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TAR accoglie il ricorso di Wind Tre dopo l’esclusione da una gara del Ministero dell’Interno

Wind Tre è riuscito a ottenere l’accoglimento del suo ricorso contro il Ministero dell’Interno per l’annullamento di un decreto con cui l’operatore e Fastweb erano stati esclusi dalla procedura di gara per un progetto con base d’asta di circa 100 milioni di euro.

Il 3 Novembre 2021, infatti, un decreto del Ministero dell’Interno aveva comunicato a Wind Tre e Fastweb l’esclusione dalla procedura di gara per la realizzazione di “un servizio LTE Public Safety sul territorio di 11 province” articolato nella fruizione di un servizio di comunicazione MCPPT e fonia, un servizio di videosorveglianza in mobilità e uno di accesso a banche dati. La durata dei servizi è stata stabilita in 36 mesi.

Il decreto del Ministero dell’Interno aveva escluso Wind Tre e Fastweb per le violazioni di un paragrafo, dal momento che si palesavano alcune irregolarità dell’offerta tecnica e la non conformità della stessa ad alcuni requisiti.

Precisamente, era stata notata una errata quantificazione del novero degli accessori per terminali palmari rugged offerti (917 contro la stima attesa di 1009) e la mancata previsione di interoperabilità con entrambi i sistemi già in uso alle Forze di Polizia.

Nella sentenza del TAR, che ha accolto il ricorso (ecco il documento completo), viene evidenziato che l’aggiudicazione era prevista con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e che la base d’asta era fissata a 99,650 milioni di euro IVA esclusa. Alla gara partecipavano TIM, Vodafone e un RTI (raggruppamento temporaneo) tra Wind Tre e Fastweb, appunto.

Secondo il TAR Lazio, entrambi i motivi di esclusioni devono essere oggetto di soccorso procedimentale, sebbene l’offerta di WindTre e Fastweb sia effettivamente in difformità con le previsioni della lex specialis.

Infatti, il problema relativo al numero degli accessori (caricabatterie) per terminali palmari rugged rappresenta un mero errore di calcolo che non può far recedere il principio di favor partecipationis.

Ciò è dimostrato dal fatto che non vi è alcuna certezza del fatto che la RTI di WindTre e Fastweb intendesse vincolarsi a una fornitura di 917 apparecchi invece di 1009, tenuto conto che l’offerta economica sarebbe rimasta comunque invariata.

Sarebbe dovuto essere invece proprio il Ministero dell’Interno a promuovere una richiesta di chiarimenti nei confronti di Wind Tre e Fastweb in base agli elementi contenuti nell’offerta economica.

Il secondo motivo di esclusione riguardava il fatto che l’offerta della RTI avrebbe previsto l’integrazione solo con il sistema TETRA e non con quello VHF/UHF, usato allo stesso modo dalle Forze di Polizia.

In questo punto, secondo il TAR Lazio le previsioni di gara non sono state chiare o inequivoche, considerando anche i numerosi quesiti che hanno riguardato proprio il tema dell’interoperabilità e alcune contraddizione emerse nella risposta degli stessi.

In conclusione, dunque, secondo la sentenza pubblicata il 16 Dicembre 2021 “la discrasia rilevata tra l’offerta tecnica e le previsioni di gara (come ricostruite dalla stazione appaltante) può essere ricondotta all’ipotesi di irregolarità non essenziale dell’offerta, che avrebbe dovuto indurre l’Amministrazione ad attivare il soccorso procedimentale”.

Per questa ragione, la Commissione dovrà procedere alla stessa valutazione dell’offerta tecnica di Wind Tre, che avrebbe effettuato se i documenti relativi ai due profili in contestazione fossero stati già presentati dalla concorrente nella forma richiesta dalla legge di gara.

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