Poste Italiane, CdA approva direzione e coordinamento di TIM: al via l’integrazione
A seguito della conclusione dell’OPAS su TIM, che ha permesso all’azienda di ottenere un’ampia maggioranza, il CdA di Poste Italiane si è riunito per approvare il regolamento che disciplina la direzione e il coordinamento di TIM, avviando così l’integrazione di TIM all’interno del Gruppo Poste.
Poste Italiane lo ha reso noto, anche tramite il TG Poste, il notiziario del portale di informazione di Poste Italiane, nella giornata di oggi, 30 Settembre 2026, a seguito della prima riunione del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Poste dopo la chiusura dell’OPAS su TIM.
Come già raccontato, infatti, lo scorso 25 Settembre 2026, con la chiusura della riapertura dei termini del secondo periodo di adesione, si è conclusa definitivamente l’OPAS su TIM di Poste Italiane (già primo azionista dell’operatore telefonico), grazie alla quale Poste Italiane controllerà complessivamente una quota di circa l’85,8% del capitale di TIM, che consente a Poste di avere il pieno controllo dell’operatore ma che non ha fatto scattare il diritto di acquisto delle restanti azioni in ottica delisting.
Come era stato preannunciato dall’AD di Poste Italiane, Matteo Del Fante, e anche dall’AD di TIM, Pietro Labriola, terminata l’OPAS sono state subito avviate le attività per l’integrazione tra le due aziende, già in parte avviata.
Nello specifico, come riportato dal TG Poste, nella giornata di oggi, 30 Settembre 2026, il CdA di Poste Italiane ha deliberato l’avvio dell’esercizio delle attività di direzione e coordinamento su TIM, approvando anche il relativo Regolamento di governo operativo.
Il board ha infatti approvato il documento che disciplina i rapporti e i flussi informativi tra le due aziende, assicurando l’allineamento e il coordinamento di TIM e delle sue controllate, in quanto sono diventate società appartenenti al Gruppo facente capo a Poste Italiane.
L’azienda afferma che l’ingresso di TIM nel Gruppo Poste Italiane prevede la condivisione di obiettivi strategici, il coordinamento delle politiche industriali e gestionali, l’integrazione di attività e competenze per favorire lo sviluppo e la creazione di valore dell’intero Gruppo.
Le attività di Direzione e coordinamento su TIM, come precisato dal Telegiornale di Poste Italiane, saranno disciplinate dal CdA, dall’Amministratore Delegato, dal Direttore Generale, attraverso l’esercizio dei poteri a loro attribuiti, nonché dalle strutture organizzative di Poste Italiane negli ambiti di rispettiva competenza.
Il regolamento approvato dal CdA di Poste Italiane si pone l’obiettivo di garantire la gestione accentrata delle attività, ovvero il coordinamento funzionale per realizzare economie di scala e migliorare l’efficienza dei processi.
Poste Italiane afferma che con questo nuovo assetto avrà così piena visibilità sulle principali attività e iniziative di TIM e verrà coinvolta preventivamente nella valutazione delle operazioni di maggiore rilievo strategico (incluse le operazioni rilevanti), ferma restando l’autonomia giuridica di TIM e delle sue controllate, a tutela anche degli azionisti di minoranza.
Dunque, a cinque giorni dalla conclusione dell’OPAS, il CdA di Poste Italiane ha così già tracciato il percorso aprendo una nuova fase destinata a guidare lo sbarco di TIM nel perimetro del Gruppo, con l’obiettivo di mettere a fattor comune infrastrutture, tecnologie e competenze e sviluppare le nuove sinergie industriali tra i due gruppi.
Si ricorda a questo proposito che l’operazione coinvolge anche il mercato telco: infatti, sarebbe prevista una fusione tra le attività telco di Poste, tra cui l’operatore virtuale PosteMobile, con TIM Consumer, con l’obiettivo di creare il principale operatore di telefonia mobile in Italia.
Inoltre, come illustrato nei mesi scorsi da Poste Italiane, TIM diventerebbe la nuova Business Unit “Connectivity & Technology” di Poste, destinata a riunire le attività legate alla connettività e all’innovazione tecnologica, e in cui potrebbero essere eventualmente conferite le attuali attività telco ed Energia di Poste, in seguito alla fusione di PostePay e BancoPosta.
Editing Simone Nicolosi





