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TIM, lettera dell’AD Labriola ai dipendenti: con Poste si apre una nuova fase

Dopo la conclusione della prima fase dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) promossa da Poste Italiane su TIM, Pietro Labriola, Amministratore Delegato del Gruppo TIM, ha inviato una lettera ai dipendenti per commentare l’acquisizione del controllo azionario dell’operatore e illustrare la nuova fase che si aprirà nelle prossime settimane.

Come già raccontato da MondoMobileWeb, al termine della prima fase dell’Offerta, Poste Italiane ha raggiunto il 66,627% del capitale di TIM, acquisendone il controllo azionario.

Inoltre, come dichiarato nei giorni scorsi dall’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, dopo la conclusione dell’OPAS è previsto l’avvio del percorso di integrazione tra le due aziende.

Adesso, anche Labriola, rivolgendosi direttamente ai dipendenti del Gruppo TIM, ha confermato che, dopo la riapertura dei termini dell’Offerta prevista dal 21 al 25 Settembre 2026, inizierà il percorso di integrazione.

Nella sua lettera, l’Amministratore Delegato ripercorre inoltre la trasformazione affrontata da TIM negli ultimi quattro anni, citando la separazione della rete, la riduzione del debito e gli investimenti in 5G, Cloud, Cybersecurity, Data Center e Intelligenza Artificiale.

Labriola sottolinea anche le possibili opportunità derivanti dalla complementarità tra Poste Italiane e TIM, in particolare nei servizi digitali per famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione, nel Cloud, nella Cybersecurity e nell’Intelligenza Artificiale.

Di seguito, MondoMobileWeb pubblica integralmente la lettera inviata da Pietro Labriola ai dipendenti del Gruppo TIM:

Care colleghe e cari colleghi,

nella mia ultima comunicazione di luglio vi avevo parlato dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio promossa da Poste Italiane e della valutazione positiva espressa dal nostro Consiglio di Amministrazione, sia sotto il profilo finanziario sia per le prospettive industriali dell’operazione.

Venerdì scorso si è conclusa la prima fase dell’Offerta e Poste Italiane ha raggiunto il 66,627% del capitale di TIM, acquisendone il controllo azionario.

È un passaggio importante nella storia della nostra azienda. E credo sia anche il momento giusto per fermarci un attimo a guardare la strada che abbiamo percorso per arrivare fin qui.

Quattro anni fa TIM era un’azienda con problemi strutturali che ne limitavano fortemente le prospettive. Abbiamo fatto scelte difficili, alcune considerate allora quasi impossibili.

Abbiamo separato la rete, ridotto significativamente il debito, rimesso in ordine i nostri business e restituito all’azienda libertà commerciale e capacità di investire e competere.

Contemporaneamente abbiamo continuato a costruire il futuro: 5G, Cloud, Cybersecurity, Data Center, Intelligenza Artificiale. Abbiamo rafforzato TIM Enterprise, rilanciato il Consumer e continuato a far crescere TIM Brasil.

Lo abbiamo fatto con un obiettivo molto semplice: rendere TIM nuovamente solida, credibile e capace di crescere.

Oggi i risultati di quel lavoro sono davanti a noi.

Le parole utilizzate in questi giorni dai vertici di Poste riconoscono il valore di questo percorso e soprattutto aprono una prospettiva nuova. Quella che solo pochi anni fa sarebbe sembrata un’operazione “inimmaginabile” viene oggi descritta come un progetto industriale congiunto, ambizioso e strategico per il Paese, capace di competere anche a livello internazionale.

È esattamente da qui che dobbiamo partire.

L’ingresso in una nuova fase non cancella ciò che TIM è. Al contrario, mette ancora più al centro ciò che abbiamo costruito: le nostre competenze tecnologiche, le infrastrutture, la capacità commerciale, la relazione con milioni di clienti e, soprattutto, la qualità delle nostre persone.

Poste e TIM hanno storie, asset e competenze differenti e fortemente complementari. Metterli insieme può creare opportunità che separatamente sarebbero più difficili da cogliere: nei servizi digitali per famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione, nel Cloud e nella Cybersecurity, nell’Intelligenza Artificiale e, più in generale, nella trasformazione digitale del Paese.

La dimensione conta. Lo dico da tempo parlando del nostro settore: per competere e continuare a investire serve scala. La prospettiva che abbiamo davanti può darci proprio questo, mettendo insieme due grandi aziende italiane e costruendo un progetto industriale capace di guardare oltre i rispettivi confini.

E voglio sottolineare un punto che considero fondamentale: in questo progetto le persone e le competenze di TIM sono e saranno centrali. Perché le tecnologie si possono acquistare, gli asset si possono integrare, ma competenza, esperienza e capacità di esecuzione si costruiscono nel tempo. Ed è questo uno dei patrimoni più importanti che portiamo nella nuova fase.

Dal 21 al 25 settembre 2026 saranno riaperti i termini dell’Offerta. Successivamente inizierà il percorso di integrazione e avremo modo di aggiornarvi, con la stessa trasparenza con cui abbiamo affrontato insieme tutti i passaggi degli ultimi anni.

Nel frattempo dobbiamo continuare a fare quello che sappiamo fare: lavorare sui risultati, sui clienti e sulla qualità dei nostri servizi.

Abbiamo dimostrato che anche le trasformazioni più difficili possono diventare opportunità quando esistono una direzione chiara, il coraggio di decidere e la capacità di fare accadere le cose.

Quattro anni fa dovevamo rimettere TIM nelle condizioni di avere un futuro.

Oggi quel futuro possiamo contribuire a costruirlo da una posizione completamente diversa.

E dobbiamo esserne orgogliosi e orgogliose.

Pietro Labriola
Amministratore Delegato di TIM

Secondo alcune indiscrezioni raccolte da MondoMobileWeb, nell’ambito del percorso di integrazione tra Poste Italiane e TIM sarebbero previste anche attività di formazione che coinvolgeranno sia il personale di Poste Italiane sia la forza vendita di TIM.

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