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Reti: lo scenario delle torri europee tra efficientamento degli investimenti e fondi internazionali

In un contesto particolarmente impattato dalla pandemia di Coronavirus, che ha richiesto agli operatori nuovi sforzi per adeguare le proprie infrastrutture, il settore delle telecomunicazioni continua a far leva sulle torri e le antenne per lo sviluppo di reti a prova di futuro.

In Italia e in Europa, le società delle torri e gli operatori infrastrutturati continuano a investire sulle antenne per una migliore copertura, stimolate anche dai fondi internazionali che stanno inserendosi nella partita.

Come noto, TIM e Vodafone hanno dato vita alla nuova Inwit, una nuova entità nata dall’unione tra le infrastrutture delle aziende in Italia e che può adesso contare su 22.000 assets per accelerare anche sullo sviluppo del 5G in Italia.

Parallelamente, Cellnex non sembra intenzionata a rallentare la sua espansione in tutta Europa, avendo raggiunto ormai quota 61.000 siti, di cui 14.400 in Italia, 13.600 in Francia e oltre 10.400 in Spagna.

Si tratta di un valore quasi dieci volte superiore a quello del 2014, quando la società delle torri spagnola vantava 7000 siti, prevalentemente in patria.

Inwit Fusione

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, adesso Cellnex sarebbe pronta a un nuovo aumento di capitale, il terzo in poco più di un anno, per circa 1 miliardo di euro, destinato con tutta probabilità a nuovi progetti di espansione, dopo quelli conclusi di recente nel Regno Unito e in Portogallo.

Anche gli altri operatori stanno però preparando altre mosse per le infrastrutture europee. Ad esempio, TIM sarebbe vicina a un accordo con un consorzio di fondi capitanati da Ardian per cedere una quota di minoranza della sua partecipazione in Inwit. L’operazione potrebbe far incassare a TIM fino a 1,5 miliardi di euro e sarebbe dunque in linea con i piani di riduzione del debito che hanno costituito uno dei drivers più rilevanti per l’operazione con Vodafone Towers.

Dal canto suo, Vodafone Group ha presentato l’operazione italiana su Inwit come un esempio particolarmente virtuoso della sua strategia sulle torri, ma il percorso di razionalizzazione del portafoglio non è ancora terminato.

Come ricordato a più riprese dal management, anche nell’ultima live conference per la presentazione dei risultati, Vodafone ha infatti intenzione di puntare fino all’anno prossimo sul completamento della sua società delle torri in Europa, con un’offerta pubblica iniziale stimata all’inizio dell’anno prossimo.

E un altro player europeo di rilievo è CK Hutchison, la holding di Hong Kong proprietaria di WindTre, che nella presentazione dei risultati a Marzo 2020 ha evidenziato di essere a buon punto per completare la separazione strutturale completa delle torri, per un totale di 28.500 siti nel vecchio continente.

Periodo di mutamenti, dunque, per il settore delle telecomunicazioni, che nonostante i rallentamenti prevedibili in queste settimane continua a puntare sul suo rinnovamento e su una strategia di razionalizzazione e valorizzazione degli assets che guideranno la crescita con l’arrivo del 5G.

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Il Sole 24 Ore

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