Iliad punterà sulla sua rete di proprietà: Benedetto Levi sul roaming con Wind Tre, ARPU, 5G e rete fissa


La rivoluzione di Iliad continua dopo mesi di successi. Adesso, però, l’operatore vuole puntare sulla sua rete di proprietà, al fine di rendersi indipendente da Wind Tre.

E’ quanto afferma l’Amministratore Delegato di Iliad in un’intervista di oggi, 7 Gennaio 2019, al quotidiano La Repubblica Affari&Finanza.

Iliad è giunto sul mercato italiano appena sette mesi fa e Benedetto Levi sottolinea come il suo ingresso abbia comportato, tra le altre cose, il lancio di un marchio all’epoca sconosciuto, una rete da costruire in fretta e la partecipazione all’asta 5G in veste di nuovo entrante.

Iliad Benedetto Levi

Benedetto Levi, Ceo di Iliad Italia

   

Il giovane CEO di Iliad Italia ha avuto modo di rispondere alle polemiche e alle critiche che circolavano prima del lancio. Quelli che venivano definiti da Levi come rumors sull’affidabilità della rete nei primi giorni post-lancio in realtà si scontrerebbero con la constatazione del fatto che “fin dai primi momenti la copertura è stata buona, anche per quanto riguarda il 4G”.

Iliad, agli occhi di Benedetto Levi, ha fatto un’importante scommessa decidendo di concentrarsi proprio sul traffico dati e sul passaparola degli utenti. E oggi, conta 12 uffici in tutta Italia, la cui operatività si moltiplicherà nel 2019 con i primi passi per lo sviluppo del 5G, non appena verranno effettivamente consegnate le prime frequenze.

Anche la rete commerciale cresce di pari passo, con 140 punti vendita tra Corner e Store, come l’ultimo di Via Toledo, a Napoli.

Tuttavia, non sarebbe il prezzo contenuto delle tariffe ad aver regalato a Iliad il suo grande successo:

“Parlare solo di tariffe non spiega il nostro successo. Quello che davvero ha fatto la differenza è stata la trasparenza e la totale assenza di costi nascosti nelle nostre offerte.”

Ma le offerte di Iliad, come la Giga 50 a 7,99 euro al mese, hanno più volte fatto riflettere circa l’effettiva sostenibilità da parte dell’operatore, in roaming sulla rete di Wind Tre.

Benedetto Levi risponde, in tal senso, ribadendo come il progetto di Iliad per il lungo termine sia quello di creare una società sana e sostenibile. Il primo passo è la creazione della rete proprietaria, che permetterà alla quota di roaming di decrescere progressivamente.

Per finire, Benedetto Levi concede due risposte molto attese dalla community di Iliad, che aveva lasciato trasparire il suo interesse sui social già da settimane. Per quanto riguarda l’acquisto di terminali, infatti, Benedetto Levi ha affermato che presto verranno annunciate delle novità, senza però fornire ulteriori dettagli.

Per la tanto richiesta offerta in fibra per il segmento fisso, invece, Benedetto Levi conferma che molti utenti stanno domandando tale servizio, ma l’operatore ha ancora intenzione di restare concentrato sul mercato mobile. In futuro, si potrà valutare tale investimento.

E quando viene ricordato che Sky nella metà del 2019 potrebbe iniziare a offrire accesi web in fibra, Benedetto Levi afferma che la strategia di Iliad non verrà definita in funzione delle mosse dei concorrenti.

Sebbene Levi non abbia voluto divulgare i numeri esatti, la crescita di Iliad anche a conclusione dell’anno continua a essere positiva. Poi, con una sua riflessione suggerisce che l’ARPU italiano prima di Iliad non era effettivamente basso come si poteva ritenere, in quanto il nuovo quarto operatore è riuscito agevolmente a trovare il suo spazio.

Infatti, secondo Levi, l’ARPU non tiene spesso conto dei costi nascosti, delle opzioni obbligatorie e delle rimodulazioni, che finirebbero per fare impennare il ricavo medio per singolo utente, se propriamente computate.

Si ricorda che i risultati del terzo trimestre del 2018 di Iliad mostravano oltre 2,23 milioni di clienti a fine Settembre, a distanza di 4 mesi dal lancio.  Stando ai dati riportati, il fatturato del Gruppo di Xavier Niel in Italia, attraverso Iliad, è di 55 milioni di euro, di cui 46 milioni nel terzo trimestre. Nel complesso, fino a quel momento, il Gruppo aveva segnato un fatturato di circa 3,640 miliardi di euro.

 

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