Reti 5G

TV con standard DVB T2 e rilascio frequenze 700 MHz per il 5G: il punto della situazione

Manca meno di un anno alla liberazione delle frequenze a 700 MHz con il passaggio allo standard DVB T2 che consentirà per il settore delle telecomunicazioni il rilascio di una banda molto importante per i servizi mobili 5G.

La Banda 700 MHz e il nuovo standard DVB-T2

La banda dello spettro radioelettrico a 700 MHz è quella attualmente utilizzata dalla TV digitale terrestre, che a partire da Luglio 2022 sarà invece impiegata dagli operatori mobili per la fornitura dei servizi 5G, dopo l’asta delle frequenze tenutasi nel 2018.

Per questa ragione, fino al mese di Giugno 2022, le trasmissioni televisive saranno via via spostate su altre frequenze, con alcune misure per agevolare il passaggio al nuovo standard DVB-T2, ovvero appunto il digitale terrestre di seconda generazione.

Rispetto all’attuale DVB-T, il nuovo standard consente anche un miglioramento della qualità visiva e delle immagini, cambiando anche la codifica del segnale che avverrà tramite il supporto HEVC (High Efficiency Video Coding).

La road-map del Governo

Il Governo, soprattutto tramite il Ministero dello Sviluppo Economico, è stato impegnato negli ultimi anni per garantire e agevolare il passaggio al nuovo standard. Già nel 2018 era stato istituito il primo Tavolo TV 4.0 proprio per definire le modalità e le tempistiche di transizione tra le due tecnologie, conseguente al processo di liberazione delle frequenze in banda 700 MHz a favore del 5G.

Il Decreto Ministeriale del 19 Giugno 2019 ha approvato la Road Map che stabilisce le tempistiche per la liberazione della banda 700, dividendo il Paese in aree con determinate deadline. Il processo, iniziato nel 2020, si concluderà proprio a Giugno 2022.

Il tutto, in accordo con l’Unione Europea che aveva appunto deciso di cedere questa banda alla telefonia mobile, dimezzando però le frequenze per la TV italiana (anche in ragione della necessità di coordinare le frequenze con i Paesi confinanti).

Proprio il già citato sistema DVB-T2 permetterà alle emittenti di trasmettere la stessa quantità di canali nonostante la riduzione delle frequenze, avviando al contempo il processo di redistribuzione richiesto per il 5G.

Già a Gennaio 2020 era partita la ri-sintonizzazione progressiva per la riassegnazione dei canali 50-52 e la ricollocazione dei programmi locali ex canali 51-53.

Dal 1° Settembre 2021 si avvieranno invece le ri-sintonizzazioni progressive per l’attuazione del Piano Nazionale di Assegnazione Frequenze, con la ripartizione delle frequenze tra le emittenti del servizio televisivo che porterà gli utenti a dover ri-sintonizzare i canali costantemente.

Nel dettaglio, dal 1° Settembre 2021 al 31 Dicembre 2021 saranno interessate dal processo l’Area 2 (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano) e l’Area 3 (Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza).

Invece, dal 1° Gennaio 2022 al 31 Marzo 2022 sarà il turno dell’Area 1, che comprende Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna. Infine, dal 1° Aprile 2022 al 20 Giugno 2022 si terminerà con l’Area 4 che comprende Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Marche.

In basso un’immagine riassuntiva tratta dal sito del MiSE.

Già a partire dalla fine di quest’anno si attende anche l’attivazione della codifica MPEG-4. Precisamente, il 1° Settembre 2021 cambierà lo standard di compressione e codifiche, che passerà appunto dal MPEG-2 al MPEG-4 o superiori, mentre dal 21 al 30 Giugno 2022 si passerà definitivamente dal DVB-T al DVB-T2.

Misure per favorire il passaggio al nuovo standard DVB-T2

Come sopra accennato, il MiSE ha previsto l’erogazione di un Bonus TV riconosciuto come sconto sul prezzo di vendita di un nuovo televisore o di un decoder esterno per permettere la piena compatibilità con lo standard DVB-T2.

Proprio recentemente, il Ministro Giorgetti ha invece firmato il decreto attuativo sul Bonus Rottamazione TV per agevolare l’acquisto di terminali compatibili.

Il nuovo bonus, ottenuto contestualmente alla rottamazione di un televisore acquistato prima del 22 Dicembre 2018, consisterà in uno sconto del 20% sul prezzo di vendita degli apparati, fino a un massimo di 100 euro.

L’agevolazione, a differenza del Bonus TV destinato alle famiglie con ISEE inferiore a 20.000 euro e pari a 50 euro, sarà erogata a tutti i cittadini senza discriminazioni e fino a esaurimento delle risorse disponibili, comunque entro il 31 Dicembre 2022.

L’indagine di Fondazione Bordoni sugli standard di trasmissione

Secondo un’analisi condotta da Fondazione Bordoni e presentata dal MiSE, realizzata a Marzo 2021, si è riscontrato un sensibile aumento del numero delle famiglie che si sono adeguate al nuovo standard di trasmissione, pari al 58,2% del totale di quelle che utilizzano il digitale terrestre. Si tratta, in altri termini, di un numero di famiglie compreso tra i 12,9 e i 14,7 milioni.

Secondo l’indagine, la situazione sarebbe incoraggiante soprattutto se si considera che il numero di famiglie che dispone di un apparato TV abilitato alla codifica MPEG-4 ammonta a circa il 92%.

Entro il mese di Settembre 2021, secondo le stime effettuate, le famiglie che ancora dovranno adeguarsi al nuovo standard DVB-T2 dovrebbero scendere invece tra i 9 e i 10,2 milioni.

 

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