La Storia della Telefonia

Accadde oggi: 212 anni dalla nascita dell’inventore del primo telefono Antonio Meucci

Sono passati parecchi anni ormai, per l’esattezza ben 212, dalla nascita (in quel di Firenze, il 13 Aprile 1808) dell’inventore italiano Antonio Santi Giuseppe Meucci. Oli per pitture e vernici, bevande gasate e condimenti per il cibo sono alcune delle trovate da lui introdotte nella società, anche se è il Telettrofono l’invenzione che lo ha reso celebre.

E’ proprio attorno al Telettrofono e alla figura di Antonio Meucci che ancora oggi aleggia un alone di mistero. Mentre il Congresso degli Stati Uniti d’America dal 2002 lo considera ufficialmente il padre del telefono, una significativa porzione della comunità scientifica internazionale e dalla cultura popolare si oppone a quanto decretato dall’organo legislativo USA, e attribuisce l’invenzione del rivoluzionario congegno a Bell.

Si tratta sicuramente di una particolare controversia ancora oggi molto dibattuta dall’opinione pubblica. Nello specifico, per via del fatto che fu il primo a depositarne il brevetto nel Marzo del 1876, l’invenzione del telefono (da anni oggetto di dubbi e incertezze) venne inizialmente affibbiata allo scienziato ed inventore statunitense di origini scozzesi, Alexander Graham Bell.

Tuttavia però, secondo molti sarebbe stato Meucci a inventare il primo telefono, da lui chiamato “telettrofono“, per il quale tra l’altro, nel Dicembre del 1871 riuscì anche ad ottenerne un brevetto temporaneo (dal nome “Sound Telegraph”) a rinnovo annuale di circa 10 dollari, eseguito fino al 1873.

Sarebbero state le precarie condizioni economiche in cui versava Antonio Meucci, a non consentirgli più di rinnovare il proprio brevetto. Questo permise a Bell, qualche anno dopo, di depositare il proprio brevetto numero 174.465 per proteggere un telefono, o per la precisione “il metodo e l’apparato per trasmettere la voce o altri suoni telegraficamente […] per mezzo di ondulazioni elettriche, simili, in forma, a quelle che accompagnano l’emissione della voce e dei suoni nell’aria“, simile a quello di Meucci.

L’invenzione dell’apparecchio di comunicazione vocale di Meucci, inizialmente definito da egli stesso “telegrafo parlante“ e solo successivamente ribattezzato “telettrofono“, è da imputare alla scoperta della trasmissione della voce per via elettrica, durante alcuni esperimenti sull’elettroterapia praticati nel 1849 a L’Avana.

Soltanto in seguito, a New York, concretizzò quanto intuito a Cuba qualche anno prima e collegò telefonicamente la camera da letto, la cantina e il proprio laboratorio esterno per far fronte alla necessità di comunicare da una stanza all’altra con la propria moglie gravemente malata. Ciò nonostante il primo vero telefonico elettrico funzionante della storia fu realizzato durante il biennio 1864-1865.

Come accennato in precedenza, è importante evidenziare che l’inventore italiano divenuto celebre per l’invenzione del primo telefono, riuscì a depositare anche altri brevetti come quelli riguardanti le bevande frizzanti a base di frutta e vitamine, dei fogli di carta bianchi e resistenti e un nuovo modo di fabbricare le candele.

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