L’andamento delle linee broadband in Italia: crescono ancora quelle sopra i 100 Mbit al secondo


Nel corso dell’ultimo anno, in Italia, si è assistito a un notevole incremento degli accessi broadband e ultrabroadband nella rete fissa. Gli utenti sembrano infatti comprendere con più facilità i vantaggi di una velocità di connessione più elevata e ad oggi le linee broadband hanno superato i 17 milioni di accessi.

Nell’ultimo osservatorio AGCOM, riferito al primo trimestre del 2019, è stato mostrato come gli accessi su rete a banda larga siano incrementati di 290.000 unità su base annua, mentre le linee DSL continuano a diminuire di ben 2,36 milioni di unità anno su anno.

Analizzando le singole velocità, nel mese di Marzo del 2019, secondo quanto riscontrato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il peso degli accessi con velocità maggiore o uguale a 30 Mbit al secondo ha superato il 48% del totale delle linee broadband e ultrabroadband, mostrando una crescita annuale quantificabile in 2,53 milioni di accessi, di cui 570.000 solo nell’ultimo trimestre.

Per quanto concerne invece  gli accessi con velocità compresa tra i 30 e i 100 Mbit al secondo, essi sono aumentati di 1,13 milioni di linee in un anno, per un totale di 4,78 milioni di accessi. Ad aumentare sono anche gli accessi con velocità maggiore di 100 Mbit al secondo, che si attestano a quota 3,49 milioni, con 340.000 nuove unità nel primo trimestre del 2019.

   

L’incremento della domanda di servizi di connettività a più elevata velocità comporta, come è giusto che sia, una riduzione nell’utilizzo delle tecnologie oramai più obsolete. Così, gli accessi con velocità compresa tra i 10 e i 30 Mbit al secondo sono scesi di circa un milione di unità in un anno e rappresentano oggi solo il 28,8% delle linee totali; discorso simile per gli accessi a velocità inferiore ai 10 Mbit al secondo, che sono diminuiti di 1,2 milioni di unità.

Nel complesso, senza distinguere tra le velocità di connessione, TIM dispone una quota di mercato complessiva del 43,2%, in calo a vantaggio di Vodafone e Fastweb, con il 16,3% e il 15,1% rispettivamente.

Analizzando però gli accessi per singola velocità commercializzata, si nota come, sotto i 10 Mbit al secondo, TIM mostri una quota del 67%, per via della “pregressa presenza storica nei servizi a larga banda”. La quota scende al 28,1% nella classe di velocità compresa tra i 10 e i 30 Mbit al secondo e torna al 70% in quella compresa tra i 30 e i 100 Mbit al secondo. Per finire, nella classe di velocità superiore ai 100 Mbit al secondo, a troneggiare è Fastweb, con il 39,3% del totale.

In basso, è possibile osservare un grafico, tratto proprio dall’ultimo osservatorio AGCOM. Si tratta degli accessi per classi di velocità, dove il totale ha raggiunto quota 17,04 milioni nell’anno in corso, contro i 14,43 milioni del 2015. Ciò che però risalta particolarmente è la curva di crescita delle velocità comprese tra i 30 e i 100 Mbit al secondo, o superiori ai 100 Mbit al secondo.

Come sopra accennato, i dati fin qui riportati sono ben diversi da quelli riscontrabili anche solo un anno fa. Nei suoi ultimi risultati finanziari, ad esempio, Vodafone Italia mostra una crescita netta dei clienti di rete fissa, che hanno raggiunto adesso quota 3 milioni, di cui 2,8 milioni in banda larga e 1,8 milioni in fibra, in crescita del 38,2% rispetto all’anno scorso.

Per l’operatore rosso quello fisso è un segmento di estrema rilevanza: recente è l’estensione della partnership strategica con Open Fiber per la diffusione dei servizi ultrabroadband nei 7635 comuni delle aree  bianche.

Discorso simile anche per TIM, la cui migrazione alla fibra continua, con un totale di quasi 6,3 milioni di linee, sulle 17,6 milioni totali. L’operatore ha avuto modo di rimarcare, nella call conference con gli azionisti, come la crescita dell’ARPU della rete fissa sia trainata proprio dal segmento broadband, che sale del 17,2% anno su anno.

Di recente, in vista della possibile integrazione tra TIM e Open Fiber, Fastweb ha reso noto di voler continuare a puntare sulla copertura dei suoi servizi wholesale ultrabroadband con lo scopo di diventare il principale operatore alternativo di connettività a banda ultralarga all’ingrosso.

L’operatore ha già siglato numerosi accordi per offrire servizi di connettività all’ingrosso, e nelle città in cui Fastweb e FlashFiber sono attivi, lo sviluppo della rete FTTH ha raggiunto 4 milioni di famiglie e imprese. Nel resto del territorio italiano, invece, sono offerti servizi in tecnologia VULA basati sulla rete proprietaria FTTC o sulla rete di TIM.

 

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