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TIM si impegna per il barring dei Servizi VAS di default sulle nuove SIM e utilizzo di OTP

TIM, a seguito di un procedimento sanzionatorio in merito, si è impegnata con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ad introdurre alcune funzionalità per evitare le attivazioni senza un esplicito consenso dei servizi VAS, i cosiddetti servizi premium a sovrapprezzo.

Lo ha reso noto la stessa AGCOM, che ha pubblicato oggi, 6 Ottobre 2020, la Determina n. 117/20/DTC con allegata la proposta di impegni definitiva presentata da TIM relativamente al procedimento sanzionatorio n. 12/20/DTC.

Secondo quanto riportato nella determina dell’AGCOM, lo scorso 31 Luglio 2020 l’Autorità aveva infatti avviato nei confronti di TIM l’atto di contestazione n. 12/20/DTC che aveva come oggetto la “violazione dell’art. 1, comma 3-quater, del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni in legge 2 aprile 2007, n. 40, per non aver adottato, con la dovuta tempestività ed esaustività, misure idonee a prevenire l’attivazione dei servizi premium in assenza del previo consenso degli utenti e a impedirne l’addebito anche in casi di chiara incompatibilità del servizio con l’espressione del consenso”.

AGCOM impegni

L’atto di contestazione in questione non sembra essere stato pubblicato sul sito dell’Autorità, ma da quello che si può evincere l’argomento riguarda le mancate misure adottate da TIM per le attivazioni non conformi dei servizi VAS, per cui è anche già in corso una consultazione da parte di AGCOM per adottare il barring automatico e l’attivazione solo con PIN., su cui si anche espressa negativamente AssoCSP.

Come già successo in occasione di procedimenti analoghi per Vodafone e Fastweb, ai sensi dell’articolo 13 dell’attuale Regolamento in materia di sanzioni amministrative e impegni, in seguito all’atto di contestazione dell’AGCOM anche TIM ha potuto presentare (“purché abbia cessato la condotta oggetto di contestazione”) una proposta preliminare di impegni, che secondo il Regolamento dovrebbe essere “finalizzata a migliorare le condizioni della concorrenza nel settore rimuovendo le conseguenze anticompetitive dell’illecito attraverso idonee e stabili misure”.

La suddetta proposta preliminare di impegni di TIM è stata acquisita dall’AGCOM il 31 Agosto 2020, mentre successivamente l’operatore ha poi trasmesso in data 18 Settembre 2020 la versione definitiva di impegni.

Nella riunione dello scorso 23 Settembre 2020 il Consiglio dell’Autorità ha deciso di ritenere ammissibili le proposte fatte da TIM, e con la determina odierna ha dunque pubblicato in un documento allegato gli impegni presi, in una “versione non confidenziale”.

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TIM servizi

Il primo impegno preso dall’operatore riguardo ai servizi VAS consiste nell’introdurre entro il mese di Novembre 2020 il cosiddetto barring, ossia un blocco di default su tutte le nuove SIM per la fornitura dei servizi VAS di provider terzi (ad esclusione dei servizi bancari e di quelli per il mobile ticketing, per il trasporto pubblico, per i parcheggi ed il voting).

Secondo quanto riportato nel documento degli impegni di TIM, le SIM native Machine to Machine (M2M) per la clientela business e quelle Person to Person che sono inserite in Machine to Machine avrebbero già il barring.

In questo modo, l’utente interessato alla fruizione di questi servizi dovrà richiedere espressamente la rimozione del blocco attraverso “un’apposita procedura del tutto gratuita”, che consentirà quindi di acquisire inequivocabilmente il consenso del cliente.

Secondo quanto dichiara l’operatore, questo impegno si aggiunge a quanto già implementato “circa il blocco automatico delle attivazioni di nuovi servizi VAS per i clienti domiciliati consumer e per tutti i clienti business che aderiscono alle nuove offerte”, a cui si sono poi aggiunti anche i clienti che hanno attivato l’offerta TIM Unica (l’offerta convergente fisso mobile di TIM) e le offerte per i nuovi clienti nel segmento internazionale.

Il secondo impegno assunto da TIM nei confronti dell’Autorità riguarda l’impiego generalizzato del meccanismo OTP (One Time Password).

Entro Novembre 2020, infatti, TIM si impegna ad introdurre un nuovo meccanismo di attivazione dei servizi VAS di provider terzi, che prevede l’espressione del consenso da parte del cliente, manifestata su una Landing Page sotto il controllo di TIM, esclusivamente attraverso una triplice operazione: completa digitazione del proprio numero telefonico; inserimento, sempre su pagina TIM, di un codice OTP inviato tramite SMS al numero fornito dal cliente; digitazione del pulsante “conferma” o “abbonati”.

Così facendo TIM si impegna ad impiegare in maniera generalizzata il sistema della OTP (anche per acquisti singoli) per ricevere la volontà del cliente di accedere a un dato servizio, che si differenzia dalla modalità adottata nella maggior parte dei casi in cui è sufficiente un doppio click.

Infatti, con il nuovo sistema che adotterà TIM, in totale il cliente, prima di attivare un servizio premium, dovrà effettuare 17 digitazioni sul proprio cellulare, rispetto alle attuali 2 previste dal sistema del doppio click.

Secondo l’operatore questa impostazione rende indubbia la manifestazione del consenso e, al contempo, elimina il rischio di attivazioni fraudolente, dato che richiede necessariamente una duplice manipolazione di carattere personale, tramite la digitazione del numero telefonico e l’inserimento dell’OTP”.

VAS barring

Il terzo impegno inserito nel documento di TIM e pubblicato da AGCOM riguarda il prossimo avvio di una campagna di comunicazione che sarà rivolta ai clienti dell’operatore.

TIM si impegna quindi a svolgere a partire dal mese di Novembre 2020 e fino al 31 Dicembre 2020 una compagna informativa che coinvolgerà i clienti TIM di rete mobile (escluse le “sole SIM che sono già in black list”), così da portare all’attenzione di questi ultimi le modalità per inserire o disinserire il barring dei servizi VAS sulla propria SIM.

TIM svolgerà questa campagna tramite diversi canali comunicativi, come il sito web, l’app My TIM, via SMS e altro. In parallelo, TIM fornirà direttive “precise alla funzione di customer care”, per rispondere a segnalazioni, richieste di chiarimenti ed eventuali reclami.

Infine, in merito alla funzione di vigilanza degli impegni assunti, TIM propone che il monitoraggio e la verifica della nuova modalità di accesso siano garantiti da un organismo di vigilanza, composto da un membro indicato dall’Autorità, un membro indicato da TIM stessa e un membro scelto dall’AGCOM tra professori universitari o professionisti di società di consulenza indipendenti.

Una volta costituito, l’organismo di vigilanza si doterà di un Regolamento Interno per le proprie attività. L’organismo invierà all’Autorità un report semestrale, entro il 30 Giugno ed entro il 31 Dicembre di ciascun anno, con la descrizione delle attività di verifica svolte. Secondo quanto riportato, l’organismo svolgerà le sue funzioni per un periodo di 24 mesi, eventualmente rinnovabile per altri 12 mesi su richiesta dell’AGCOM.

 

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