Tiscali Italia valuta cessione ramo consumer? Esodi incentivati per ridurre il personale

Tiscali Italia, società del Gruppo Tessellis, ha comunicato ai Sindacati del settore TLC che, data la situazione negativa dell’azienda, sta già valutando la possibilità di mettere sul mercato il suo ramo d’azienda per le attività nel mondo consumer, ricevendo anche le prime manifestazioni d’interesse.
Le Organizzazioni Sindacali lo hanno comunicato lo scorso 3 Febbraio 2026, in seguito all’incontro con Tiscali Italia che si è svolto il 2 Febbraio 2026.
Al termine dell’incontro tra Tiscali Italia e le Segreterie Nazionali e Territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, unitamente alle RSU, è stato sottoscritto un nuovo accordo di esodi incentivati, che ha l’obiettivo di gestire la riduzione di personale prospettata dall’azienda tramite strumenti il meno traumatici possibile.
Infatti, nel corso dell’incontro Tiscali Italia, società appartenente al Gruppo di telecomunicazioni italiano Tessellis (il nuovo nome dell’ex Gruppo Tiscali) che gestisce i due brand commerciali Tiscali e Linkem, ha illustrato ai Sindacati una condizione aziendale definita “estremamente difficile e complessa”, come era già emerso dagli ultimi risultati finanziari.
Dato che, secondo quanto dichiarato da Tiscali Italia, non c’è possibilità di proseguire l’impresa così come è, vista l’attuale situazione negativa, l’azienda ha deciso di dare mandato ad una società esterna di valutare “l’appetibilità” sul mercato del segmento consumer (B2C).
Dunque, in base a quanto riportato dai Sindacati TLC, Tiscali Italia potrebbe cedere il ramo d’azienda relativo alle attività consumer, e avrebbe già ricevuto le prime manifestazioni d’interesse.
Riduzione del personale di Tiscali Italia con incentivi all’esodo
In base a quanto emerso dallo studio commissionato ad una società esterna, ma anche dalle prime manifestazioni d’interesse ricevute, Tiscali Italia ha dichiarato ai Sindacati di aver individuato un perimetro occupazionale ottimale di circa 500 FTE (comprensivo di 13 dirigenti), rispetto agli attuali 620 FTE.
Di conseguenza, l’azienda aveva aperto una nuova procedura di riduzione di personale ex legge 223/1991 per un numero massimo di 220 lavoratori così ripartiti territorialmente: 104 a Cagliari, 24 a Roma, 42 a Bari e 50 a Taranto.
Tuttavia, come riportano i Sindacati TLC, questa procedura è stata immediatamente chiusa tramite la sottoscrizione di un accordo sindacale che prevede, quale unico criterio di applicazione, la non opposizione al licenziamento.
Il termine per la risoluzione collettiva dei rapporti di lavoro è stato fissato al 28 Febbraio 2026 e prevede un piano di esodi incentivati: 34 mensilità per il personale operativo impiegato in ambito Customer Quality & Operations nei settori Customer Service; 22 mensilità per il restante personale.
L’incentivazione all’esodo sarà garantita per 50 FTE in base all’ordine cronologico di manifestazione all’adesione e nel rispetto del limite massimo per funzioni definito dall’azienda.
Le Organizzazioni Sindacali, oltre a sottolineare il senso di responsabilità di non essersi sottratte al confronto e alla definizione di un accordo con Tiscali Italia per ridurre gli effetti della complicata situazione aziendale, affermano di aver ribadito come non si possa puntare esclusivamente sulla riduzione del perimetro occupazionale, soprattutto in ambito Customer, ma come sia fondamentale cercare contestualmente soluzioni di tipo industriale e duraturo.
Infine, i Sindacati affermano che per loro il futuro di Tiscali Italia e, di conseguenza, delle lavoratrici e dei lavoratori, sono una “priorità imprescindibile” e, nel caso fosse necessario, sarebbero costretti a mettere in campo tutte le azioni dovute, cercando di coinvolgere le istituzioni sia territoriali che nazionali.
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