventi per la trasformazione della Pubblica Amministrazione in chiave digitale.

Nello specifico, per le reti ultraveloci sono stati dedicati 6,71 miliardi di euro, mentre per la digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni la somma impiegata è di 6,74 miliardi di euro.

Reti Ultraveloci nel Piano Italia Digitale 2026

Per le reti ultraveloci, il Ministero ha ricordato che la Digital Compass dell’UE stabilisce di garantire entro il 2030 la connettività a 1 Gbps per tutte le famiglie e la piena copertura 5G nelle aree popolate.

L’ambizione già espressa più volte dal Ministro Vittorio Colao è quella di garantire le connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale entro il 2026. La copertura sarà garantita con reti a banda ultra-larga in fibra FTTH, FWA e 5G a vantaggio di cittadini e imprese.

La Digitalizzazione delle PA

Per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, invece, si partirà dalla migrazione al cloud delle amministrazioni, per accelerare l’interoperabilità tra gli enti pubblici, seguendo il principio “once only” con cui le PA devono evitare di chiedere a cittadini e imprese informazioni già fornite in precedenza, seppur in contesti diversi.

A ciò si aggiunge chiaramente la cybersecurity per rafforzare le difese delle PA e l’estensione dei servizi ai cittadini, con il miglioramento della loro accessibilità.

Focus anche su Cybersecurity

A proposito di CyberSecurity, Il Ministero per l’Innovazione Tecnologica ha evidenziato come la digitalizzazione finisca per incrementare il livello di vulnerabilità da minacce cyber, tramite frodi, ricatti informatici o attacchi terroristici.

Per questa ragione, il piano Italia Digitale 2026 contiene anche importanti misure per il rafforzamento delle difese cyber, a partire dall’attuazione del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica.

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In questo caso, gli investimenti saranno organizzati in 4 aree di intervento principali. In primo luogo, saranno rafforzati i presidi di front-line per la gestione degli alert e degli eventi a rischio intercettati verso la Pubblica Amministrazione e verso le imprese di interesse nazionale.

Inoltre, saranno irrobustite le capacità tecniche di valutazione e audit continuo della sicurezza di apparati elettronici e applicazioni usate per l’erogazione di servizi critici e si investirà nell’immissione di nuovo personale, sia nelle aree di pubblica sicurezza che di polizia giudiziaria.

Infine, saranno irrobustiti gli asset e le unità incaricate della protezione della sicurezza nazionale e della risposta alle minacce cyber.

Riassumendo, i cinque obiettivi prevedono l’impiego dell’identità digitale per il 70% della popolazione; il restringimento del gap in termini di competenze digitali con almeno il 70% della popolazione digitalmente abile; il 75% delle Pubbliche Amministrazioni dotate di servizi in cloud; l’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online; il 100% delle famiglie e delle imprese coperte con reti a banda ultra-larga in collaborazione con il MiSE.

 

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