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Simbox Iliad: TIM deposita un’istanza al Ministero dell’Interno per questioni di sicurezza

Le Simbox di Iliad, che hanno contribuito a rivoluzionare il mercato della telefonia mobile in Italia dal giorno 29 Maggio 2018, sono state nelle ultime ore oggetto di particolare attenzione da parte degli altri operatori. TIM sembra aver avanzato un’istanza al Ministero dell’Interno per verificare il grado di sicurezza del sistema adottato dal nuovo quarto operatore.

Secondo un articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore, infatti, è già capitato che un utente abbia ottenuto una connessione Iliad sfruttando documenti di identità e carta di credito altrui. La linea è stata interrotta dai sistemi informatici, ma nell’intervallo di tempo intercorso tra l’attivazione e l’interruzione, l’individuo non correttamente identificato sarebbe stato libero di muoversi in rete sfruttando dati altrui.

L’istanza di TIM al Ministero dell’Interno chiederebbe quindi delucidazioni circa l’effettiva sicurezza di Iliad.Viene citata in tal senso la Legge Pisanu del 2005, che prevede l’obbligatoria identificazione del titolare di una Sim per mezzo di un documento di identità valido. L’assegnazione di una Sim equivale quindi all’apertura di una linea telefonica, e va disciplinata secondo la legge sopra descritta.

ministero dell'interno Simbox
Un SimBox Iiad, che permette agevolmente di ottenere la propria SIM nel giro di pochi minuti.

Occorre tuttavia ricordare che la vendita di Sim Iliad presso i Simbox, nonostante l’automatismo, prevede comunque la presenza di una risorsa umana per fini di controllo dei dati immessi. Nonostante ciò, anche Vodafone sembra essere quantomeno scettica rispetto allo standard di sicurezza garantito dai distributori di Sim di Iliad.

Secondo l’operatore, che non ha ancora denunciato la situazione a nessuna autorità, la principale criticità delle Simbox concerne essenzialmente una questione di tempismo. Il Sole 24 Ore sottolinea infatti che il processo di riconoscimento dell’identità del cliente è immediato in un negozio tradizionale, mentre in uno store Iliad comporta l’apertura di una finestra temporale potenzialmente pericolosa.

Aggiornamento 12 Giugno 2018 18:37:

Iliad ha risposto all’articolo del quotidiano online “Il Sole 24 Ore” con questa nota:

“Le Simbox iliad contemplano un processo di verifica tale da garantire il controllo efficace e completo dell’identità di ogni acquirente a cui viene rilasciata una SIM. La fase di sottoscrizione dell’offerta e di richiesta della SIM iliad, prevede la raccolta di dati personali, documenti validi e la registrazione di un video dinamico per ogni singolo utente, che risultano pedissequamente verificati dagli operatori del Servizio Utenti iliad tramite un applicativo interno. Nei casi in cui i dati risultino errati, parziali o invalidi, nei casi in cui il documento di identità non risulti valido, sia danneggiato o di dubbia validità, quando inoltre, il video registrato pone dubbi sul riconoscimento di una persona, si procede al rigetto della richiesta. L’attivazione della SIM viene effettuala da iliad solo in caso di conferma da parte dell’operatore del Servizio Utenti e successivamente a tale conferma. Questo processo è stato ideato e implementato per garantire la conformità con la normativa applicabile e la tutela della sicurezza delle comunicazioni elettroniche, e assicura un livello di controllo sulle identità degli utenti particolarmente elevato anche in considerazione della digitalizzazione della procedura. L’ingresso nel mercato di iliad ha destato molto interesse. L’innovazione dei processi proposti piuttosto che destare continue contestazioni, dovrebbero essere benvenuti per la spinta innovativa di cui l’intero Paese e gli utenti potranno giovare.”

Si ringrazia Mattia per la segnalazione.

 

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