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TIM, condotte Fibra: TAR del Lazio respinge ricorso per multa Antitrust da 116 milioni di euro

Il TAR del Lazio ha confermato la sanzione dell’Antitrust contro TIM per le sue condotte anticoncorrenziali ai danni di Open Fiber nello sviluppo della Fibra, respingendo il ricorso che aveva presentato TIM.

Lo ha reso noto il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio attraverso la sentenza (ecco il documento completo) pubblicata oggi, 28 Febbraio 2022, mentre l’udienza si era tenuta lo scorso 3 Novembre 2021.

TIM aveva infatti presentato ricorso dinanzi al TAR del Lazio contestando le accuse e l’ammontare della sanzione irrogata dall’Antitrust con il procedimento A514, pubblicato il 6 Marzo 2020.

Si tratta del procedimento aperto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per accertare il possibile abuso di posizione dominante da parte di TIM, in violazione dell’articolo 102 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), sulla base delle segnalazioni giunte da Infratel, Enel, Open Fiber, Vodafone e WindTre.

Con il cosiddetto piano Cassiopea di TIM, secondo l’Antitrust l’operatore aveva tenuto condotte volte a ostacolare o rallentare lo svolgimento delle gare Infratel e accaparrarsi preventivamente la clientela anche tramite politiche commerciali volte a “restringere lo spazio di contendibilità per gli operatori concorrenti”.

Al termine del procedimento A514, l’Antitrust aveva sanzionato TIM al pagamento di una multa pari a oltre 116,099 milioni di euro, subito contestata da TIM.

Si ricorda comunque che nei suoi documenti finanziari TIM aveva dichiarato di aver già provveduto al pagamento della multa a Maggio 2021, nonostante si attendesse ancora il pronunciamento del TAR.

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TIM Fibra multa TAR Lazio

Con il suo ricorso contro l’Antitrust e Open Fiber, TIM chiedeva quindi al TAR del Lazio l’annullamento del provvedimento dell’AGCM.

Al TAR si sono costituiti in giudizio l’AGCM e Open Fiber, mentre sono intervenuti ad opponendum Enel, Wind Tre e Vodafone Italia.

Come riporta la sentenza pubblicata oggi dopo l’udienza del 3 Novembre 2021, il ricorso è stato dichiarato infondato, con le motivazioni del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che hanno sostanzialmente confermato le accuse che hanno portato l’Antitrust a sanzionare TIM.

Avendo respinto il ricorso, il TAR del Lazio ha condannato TIM a pagare le spese di lite (che si liquidano in complessivi 8000 euro oltre accessori di legge per ciascuna delle parti) all’Autorità, ad Enel (all’epoca ancora azionista di Open Fiber) e ad Open Fiber, mentre possono essere compensate nei rapporti con le altre parti costituite.

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