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Tiscali Italia, cessione ramo B2C a Canarbino tramite Smeraldo: Sindacati chiedono garanzie

Nell’ambito dell’operazione con cui Tessellis intende cedere il ramo consumer di Tiscali Italia al Gruppo Canarbino, tramite la NewCo Smeraldo, nei giorni scorsi si è svolto il primo incontro con le Organizzazioni Sindacali, come previsto dalla legge per operazioni di questo tipo.

L’incontro con le Organizzazioni Sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL, a cui hanno partecipato sia Tiscali Italia che il Gruppo Canarbino, si è svolto in particolare lo scorso 22 Maggio 2026, come detto il primo nell’ambito della procedura prevista dall’Articolo 47 della Legge 428/90.

Si ricorda che il Gruppo Tessellis, nuovo nome dell’ex Gruppo Tiscali, la società di telecomunicazioni che, tramite Tiscali Italiagestisce i due brand telco Tiscali e Linkem, lo scorso 1° Marzo 2026 aveva annunciato di aver accettato l’offerta vincolante presentata dal Gruppo Canarbino relativa al ramo d’azienda consumer di Tiscali Italia, che prevede l’affitto del ramo d’azienda e la successiva potenziale acquisizione dello stesso e dei marchi Tiscali e Linkem.

Inoltre, nell’ambito delle condizioni previste dall’offerta pervenuta da Canarbinoil Gruppo Tessellis ha anche avviato una procedura di composizione negoziata della crisi, richiedendo anche le relative misure protettive e cautelari, che il Tribunale di Cagliari ha confermato lo scorso 14 Aprile 2026, rendendole valide fino al 10 Luglio 2026.

Successivamente, il 30 Marzo 2026, il Consiglio di Amministrazione di Tessellis ha deliberato di accettare un’offerta integrativa presentata dal Gruppo Canarbino in data 29 Marzo 2026, introducendo alcune novità, fra cui un’opzione, già esercitata da Tessellis, che prevede la possibilità di conferire il ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia in una società di nuova costituzione, con la successiva cessione dell’intero capitale a Canarbino.

Come emerso dalla notifica all’Antitrust pubblicata il 15 Aprile 2026 sul sito AGCM, l’eventuale successiva acquisizione del ramo d’azienda di Tiscali Italia e dei marchi Tiscali e Linkem sarà effettuata tramite Smeraldo S.p.A., una società veicolo costituita ai fini dell’operazione e interamente controllata dal Gruppo Canarbino.

Conclusa la procedura competitiva, Tessellis ha comunicato che non sono pervenute ulteriori offerte per il ramo consumer di Tiscali Italia, per il quale rimane soltanto l’offerta vincolante del Gruppo Canarbino, proseguendo dunque la trattativa. Nel frattempo, lo scorso 16 Maggio 2026 Tessellis ha comunicato che si sono avverate la maggior parte delle condizioni sospensive previste dall’offerta di Canarbino relativa al contratto di affitto.

Cosa è emerso dall’incontro tra Sindacati, Tiscali e Gruppo Canarbino

Come ricordano i Sindacati del settore TLC, l’operazione relativa al trasferimento del ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia verso il Gruppo Canarbino, attraverso la NewCo “Smeraldo”, riguarderebbe complessivamente 557 lavoratrici e lavoratori e 11 dirigenti, con decorrenza prevista presumibilmente dal 1° Giugno 2026.

Nel corso dell’incontro svoltosi lo scorso 22 Maggio 2026, Tiscali Italia ha confermato che la procedura è stata avviata come Articolo 47, motivandola con la necessità di rispettare i tempi tecnici dell’operazione.

Per quanto riguarda il Perimetro B.2 (ossia il ramo HVB di Tiscali Italia, incluso il datacenter) escluso dalla cessione, l’azienda ha dichiarato ai Sindacati di essere al lavoro per trovare un acquirente e non ha escluso la possibilità di procedure del ramo in questione al fine di rendere più appetibile il perimetro.

Invece, proprio lo scorso 22 Maggio 2026, Tessellis ha annunciato che il CdA ha accettato l’offerta irrevocabile presentata da Dominion Hosting Holding S.p.A. (DHH S.p.A.) per il Perimetro B.1, che comprende il ramo B2B di GO Internet, dopo che nei giorni precedenti erano stati resi noti i dettagli dell’offerta da 4,2 milioni di euro ricevuta.

Il Gruppo Canarbino (che come detto utilizzerà la società “Smeraldo”), attivo nel settore dell’Energia e della telefonia mobile, con la controllata Segnoverde, ha invece presentato alle Organizzazioni Sindacali il proprio profilo industriale, confermando la continuità occupazionale, il mantenimento delle attuali sedi di lavoro ma soprattutto l’intenzione di sviluppare integrazione commerciale tra il settore dell’Energia e quello delle TLC.

Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito alle aziende che con questa operazione dovrà comunque essere garantita la piena applicazione dell’Articolo 2112 c.c., dovranno essere mantenuti salari, livelli, diritti, anzianità e condizioni contrattuali, e la continuità nella rappresentanza sindacale.

Inoltre, i Sindacati hanno voluto ricordare il “grande senso di responsabilità” dimostrato dalle lavoratrici e dai lavoratori negli ultimi mesi, anche attraverso le procedure di uscite incentivate che hanno interessato diversi territori.

I Sindacati sottolineano come sarà necessario trovare soluzioni strutturali anche al Perimetro B.2, per cui al momento non c’è futuro.

L’attenzione delle Organizzazioni Sindacali è stata posta sulla situazione della sede di Taranto, dove è stato richiesto il pieno rispetto degli accordi di remotizzazione e telelavoro già sottoscritti e validi al momento sino al 31 Dicembre 2026.

I Sindacati del settore TLC hanno hanno inoltre chiesto che alle garanzie di legge si aggiungano “impegni industriali concreti”, come tutela dei siti produttivi, investimenti, formazione e riqualificazione professionale e prospettive occupazionali di lungo periodo.

Le Organizzazioni Sindacali fanno sapere che il confronto sulla cessione del ramo B2C di Tiscali Italia proseguirà presso il tavolo ministeriale già convocato al MIMIT il 26 Maggio 2026, sede nella quale si entrerà nel merito complessivo dell’operazione.

I Sindacati sottolineano che nel frattempo manterranno alta l’attenzione su tutti gli aspetti occupazionali, industriali e territoriali, continuando il confronto con le aziende coinvolte.

Le Organizzazioni Sindacali richiedono comunque un confronto alla azienda subentrante, cioè al Gruppo Canarbino, rispetto alla costruzione di un vero piano industriale, con l’obiettivo di garantire la massima informazione ai lavoratori, monitorare ogni sviluppo della procedura, difendere occupazione, sedi, salario e diritti, e pretendere chiarezza sul futuro industriale e organizzativo.

Infine, i Sindacati fanno sapere che ogni aggiornamento sarà comunque successivo al confronto in sede ministeriale e della procedura.

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