Servizi a sovrapprezzo: dopo la legge e la guida per la disattivazione, serve la collaborazione degli operatori


In data 29 Agosto 2017 è ufficialmente entrata in vigore la legge n. 124 sulla concorrenza nel campo delle telecomunicazioni, composta da un solo articolo e 192 commi, che tendono a regolare ogni possibile fattispecie relativa al mondo delle telecomunicazioni.

Uno degli aspetti che più di tutti necessitava di una regolamentazione adeguata era quello dei servizi ad abbonamento, che sempre più spesso, negli ultimi anni, vengono attivati per errore o senza esplicito consenso da parte degli utenti che si collegano a internet dal proprio smartphone.

In tal senso, il comma 3-quater obbliga oggi i soggetti gestori dei servizi di telefonia e di comunicazioni elettroniche di acquisire prova del consenso espresso dell’utente, prima di addebitare il costo dei servizi in abbonamento offerti da terze parti. Inoltre, è fatto divieto agli operatori di telefonia e di comunicazioni elettroniche di prevedere la possibilità, per il cliente, di ricevere servizi in abbonamento da parte dello stesso operatore o di terzi, senza il previo consenso espresso e documentato dell’attivazione dei servizi in questione.

   

Nonostante ciò, ancora oggi, una tranquilla sessione di navigazione in rete può improvvisamente trasformarsi in una truffa ai danni degli utenti. Non è raro infatti, navigando in roaming, ricevere un messaggio che annuncia l’avvenuta attivazione di un determinato servizio mai richiesto, e del quale molto spesso non si conoscono i tutti dettagli. I più frequenti sono abbonamenti a loghi, suonerie, oroscopi, meteo o ancora contenuti espliciti e videogiochi, solitamente con addebito settimanale o mensile. Inoltre, il primo addebito avviene spesso contestualmente alla ricezione del messaggio di avvenuta sottoscrizione.

Per evitare di incorrere in una situazione tanto spiacevole, noi di Mondomobileweb abbiamo pubblicato una guida per richiedere il blocco dei servizi a sovrapprezzo con i principali operatori.

Infatti, già dal momento dell’attivazione di una nuova SIM, il cliente può contattare il servizio clienti del proprio operatore e richiedere il blocco di tutti i servizi a sovrapprezzo, o di alcune specifiche categorie.

Più nello specifico, i clienti TIM potranno procedere chiamando gratuitamente il numero 119, o anche tramite chat dall’area clienti del sito o nella pagina ufficiale di Facebook. Occorrerà semplicemente fornire il numero di telefono, il codice fiscale e il proprio consenso, per vedere attivato immediatamente il barring per i servizi futuri. Inoltre, è possibile verificare la presenza di eventuali servizi ancora attivi, sia nel sito ufficiale che nell’App MyTim.

Situazione simile per i clienti Vodafone, che potranno conoscere i servizi a sovrapprezzo chiamando il 190 oppure nell’App MyVodafone, attraverso la quale sarà anche possibile ottenere un rimborso entro 30 giorni, e procedere eventualmente al blocco.

Per Wind occorrerà chiamare il servizio clienti al numero 155 o utilizzare l’App Veon, con dinamiche simili agli altri operatori. Una volta richiesto il blocco, esso sarà effettivo nelle successive 24 ore.

Per Tre invece il numero da chiamare è il 133, e si può utilizzare l’App ufficiale o anche la chat di Facebook e l’account ufficiale Twitter dell’operatore.

Anche nel caso si sia clienti di operatori virtuali, è prevista una guida per richiedere il blocco dei servizi.

Anticipiamo che per CoopVoce, Kenamobile e Rabona Mobile, i servizi in questione non sono abilitati, quindi non vi è alcun rischio per il cliente.

Per quanto concerne Tiscali, invece, l’operatore blocca esclusivamente le chiamate a sovrapprezzo, ma il cliente può a sua discrezione modificare la black list preimpostata, nell’App ufficiale o chiamando il 4070.

Anche PosteMobile permette di bloccare i servizi, chiamando il numero 160, o sul sito ufficiale.

Nonostante quanto fin qui riportato, talvolta la legge entrata in vigore e il procedimento di blocco dei servizi con sovrapprezzo non permettono di arginare totalmente il problema. Così facendo, la navigazione attraverso traffico internet da parte degli utenti non risulta ancora completamente esente da rischi: ci sono infatti giunte numerose segnalazioni di clienti che hanno subito un’attivazione senza consenso.

Un altro aspetto è poi quello dei servizi aggiuntivi inclusi negli abbonamenti degli operatori. La trasmissione Mi Manda Rai Tre, nella puntata del 19 Marzo 2018, è stata proprio incentrata sui costi nascosti della telefonia. Il programma si è soffermato prevalentemente sui servizi forniti dagli operatori stessi, più che da quelli di terze parti.

Fonte Il Fatto Quotidiano

Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo, ha per esempio posto all’attenzione degli spettatori il caso dei costi nascosti di TIM, che al momento della sottoscrizione nasconde una serie di costi preattivati nella sim, relativi ad altrettanti servizi non richiesti. Così, al prezzo all-inclusive generalmente pubblicizzato, va ad aggiungersi il costo di attivazione della SIM, il costo per il servizio di segreteria, quello per il servizio richiamami e, per esempio nel caso di TIM, anche il servizio Prime Go. Discorso simile anche per tutti i costi e vincoli di recesso anticipato, che noi di Mondomobileweb segnaliamo puntualmente per ogni offerta.

In studio, è stato poi segnalato come nel caso di lamentele degli utenti, le risposte degli operatori siano spesso poco chiare. Per questo motivo, come sottolinea Laura Cecchini, esponente dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori, è in corso un’istruttoria che mira a far chiarezza sul ruolo determinante dei centri assistenza, che dovrebbero lavorare per rendere più agevole la disattivazione dei servizi non richiesti.






 

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