Telefonia, costi dismissione linea fissa: avviato procedimento per aggiornare Linee Guida

L’AGCOM ha avviato un procedimento e una consultazione pubblica con cui intende aggiornare e rivedere le linee guida che gli operatori di telefonia fissa devono seguire per applicare i costi di dismissione e trasferimento dell’utenza, anche per integrare le modifiche normative intervenute dal 2018 ad oggi.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) lo ha reso noto con la delibera 243/25/CONS (ecco il documento completo), pubblicata il 6 Novembre 2025, ma risalente in realtà al 7 Ottobre 2025, recante “Avvio della consultazione pubblica per la modifica delle linee guida allegate alla delibera n. 487/18/CONS con riferimento ai costi di dismissione e trasferimento dell’utenza”.
Come già raccontato nell’approfondimento di MondoMobileWeb, i costi di disattivazione per la rete fissa devono essere sostenuti quando si richiede il passaggio ad altro operatore o la dismissione definitiva della linea.
A questo proposito, la delibera AGCOM n. 487/18/CONS pubblicata ad Ottobre 2018 aveva sancito, tra le altre cose, una regolamentazione delle spese previste in caso di disattivazione o dismissione della linea, con l’obiettivo di tutelare i clienti e impedire che vengano applicati dei costi immotivati da parte dell’operatore di telefonia fissa.
La delibera stabilisce infatti che le spese di recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi realmente sostenuti per la dismissione della linea o per il trasferimento del servizio. Nello specifico, la delibera AGCOM prevede che venga addebitato quantomeno il costo più basso fra una mensilità di canone e i reali costi sostenuti dall’operatore.
Più di recente, recependo le novità introdotte dal nuovo Codice delle Comunicazioni a fine 2021, con la delibera AGCOM 307/23/CONS, pubblicata il 3 Gennaio 2024, ossia il nuovo regolamento che disciplina i contratti tra gli operatori di telefonia e i clienti finali, è stato stabilito che per le attivazioni di linee fisse effettuate dal 3 Gennaio 2024, il costo di dismissione viene addebitato solo in caso di recesso nei primi 24 mesi.
Infatti, per quanto riguarda i costi di disattivazione, la delibera prevede che per tutte le tipologie di contratto e a partire dalla pubblicazione del Regolamento, l’utente finale, dopo il ventiquattresimo mese dalla stipula, ha il diritto di recedere in qualsiasi momento con un preavviso di massimo un mese e senza incorrere in alcuna penale né costi di disattivazione, eccetto quelli addebitati per la ricezione del servizio durante il periodo di preavviso e gli eventuali costi da recuperare per l’apparecchiatura terminale.
Adesso, anche al fine di tener conto delle novità introdotte dal Codice delle Comunicazioni e dalla delibera 307/23/CONS, l’AGCOM ha ritenuto necessario procedere a un riassetto della disciplina per la determinazione delle modalità e dei costi di recesso dai contratti utilizzati per la fornitura dei servizi di comunicazione elettronica agli utenti finali.
In questo modo, grazie alla delibera 243/25/CONS pubblicata nei giorni scorsi, l’Autorità ha avviato il procedimento concernente la modifica delle Linee guida allegate alla delibera 487/18/CONS, in relazione alla sezione che riguarda i costi di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti tra operatori che forniscono servizi di comunicazioni elettroniche e reti televisive e utenti finali.
Nell’ambito di tale procedimento, è stata anche indetta una consultazione pubblica, con cui i soggetti interessati potranno fornire commenti e osservazioni sulle nuove linee guida sui costi di disattivazione della linea fissa entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della delibera 243/25/CONS (avvenuta come detto il 6 Novembre 2025).
In particolare, i soggetti interessati sono invitati a fornire il proprio parere relativamente all’Allegato B (ecco il documento completo), contenente l’illustrazione della proposta di modifica delle Linee guida, e all’Allegato D (ecco il documento completo), contenente lo schema di questionario sui costi.
Il confronto con gli operatori che ha portato all’avvio del procedimento
Nella delibera pubblicata nei giorni scorsi, l’AGCOM ricorda che, a seguito dell’entrata in vigore del rifuso Codice delle Comunicazioni a fine 2021, la Direzione tutela dei consumatori aveva avviato un tavolo di confronto, con gli operatori e le associazioni dei consumatori, sulla modalità attraverso cui dare corretta interpretazione e attuazione alla disciplina in materia di tutela degli utenti contenuta nel Codice e ha avviato una riflessione interna sulle criticità sollevate dagli intervenuti.
L’Autorità afferma che già dai primi confronti con gli operatori e con le associazioni dei consumatori, che hanno avuto luogo a metà del 2022, era emersa la necessità di intervenire sulle disposizioni previste in tema del recesso, sia per coordinarle con la regolamentazione in materia introdotta dal Codice sia per chiarire quali spese possono essere addebitate in considerazione del momento in cui viene esercitato il diritto di recesso e per semplificare le metodologie di calcolo delle stesse.
Nel corso del 2023 si erano poi tenuti degli incontri con gli operatori e le associazioni dei consumatori finalizzati a un confronto sui temi specifici del diritto di recesso e sull’opportunità di rivedere le modalità di quantificazione delle spese di recesso disciplinate dalla delibera 487/18/CONS, con cui sono state adottate le “Linee guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione”.
All’esito degli incontri, gli operatori e le associazioni dei consumatori sono stati invitati a far pervenire contributi contenenti le proprie valutazioni e osservazioni sull’attuazione del nuovo Codice in merito all’aggiornamento della delibera 487/18/CONS.
La sintesi delle posizioni espresse nei contributi trasmessi dagli operatori (Eolo, Fastweb, TIM, Sky Italia e WINDTRE) e dalle associazioni dei consumatori (U.DI.Con. e UNC) è contenuta nell’Allegato C (ecco il documento completo) alla delibera 243/25/CONS.
L’Autorità, viste le osservazioni degli operatori acquisite nell’ambito delle riunioni del Tavolo di confronto sul recepimento del Codice, ha preso atto delle principali difficoltà applicative del Codice da parte del mercato, per le quali l’AGCOM ritiene quindi opportuno un chiarimento regolamentare.
Inoltre, l’AGCOM cita l’istanza di un operatore, del 27 Marzo 2025, con la quale quest’ultima chiede di rivedere il meccanismo di determinazione dei costi realmente sostenuti per la dismissione e il trasferimento delle utenze previsto nelle Linee guida, ritenendo che tale meccanismo non consenta di recuperare i costi di recesso, e anche l’interpretazione della normativa, consentendo all’operatore (che sia in grado di dimostrare i costi tramite analisi indipendente) di applicare al cliente i costi realmente sostenuti per la dismissione e il trasferimento dell’utenza, superando il limite del canone medio previsto nelle Linee guida.
Pertanto, alla luce dell’istanza presentata e dell’impatto sul mercato dei servizi di comunicazione elettronica e media, l’Autorità ritiene opportuno affrontare la tematica dei costi di recesso in modo organico, acquisendo le osservazioni di tutti i soggetti interessati.
Dunque, anche alla luce delle numerose modifiche normative e regolamentari intervenute sin dal 2018, l’AGCOM ha deciso di voler aggiornare le Linee guida unicamente nella parte relativa ai costi di recesso, ferme restando le altre previsioni non oggetto del presente procedimento, consentendo anche alle parti interessate di presentare le proprie osservazioni sullo schema di provvedimento che l’Autorità intende adottare.
La delibera di avvio del procedimento e della consultazione
Dunque, con la delibera 243/25/CONS, l’AGCOM ha avviato il procedimento concernente la modifica delle Linee guida allegate alla delibera 487/18/CONS in relazione alla sezione che riguarda i costi di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti tra operatori che forniscono servizi di comunicazioni elettroniche e reti televisive e utenti finali.
Nell’ambito del procedimento, l’AGCOM ha anche indetto la consultazione pubblica le cui modalità di partecipazione e i documenti di consultazione sono allegati al provvedimento.
Il termine massimo per la conclusione del procedimento è di 60 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione della delibera 243/25/CONS sul sito web dell’Autorità, fatte salve le sospensioni per lo svolgimento della consultazione pubblica di cui al comma 2 e per le richieste di informazioni e documenti calcolate sulla base delle date dei protocolli dell’Autorità in partenza e in arrivo. I termini del procedimento possono essere prorogati dall’Autorità con determinazione motivata.
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