Telecomunicazioni

Uno sguardo sulla performance economica e finanziaria dei principali operatori mondiali

R&S, Ricerca e Studi S.P.A. è un annuario che raccoglie informazioni economiche e finanziarie relative ai principali gruppi italiani e internazionali. La società fa parte del gruppo Mediobanca, e nel documento pubblicato in data 14 Marzo 2018 si è soffermata sul mercato delle telecomunicazioni, in Italia e all’estero.

Il report internazionale si apre con una lista dei maggiori gruppi nel mercato globale delle telecomunicazioni. Ad aprire la classifica è il colosso americano AT&T, con un fatturato di oltre 155 milioni di euro nel 2016, e investimenti pari al 25.2% del fatturato.

A seguire, il concorrente Verizon con 119 milioni di euro, e investimenti pari al 21.1%.

Le altre posizioni sono occupate da gruppi asiatici ed europei, come Nippon Telegraph and Telephone, China Mobile, Deutsche Telekom, Telefonica e Orange.

La caratteristica comune dei gruppi cinesi è la forte impennata nei tassi di investimento, di gran lunga superiori alla media europea e americana, che nel caso di China Unicom hanno toccato il 41% dei ricavi nel 2015.

Ranking degli operatori mondiali, con fatturato e investimenti industriali. Fonte: R&S Mediobanca

Concentrandosi nel mercato europeo, il report di R&S Mediobanca mostra come, in termini di fatturato, il primo mercato sia quello tedesco, con 56 miliardi di euro di ricavi, seguito dal Regno Unito con 41 miliardi e dalla Francia con 35 miliardi. Il quarto posto è occupato dall’Italia, con 32 miliardi, a cui segue la Spagna con 29 miliardi.

Sul fronte contrazioni, Italia e Francia sono state colpite rispettivamente con un -17.5% e un -12.2%, mentre la Germania ha subito la contrazione minore, pari a solo il -2.3%.

In relazione agli altri operatori europei, TIM ha un’elevata penetrazione nel settore mobile, pari al 144% rispetto alla media, mentre è molto indietro sul fronte 4G, con una penetrazione del 26% rispetto alla media europea, ed è caratterizzata da una bassa diffusione di linee fisse, con 34 connessioni ogni 100 abitanti, contro le 61 del Regno Unito.

In termini di fatturato, Deutsche Telekom troneggia con 73.1 miliardi di euro, seguito da Telefonica con 52 miliardi e il Vodafone Group inglese con 47.6 miliardi. Nel quinquennio che va dal 2012 al 2017, Deutsche Telekom ha migliorato i suoi risultati grazie alle attività USA, mentre l’operatore spagnolo Telefonica ha visto un decremento del -5.2%, dovuto principalmente all’iperinflazione del Venezuela e alla cessione di assets.

Per quanto concerne il fatturato estero, invece, gli operatori realizzano in media il 56% dei propri ricavi fuori dai confini nazionali. In tal senso, la maggior propensione è evidentemente quella di Vodafone Group, seguita da Telefonica e dalla norvegese Telenor. TIM è sotto il valore medio, con una percentuale del 27%, di cui 20% in Brasile.

Addentrandoci ora nel cuore della gestione finanziaria, gli operatori con la maggior percentuale di debiti rapportati al capitale netto sono Telefonica con il 212%, Deutsche Telekom con il 166% e Telenor con il 159%. TIM mostra una percentuale del 138%, mentre Vodafone Group si ferma al 63%, e rappresenta la realtà finanziariamente più solida. Inoltre, l’operatore inglese presenta un’elevata liquidità, pari al 19% dei debiti, seconda solo a Telenor con il suo 26%. Buono anche il risultato di TIM, con il 12.2% di liquidità, superiore a Deutsche Telekom e Telefonica.

La gestione finanziaria degli operatori europei, che mostra la percentuale di debiti rispetto al capitale netto e la liquidità dei debiti. Entrambi gli indici, permettono di stabilire la solidità finanziaria di una società. Fonte: R&S Mediobanca

Per finire, si analizzano gli investimenti degli operatori in Europa. Insieme a BT Group, TIM ha il più basso tasso di investimento in percentuale rispetto alle immobilizzazioni tecniche, vale a dire tutti i beni materiali impiegati nell’attività produttiva, tecnica e amministrativa.

Tuttavia, in relazione al fatturato, TIM è in vetta alla classifica, con investimenti industriali (materiali e immateriali) pari al 26.1%, seguita a distanza da Deutsche Telekom con il 22.3% e Telenor con il 21.5%.

 

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