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TIM: torna a salire l’ARPU mobile. Indebitamento in calo grazie agli accordi

Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato la relazione finanziaria al 30 Giugno 2019, presentando risultati in linea con la guidance di Gruppo in questo secondo trimestre del 2019. In particolare, gli accordi dell’ultimo trimestre hanno seriamente alleggerito la situazione debitoria dell’operatore.

I ricavi totali del Gruppo TIM nel secondo trimestre del 2019 hanno raggiunto quota 4.523 milioni di euro, ovvero il 3,9% in meno rispetto all’anno scorso. I ricavi da servizi sono invece pari a 4.143 milioni di euro, in calo del 2,5% rispetto all’anno scorso ma in lieve miglioramento rispetto al primo trimestre del 2019.

E’ invece in netto incremento l’EBITDA, a quota 4,1 miliardi di euro (+8,9%) grazie all’ottimizzazione dei costi.

Nel segmento fisso, TIM mostra un incremento dell’ARPU Consumer e broadband rispettivamente pari all’8,3% e al 17,2% su base annua; inoltre, sono stati raggiunti nuovi clienti fibra, retail e wholesale, che raggiungono i 6,3 milioni di linee, con una crescita del 45% anno su anno e del 5,6% rispetto al primo trimestre 2019.

Il segmento del wholesale domestico mostra ricavi in crescita del 14,4% anno su anno grazie a una solida migrazione dei clienti da rame a fibra.

Nel segmento mobile, l’ARPU inizia finalmente a invertire direzione e cresce rispetto ai valori del trimestre precedente, passando a 12,5 euro per linea. Inoltre, il fenomeno della portabilità in uscita risulta attenuato anche per TIM: ciò rappresenterebbe secondo il board “un segnale di un ritorno alla normalità del mercato”. Nello specifico, l’indice delle MNP segna un calo del 36% anno su anno e dell’11% rispetto al trimestre precedente.

A fine Giugno 2019, il numero complessivo di linee mobili di TIM si attesta a quota 31,7 milioni di unità, in crescita dello 0,1% anno su anno.

Ancora una volta, TIM Brasile mostra ricavi in crescita, del 2,4% anno su anno, confermando gli obiettivi di guidance. In questo mercato, l’ARPU medio è in crescita del 5,5% rispetto all’inizio del 2018, grazie al riposizionamento nel segmento post-paid.

Luigi Gubitosi TIM
Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato di TIM

TIM mostra un livello di indebitamento in netto calo, di 539 milioni di euro da inizio anno e di 349 milioni nel trimestre. In totale, l’indebitamento finanziario netto è ora pari a 24,7 miliardi di euro.

Supporterà questo trend anche la cessione di Persidera, la cui finalizzazione, prevista entro l’anno in corso, ridurrà l’indebitamento netto di altri 160 milioni di euro circa.

Sempre in tema di partnership, TIM ha ricordato la firma dell’accordo con Vodafone per la condivisione della rete 4G e 5G, che darà vita alla più grande società delle torri italiana, e un nuovo accordo con Sky per permettere a TIM di commercializzare l’offerta NowTV-Ticket Sport con 7 partite su 10 della serie A TIM 2019/2020.

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In termini di investimenti, i risultati finanziari di TIM mostrano un totale di 1.481 milioni di euro, di cui il 75% rivolto al mercato domestico e la restante parte a quello del Brasile.

Nel mercato domestico gli investimenti sono in lieve riduzione, di 98 milioni di euro, a causa del raggiungimento dei livelli di copertura fissa e mobile; in Brasile, la flessione è di 18 milioni di euro.

Per il trimestre concluso, dunque, il piano TIMe to Deliver and Delever è riuscito a ridurre il debito dell’azienda, grazie a importanti accordi di condivisione che secondo Luigi Gubitosi si rivelano necessari in un contesto competitivo come quello italiano e a fronte di spese così elevate come quelle dell’asta 5G.

La guidance per il 2019 può dirsi dunque fino ad ora rispettata e TIM continuerà ad applicare il suo piano strategico per il 2019.

 

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