Spoofing telefonico, truffa da 96mila euro a Novara: Polizia sequestra conti dei criminali

A seguito di una denuncia per una truffa con la tecnica dello spoofing telefonico subita da una donna di Novara, a cui erano stati sottratti 96mila euro, la Polizia di Stato è riuscita a sequestrare i conti utilizzati dai criminali, restituendo parte del denaro sottratto, indagando sulla rete criminale dietro a queste truffe.
L’episodio è stato reso noto dalla Polizia di Stato nella giornata di oggi, 25 Marzo 2026, raccontando come si sia trattata di una truffa informatica con la tecnica dello spoofing telefonico, che permette di camuffare il numero chiamante facendolo apparire come un numero istituzionale.
In questo caso, la vittima è stata una donna, moglie di un imprenditore di Novara, che ha poi sporto denuncia, che è stata ingannata utilizzando il numero della Questura di Novara, dopo averle fatto credere che il suo conto corrente aziendale fosse sotto attacco.
Nello specifico, come riporta la Polizia di Stato, la vittima ha ricevuto un SMS, apparentemente da Nexi, che segnalava un presunto tentativo di frode.
La donna, preoccupata per il messaggio ricevuto, ha contattato il numero presente nel messaggio e, nella conversazione con un operatore, è stata avvisata che a breve avrebbe ricevuto una telefonata dalla Polizia.
A questo punto, con una telefonata che tramite la tecnica del CLI Spoofing ha camuffato l’identità del chiamante facendo risultare quello della Questura di Novara, un finto ispettore ha convinto la vittima a trasferire i soldi dei conti aziendali in altri “conti sicuri”, al fine di proteggerli da una presunta frode in atto.
La donna, ingannata dall’autorevolezza del contatto, ha quindi disposto diversi bonifici istantanei, per un totale di oltre 96mila euro.
A seguito della denuncia del marito della donna, come detto un imprenditore di Novara, i poliziotti della Questura si sono attivati immediatamente e sono riusciti a sequestrare diversi conti correnti e a recuperare 36mila euro dei 96mila euro che erano stati sottratti con l’inganno alla donna.
In particolare, accertamenti bancari d’urgenza e tempestività d’azione hanno permesso alla Polizia di individuare la rete di smistamento del denaro frazionato su più conti e di identificare diverse persone residenti tra la Campania e il Lazio, coinvolte nella gestione dei conti correnti.
La Polizia di Stato precisa che le indagini sono ancora in corso per ricostruire l’intera rete criminale attiva nelle truffe telefoniche.
In merito a queste tipologie di truffe, la Polizia di Stato rinnova l’invito a diffidare di telefonate, messaggi o email che sollecitino ad agire con urgenza o richiedano operazioni bancarie immediate, anche quando sembrino provenire da enti ufficiali.
In caso di dubbi, la Polizia sottolinea come sia fondamentale contattare direttamente il proprio istituto di credito e le Forze dell’ordine tramite canali ufficiali.
Editing Simone Nicolosi
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