Reti e Frequenze

Le Iene: il telefonino fa male alla salute? Ecco come prevenire

Nella puntata di ieri sera 19 Novembre 2019 della trasmissione Le Iene, si è tornati a discutere sui rischi dell’utilizzo del telefono per la salute umana. Il cellulare causa il cancro? È questa la domanda che si pone Matteo Viviani nel suo servizio, e che rivolge alla Dottoressa Fiorella Belpoggi, Direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro Ramazzini, a Bologna.

La prima visita de Le Iene al Centro di Ricerca risale al 2013, periodo in cui alcuni studiosi, come il dottore Soffritti, stavano conducendo delle sperimentazioni per verificare i danni di un campo elettromagnetico su alcuni animali. Adesso, lo studio del Centro Ramazzini avrebbe raggiunto alcune conclusioni.

Secondo la Dottoressa Fiorella Belpoggi, le evidenze raccolte confermerebbero un pericolo: il telefono è un dispositivo che potrebbe portare a delle conseguenze negative rilevanti anche sulla salute umana, per via delle onde elettromagnetiche propagate.

Le Iene mostrano anche alcuni test condotti con dei ricercatori, per dimostrare come l’intensità del campo elettrico diminuisca allontanando il telefono dalla testa (in termini di volt per metro).

Inoltre, i posti peggiori per telefonare sembrerebbero essere la macchina e il treno, in quanto un cellulare in movimento che tenta di rimanere agganciato alla rete durante una chiamata emette più radiazioni.

Le Iene
Fonte: Le Iene

Vengono poi presentate alcune presunte “vittime” di tumori benigni al cervello, che in qualche modo sembrerebbero tutte collegate a un uso particolarmente intenso del telefono, fino a 5 o 7 ore al giorno. Nello specifico, è interessante sottolineare come le ricerche condotte e i risultati presentati si basino sull’assunto che il telefono vada tenuto appoggiato all’orecchio per parlare.

Quanto fin qui esposto, infatti, riguarda la vera e propria telecomunicazione (non solo tra dispositivi cellulari, in quanto vengono studiati i rischi delle onde elettromagnetiche propagate da radio, televisione, computer e altri prodotti), vale a dire le chiamate tra due cellulari, non il loro semplice utilizzo in veste di smartphone (che comunque esporrebbe gli utenti a radiofrequenze).

A riguardo, viene citato lo scandalo “Phonegate” scoppiato grazie al medico francese Marc Arazi, che aveva scoperto come alcuni test di certi produttori famosi per certificare i limiti delle emissioni fossero stati svolti testando i cellulari a una certa distanza dall’orecchio.

In altri termini, alcuni produttori avrebbero in passato certificato i limiti con tecniche obsolete (utilizzate anche vent’anni fa, quando l’utilizzo dei cellulari era molto ridotto) e simulando chiamate con telefono lontano dal corpo, anche solo a 1,50 centimetri di distanza dall’orecchio umano, che, fa notare Matteo Viviani, rappresenta un utilizzo quantomeno innaturale.

A riguardo, si ricorda che sono stati svolti altri test sulle distanze e le intensità dei campi elettromagnetici anche in una puntata di Petrolio andata in onda nel Febbraio di quest’anno.

Nel complesso, tra i danni alla salute umana dovuti all’utilizzo in fase di chiamata e quelli generati dallo smartphone tenuto addosso anche in condizione di “non utilizzo”, la Dottoressa Fiorella Belpoggi avanza una probabilità dell’1,4% che una persona si ammali di tumore a causa di un uso eccessivo dello smartphone.

le iene cellulare salute
Fonte: Le Iene

Il servizio si conclude con dei consigli per la collettività, volti ad aiutare il singolo cittadino a ridurre i rischi. In primo luogo, si suggerisce (come prevedibile) di evitare di tenere il cellulare attaccato all’orecchio, utilizzando il vivavoce o le cuffie, preferibilmente non wireless. Secondariamente, si consiglia di non tenere il tleefono vicino al cuore o alle parti intime e di non utilizzarlo nei mezzi in movimento.

Nella notte, viene consigliato invece di non tenere il telefono a letto o sotto il cuscino, ma di lasciarlo, seppure acceso, ad almeno un metro di distanza dal proprio letto. Per finire, se si vuole consegnare uno smartphone ai più piccoli per svago o per gioco, viene suggerito di attivare prima la cosiddetta modalità aereo.

 

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