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TIM, gli aumenti di prezzo continueranno anche nel 2026: le parole di Labriola e Rossini

Nei giorni scorsi, TIM ha fornito i dati aggiornati in merito agli aumenti di prezzo che hanno coinvolto i già clienti di rete fissa e rete mobile TIM nei primi 9 mesi del 2025, che secondo quanto dichiarato dai dirigenti dell’operatore continueranno anche alla fine dell’anno e nel 2026.

I nuovi dati relativi agli aumenti di prezzo effettuati dall’operatore nel corso del terzo trimestre 2025, e in generale in questi primi 9 mesi del 2025, sono stati resi noti anche durante la consueta Conference Call del Gruppo TIM, che si è svolta dalle ore 11:00 di Giovedì 6 Novembre 2025.

Durante questo evento, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM, Pietro Labriola, per l’ultima volta insieme ad Adrian Calaza, il Chief Financial Officer (CFO) le cui dimissioni sono diventate effettive, a cui è subentrato Piergiorgio Peluso, ha condotto la presentazione (ecco il documento completo con le slide) con cui sono stati illustrati i risultati del Gruppo del terzo trimestre 2025 (quindi anche dei primi 9 mesi dell’anno), cioè fino al 30 Settembre 2025, approvati dal CdA del 5 Novembre 2025.

Dunque, oltre ad illustrare la situazione finanziaria dell’operatore alla fine del terzo trimestre 2025, e ai commenti dell’AD Labriola sui rumors di una possibile fusione tra Iliad Italia e WINDTRE, anche questa volta si è parlato delle campagne di rimodulazioni che hanno colpito alcuni clienti TIM di rete fissa e di rete mobile nei primi 9 mesi del 2025.

Infatti, come era stato annunciato nei mesi scorsi, dopo le azioni di repricing effettuate nei primi 6 mesi del 2025, le rimodulazioni sulla base clienti di TIM sono proseguite anche nel terzo trimestre del 2025.

Nel corso della Conference Call, su questo argomento è intervenuto anche Andrea RossiniChief Consumer, Small & Medium Business Market Officer di TIM, che ha risposto alle domande poste dagli analisti finanziari in merito alla strategia dell’operatore sugli aumenti di prezzo ai clienti.

I dati delle rimodulazioni di TIM nei primi 9 mesi del 2025 e le considerazioni dell’AD Labriola

Innanzitutto, nel corso della sua presentazione, l’Amministratore Delegato Pietro Labriola ha affermato che anche nel terzo trimestre del 2025 sono proseguiti gli aumenti di prezzo sui già clienti TIM, specificando che in questo caso l’operatore si è concentrato principalmente nel segmento mobile.

Nel dettaglio, secondo quanto riportato da TIM, nel corso dei primi 9 mesi del 2025, per quanto riguarda la clientela consumerl’operatore ha comunicato degli aumenti di prezzo a circa 4 milioni di linee fisse e a circa 3,4 milioni di linee mobile.

Complessivamente, quindi, nei primi 9 mesi del 2025 gli aumenti di prezzo hanno coinvolto circa 7,4 milioni di utenze TIM. Invece, nei primi 6 mesi del 2025, le rimodulazioni avevano coinvolto circa 5,7 milioni di utenze TIM (circa 4 milioni di linee fisse e circa 1,7 milioni di linee mobile).

Secondo quanto dichiarato da Labriola, i benefici per TIM derivanti da questi aumenti sono chiaramente visibili: infatti, l’ARPU del segmento fisso TIM ha fatto registrare una nuova crescita, mentre l’ARPU del segmento mobile è rimasto stabile.

Allo stesso tempo, l’AD Labriola ha affermato che il tasso di abbandono (churn) è rimasto sotto controlloa detta di Pietro Labriola un risultato “notevole” considerando i molteplici aumenti di prezzo attuati da TIM negli ultimi anni.

Labriola ha sottolineato ancora una volta che questi risultati confermano la validità della strategia “volume to value”, lanciata da TIM nel 2022, aggiungendo che di recente altri operatori hanno annunciato iniziative simili, che partiranno dal quarto trimestre 2025.

Nel corso della sessione di domande e risposte, Pietro Labriola ha dichiarato che una parte degli aumenti di prezzo effettuata da TIM ha seguito un approccio “more for more”, ma non in termini di aumento dei Giga (visto che come ricorda Labriola in Italia ci sono offerte con “enormi quantità di Giga”), ma in termini di 5G.

A proposito del 5G, l’AD di TIM ha sottolineato come l’attuale 5G (NSA) sia ancora “marketing”, mentre il prossimo passo sarà il vero 5G (SA) con bassa latenza, che nel segmento mobile potrà consentire anche un ulteriore aumento dei prezzi.

Rispondendo ad una domanda che chiedeva se tutti questi aumenti di prezzo nel mercato italiano abbiano innescato delle reazioni negative da parte dei consumatori, Labriola ha precisato che se i clienti non accettano le modifiche contrattuali hanno il diritto di recedere dal contratto, come previsto dalle normative.

Inoltre, l’AD di TIM ha aggiunto che l’operatore non sta aumentando i prezzi a caso, ma che Andrea Rossini ha sviluppato un sistema CVM (Customer Value Management) “forte”, grazie al quale la valutazione sul target di clientela da coinvolgere nelle rimodulazioni si basa ad esempio sull’eventuale volontà del cliente di pagare per un incremento del servizio o sulla propensione a recedere dal contratto.

Secondo Labriola, comunque, si tratta di una semplice attività di marketing, che in alcuni casi a TIM sta riuscendo meglio rispetto ad altre volte. A questo proposito, Pietro Labriola ha spiegato come in passato anche solo cambiando le parole del messaggio che annuncia gli aumenti, nel rispetto della legge, ha cambiato anche il tasso di abbandono (churn) dei clienti.

Per Andrea Rossini gli aumenti di prezzo potranno continuare anche nel 2026

Come già accennato, nel corso della Conference Call relativa ai risultati del terzo trimestre 2025, è stato interpellato anche Andrea Rossini, che ha risposto ad alcune domande in merito agli incrementi di prezzo di TIM.

Innanzitutto, Rossini ha dichiarato che vede delle prospettive positive andando verso il 2026, il che significa che TIM crede di poter continuare ancora con l’aumento dei prezzi.

Secondo il dirigente di TIM, le manovre di aumenti di prezzo effettuate nel 2025 da TIM hanno dimostrato di essere state un successo, annunciando di aver esteso il target per il quarto trimestre 2025.

Dunque, Rossini afferma che gli aumenti di prezzo continueranno anche alla fine del 2025, il che potrà essere positivo per il dato dell’ARPU.

In merito a quanto dichiarato da Labriola sull’utilizzo del 5G nelle attività di repricing, Rossini ha aggiunto che, nell’ambito dei benefici offerti ai clienti impattati dagli aumenti, negli ultimi anni “milioni di clienti TIM sono stati aggiornati al 5G base”, ossia il 5G fino a 250 Mbps.

A questo proposito, Andrea Rossini ha ricordato che TIM per il 5G ha fatto qualcosa che gli altri operatori non hanno ancora fatto, ossia creare due livelli di 5G, con il 5G base fino a 250 Mbps, per un uso ottimizzato delle risorse di rete, e il 5G Ultra fino a 2 Gbps, che l’operatore vende come caratteristica premium. Questo ha dato l’opportunità all’operatore di incrementare l’ARPU.

Labriola parla anche delle clausole inflazione proposte da alcuni Senatori

Sempre nell’ambito della discussione sull’aumento dei prezzi delle tariffe telefoniche, nel corso della Conference Call, al management di TIM è stata posta una domanda relativamente all’emendamento al DDL Concorrenza 2025 (poi ritirato) con cui alcuni Senatori intendevano introdurre una normativa per permettere agli operatori di telefonia di utilizzare delle clausole per indicizzare all’inflazione i prezzi delle offerte.

A questo proposito, l’AD Pietro Labriola ha risposto che TIM continuerà a discutere di questo argomento con i vari stakeholder, perché a detta di Labriola si tratta di un approccio razionale.

Secondo l’AD di TIM, inoltre, prima o poi anche nel mercato wholesale della fibra sarà necessario indicizzare i prezzi all’inflazione: se ciò succederà, spiega Labriola, dovrà riflettersi anche sui prezzi retail.

Per Pietro Labriola si tratta di una tendenza del mercato, ricordando ad esempio che una cosa simile è successa già nel Regno Unito.

In ogni caso, l’AD di TIM ricorda che in Italia ci sono i prezzi più bassi in Europa. Labriola si dice quindi ottimista che, se non sarà quest’anno, l’indicizzazione dei prezzi all’inflazione prima o poi verrà introdotta.

In generale, Andrea Rossini ha ricordato come l’operatore sia da molti anni a favore di un aumento generalizzato dei prezzi sulla base clienti, ricordando come TIM abbia lavorato molto su questo aspetto, in quanto l’azienda crede che la sostenibilità, in un settore in cui l’uso della rete sta aumentando, si può avere solo con aumento dei prezzi.

Per questo motivo, Andrea Rossini si dice a favore dell’indicizzazione dei prezzi all’inflazione, in quanto TIM crede che ciò, insieme al consolidamento del mercato, potrà essere una soluzione strutturale alla sostenibilità della rete.

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