Tiscali Italia, cessione ramo B2C: tavolo di confronto al MIMIT e notifica all’Antitrust

Nei giorni scorsi, nell’ambito della situazione di crisi del Gruppo Tessellis, si è svolto un tavolo di confronto presso il MIMIT, a cui hanno partecipato anche i Sindacati, mentre l’operazione di affitto e successiva possibile acquisizione del ramo consumer di Tiscali Italia da parte del Gruppo Canarbino è stata notificata all’Antitrust.
Si ricorda innanzitutto che, come annunciato lo scorso 1° Marzo 2026, il Gruppo Tessellis, nuovo nome dell’ex Gruppo Tiscali, la società di telecomunicazioni che, tramite Tiscali Italia, gestisce i due brand telco Tiscali e Linkem, ha accettato l’offerta vincolante presentata dal Gruppo Canarbino relativa al ramo d’azienda consumer di Tiscali Italia, che prevede l’affitto del ramo d’azienda e la successiva potenziale acquisizione dello stesso e dei marchi Tiscali e Linkem.
Inoltre, nell’ambito delle condizioni previste dall’offerta pervenuta da Canarbino, il Gruppo Tessellis ha anche avviato una procedura di composizione negoziata della crisi, richiedendo anche le relative misure protettive e cautelari, che il Tribunale di Cagliari ha confermato lo scorso 14 Aprile 2026, rendendole valide fino al 10 Luglio 2026.
Successivamente, il 30 Marzo 2026, il Consiglio di Amministrazione di Tessellis ha deliberato di accettare un’offerta integrativa presentata dal Gruppo Canarbino in data 29 Marzo 2026, introducendo alcune novità, fra cui un’opzione, già esercitata da Tessellis, che prevede la possibilità di conferire il ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia in una società di nuova costituzione, con la successiva cessione dell’intero capitale a Canarbino.
Inoltre, il 31 Marzo 2026 l’azienda ha avviato una procedura competitiva per raccogliere eventuali offerte migliorative rispetto alla proposta di Canarbino, oltre che eventuali interessamenti per il ramo B2B, che dovranno pervenire entro il 30 Aprile 2026.
Si segnala che nel frattempo, nella giornata di ieri, 17 Aprile 2026, Tessellis ha comunicato di aver rinviato l’approvazione e la pubblicazione del progetto di bilancio di esercizio e del bilancio consolidato al 31 Dicembre 2025, inizialmente previste per il 16 Aprile 2026.
L’azienda spiega che il rinvio si è reso necessario proprio in considerazione della procedura di Composizione Negoziata della Crisi in atto e, in particolare, della finalizzazione del piano industriale di risanamento richiesto nel contesto della suddetta procedura, condizionato anche all’esito della procedura competitiva attualmente in corso, avente riflessi sulla predisposizione del progetto di bilancio.
Cessione del ramo B2C di Tiscali Italia, alla NewCo Smeraldo, notificata all’Antitrust
Nei giorni scorsi, tramite un avviso pubblicato sul sito di AGCM il 15 Aprile 2026, è emerso che l’operazione con cui il Gruppo Canarbino vuole acquisire il ramo consumer di Tiscali Italia, e i marchi Tiscali e Linkem, è stata notificata all’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, AGCM), permettendo a terzi interessati di presentare entro il 22 Aprile 2026 eventuali osservazioni.
Come ricorda l’Antitrust nell’avviso pubblicato sul suo sito, l’operazione consiste nell’affitto del ramo d’azienda relativo allo svolgimento dell’attività telco consumer, attualmente di proprietà di Tiscali Italia e del ramo d’azienda relativo allo svolgimento dell’attività di web-mail, anch’esso di proprietà di Tiscali, nonché nella concessione in licenza d’uso esclusiva dei marchi Tiscali e Linkem, di proprietà di Tessellis.
In questo modo, le parti sottoscriveranno un contratto per l’affitto del ramo B2C di Tiscali Italia e l’ottenimento di una licenza d’uso esclusiva dei marchi Tiscali e Linkem, per una durata di 12 mesi, prorogabile fino a ulteriori 3 mesi al fine di consentire il completamento della procedura di composizione negoziata della crisi delle società cedenti.
In una seconda fase, subordinatamente all’omologa dello strumento di regolazione della crisi di Tiscali e Tessellis, sarà prevista l’acquisizione del ramo d’azienda di Tiscali Italia e dei marchi Tiscali e Linkem, come riporta AGCM da parte di Smeraldo S.p.A., una società veicolo costituita ai fini della’operazione e interamente controllata da Canarbino.
Pertanto, come svelato dall’Antitrust, Smeraldo è il nome della NewCo che diventerà di proprietà di Canarbino e a cui verrà conferito il ramo B2C di Tiscali Italia, come previsto dall’opzione esercitata nelle settimane scorse da Tessellis.
In questo modo, a seguito del perfezionamento dell’operazione, Smeraldo acquisirà il controllo esclusivo del ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia e dei marchi Tiscali e Linkem.
Cosa è emerso dal tavolo di confronto svoltosi al MIMIT
Come reso noto nei giorni scorsi sia dal Ministero che dai Sindacati del settore TLC, il 15 Aprile 2026, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), si è svolto un tavolo di confronto con Tiscali (Gruppo Tessellis), relativo proprio alla crisi strutturale che sta coinvolgendo l’azienda e i suoi oltre 600 lavoratori.
L’incontro si è tenuto alla presenza dei vertici di Tessellis, dei rappresentanti dei Ministeri (MIMIT e Lavoro), delle Regioni Sardegna, Lazio e Puglia e delle Segreterie Nazionali e Territoriali delle Organizzazioni Sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL.
Nel corso del tavolo, Tessellis ha descritto brevemente l’operazione di salvataggio dei vari assetti aziendali, oltre alla situazione della composizione negoziata della crisi avviata sulla base del progetto di ristrutturazione che poggia sull’offerta di acquisto relativa al ramo B2C presentata da Canarbino.
In merito alla procedura competitiva che scade il 30 Aprile 2026, l’azienda ha riferito che l’obiettivo resta quello di privilegiare l’offerta che più rappresenti la valorizzazione degli asset.
Per quanto riguarda i lavoratori, sul fronte degli esuberi, Tessellis ha confermato il ricorso a strumenti condivisi e incentivati, con l’obiettivo di contenere l’impatto sociale della riorganizzazione.
A questo proposito, i Sindacati hanno dichiarato che la salvaguardia dei perimetri occupazionali sia relativi all’acquisizione del ramo, sia soprattutto delle persone che sono fuori dal suddetto perimetro, così come il mantenimento dei siti produttivi (Cagliari, Roma, Bari, Taranto), sono le basi primarie perché l’operazione possa essere considerata positiva.
Tuttavia, nonostante nell’incontro Tessellis abbia fatto riferimento ad un “clima tranquillo”, i Sindacati affermato che il confronto ha evidenziato “forti tensioni”.
In merito agli esodi incentivati, circa 300 lavoratori hanno già lasciato l’azienda su base volontaria (incentivati con mensilità significative), e in questo senso l’azienda rivendica lo sforzo economico (20 milioni di euro) che hanno evitato licenziamenti collettivi e traumatici.
Inoltre, le Organizzazioni Sindacali hanno espresso “forte preoccupazione” relativamente ai circa 140 lavoratori che rimarrebbero momentaneamente fuori dal perimetro del ramo B2C oggetto di cessione, in cui invece rientrerebbero circa 490 persone.
Anche la sede di Taranto, secondo i Sindacati, è un punto ulteriormente critico della vertenza: dei 119 dipendenti iniziali, ne sono rimasti attualmente 17. Tessellis ipotizza il loro trasferimento a Bari attraverso l’apertura della procedura prevista dall’Articolo 25 del CCNL TLC.
Tuttavia, i Sindacati interpretano tale iniziativa come la chiusura definitiva del sito ionico e di conseguenza sono fortemente contrari a tale ipotesi aziendale.
Infine, c’è la questione dei 12 giornalisti professionisti della testata Tiscali News, che risultano esclusi dal perimetro di acquisto di Canarbino. Per loro si prospetta un futuro incerto, con il rischio di cessazione dell’attività editoriale.
Come riportato dai Sindacati, a seguito del confronto al MIMIT con Tessellis, le Regioni (Sardegna e Puglia) hanno espresso “forte preoccupazione” per la creazione di nuovi bacini di disoccupazione, chiedendo garanzie sul mantenimento di tutti e quattro i siti (Cagliari, Roma, Bari, Taranto) e sollecitando il Governo a monitorare l’operazione non solo come finanziaria, ma come industriale.
Per quanto riguarda i Sindacati, SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL affermano di considerare la vertenza nel suo complesso una vera e propria operazione di salvataggio in un ambito di vera crisi aziendale, sottolineando come sia indispensabile, al termine della procedura, di incontrare il nuovo acquirente al fine conoscere il piano industriale nel suo complesso, che per le Organizzazioni Sindacali dovrà in ogni caso contemplare la conferma di tutte le sedi attuali.
Inoltre, secondo i Sindacati TLC, sarà necessario che ci sia ulteriore chiarezza sul futuro occupazionale, anche delle persone non oggetto della procedura che sono allo stesso modo attualmente dislocate nei 4 siti.
Alla fine dell’incontro, il Ministero (MIMIT) ha assunto il ruolo di garante, invitando l’azienda a non “chiudere capitoli” (come i trasferimenti) prima di aver consultato il nuovo acquirente.
Inoltre, il MIMIT ha ribadito la massima attenzione sulla vicenda, affermando di voler assicurare un supporto nella fase di transizione, con tutti gli strumenti di sua competenza, finalizzato a tutelare la continuità produttiva e a salvaguardare il perimetro industriale.
Secondo quanto riportato dai Sindacati, il Ministero, cosi come le Regioni potrebbero mettere a disposizione incentivi e strumenti per supportare chiunque si aggiudicherà la gara, al fine di tutelare l’occupazione.
Sia il Ministero che i Sindacati ricordano che il prossimo step della vicenda è fissato per il 12 Maggio 2026, presso il Tribunale di Cagliari, dove è attesa l’autorizzazione definitiva alla cessione del ramo B2C di Tiscali Italia.
Inoltre, i Sindacati riportano che a metà Maggio 2026 sono stati previsti degli incontri tecnici tra Ministero, Regioni ed il nuovo aggiudicatario del ramo d’azienda.
Infine, il MIMIT ha fissato per il prossimo 25 Maggio 2026 un nuovo incontro con il Gruppo Tessellis, con un tavolo plenario per la presentazione del piano industriale definitivo e la verifica di tutte le garanzie occupazionali richieste.
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