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Ricorso di Iliad contro l’accordo tra Fastweb e Wind Tre per il 5G: il TAR fissa la trattazione

Iliad ha presentato il suo ricorso al TAR del Lazio contro l’AGCOM e il Ministero dello Sviluppo Economico per l’annullamento, previa concessione di tutela cautelare, dei loro provvedimenti che hanno autorizzato l’accordo di rete tra Fastweb e Wind Tre per la condivisione degli assets per il 5G.

Il ricorso 14945 del 2019, pubblicato ieri pomeriggio, mira nello specifico all’annullamento del provvedimento del 25 Ottobre 2019 del MiSE, con cui è stato rilasciato il nullaosta definitivo all’accordo. Inoltre, Iliad ha fatto ricorso contro il provvedimento dell’AGCOM datato 30 Settembre 2019, protocollo 411891, e contro ogni altro atto connesso, presupposto o consequenziale.

Si sono costituiti in giudizio l’AGCOM, il MiSE, Fastweb e Wind Tre; il TAR per il Lazio, sezione terza, ha fissato la trattazione del ricorso per il 7 Ottobre 2020.

Iliad Wind Tre Fastweb
La roadmap dell’accordo pubblicata mesi fa da Fastweb e Wind Tre.

L’accordo tra Fastweb e Wind Tre permetterà ai due operatori di mettere insieme le loro frequenze per cercare di raggiungere una copertura più rapida e capillare, con l’obiettivo di coprire il 90% della popolazione entro il 2026. La partnership avrà una durata iniziale di 10 anni e la gestione della rete 5G spetterà a Wind Tre.

Secondo quanto dichiarato da Fastweb, già a partire dal primo trimestre del 2020 i clienti di rete mobile inizieranno a migrare verso la rete di Wind Tre, senza la necessità di cambiare la SIM, in seguito agli accordi di roaming già inclusi nella partnership.

Dalla metà del 2020, invece, si attende l’inizio della fornitura di servizi wholesale da Fastweb a Wind Tre, insieme all’inizio dello sviluppo della rete condivisa.

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iliad Fastweb Wind Tre

L’accordo era stato commentato con soddisfazione dai sindacati, che l’avevano paragonato a quello raggiunto da TIM e Vodafone per la condivisione delle reti. Secondo le Segreterie, infatti, anche tramite gli accordi di rete tra operatori sarà possibile “ridare urgentemente valore all’intera filiera delle tlc. Solo così si potrà riportare prospettive di crescita per i lavoratori, a partire dagli anelli deboli della filiera”.

Tuttavia, era già all’epoca parere dei sindacati che l’accordo necessitasse urgentemente di “una regia istituzionale” che potesse attivamente seguire le principali fasi di sviluppo e implementazione per limitare gli eventuali rischi per il settore sul fronte concorrenziale e occupazionale.

 

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